
Lebanon può considerarsi come another brick in the wall sul Medio Oriente, sulla scia di alzer con Bashir, non solo per la rivelazione esplicita dell’uso delle “cattive” e “poco intelligenti” bombe al fosforo, ma soprattutto per la richiesta di pace, inquieta e instabile ma comunque non-guerra. E’ la richiesta degli ex soldati: l’esordiente regista israeliano, infatti, è stato addestrato a vent’anni come artigliere e ha preso parte agli eventi narrati. Ebrei che a fuoco spento trovano consolazione più nelle parole di Freud che nelle rassicurazioni dei tronfanti generali dei sei giorni. Naturalmente è il particolare che riporta al globale.
Sinossi:
Libano, giugno 1982. Un carro armato carico di armi e quattro giovani soldati avanza solitario dentro un villaggio, bombardato e abbattuto dall’Aviazione Militare israeliana. Assi è un comandante che non ha mai comandato, Shmuel un artigliere che non ha mai colpito, Herzl un servente al pezzo che non ha mai caricato una bomba e Yigal un pilota di un carro corazzato che non conosce destinazione. Impressionabili ed inesperti piangono e resistono dentro il “Rinoceronte” sferragliante, contro una guerra che non hanno voluto e un nemico che non vogliono condannare. Smarrita la direzione, mancata la posizione e assediati dalla paura, tenteranno una fuga disperata verso un campo di girasoli e una terra “promessa” (a tutti).
Regia: Samuel Maoz
Cast: Oshri Cohen, Michael Moshonov, Zohar Strauss, Reymond Amsalelm
Nazionalità’ : Israele, Germania, Francia, Libano 2009
Genere: Drammatico
Durata: 90 min


