Manfredonia
Nota stampa

Energas, Lavoro&Welfare: ecco perchè diciamo no

Per le ragioni suesposte l’Associazione Lavoro&Welfare di Capitanata esprime parere contrario all’insediamento nell’area di Manfredonia del megadeposito di GPL proposto dall’Energas


Di:

ENERGAS: TESTO DELLA NOTA PROTOCOLLATA QUESTA MATTINA PRESSO IL COMUNE DI MANFREDONIA, INDIRIZZATA AL SINDACO ED ALL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA ED AMBIENTE DELLA CITTÀ, CON LE OSSERVAZIONI E IL PARERE DELL’ASSOCIAZIONE LAVORO&WELFARE ESPRESSI AI SENSI DELL’AVVISO PUBBLICO DEL 30/09/2015

Con riferimento all’Avviso Pubblico del Comune di Manfredonia, atto n. 33762, n. reg. 2015-3045 del 30/09/2015, emesso ai sensi della Direttiva Seveso III dal Settore 7° – Urbanistica ed Edilizia ed avente oggetto “Deposito costiero GPL – Manfredonia (FG)”, la scrivente esprime di seguito osservazioni e pareri nei termini e con le modalità richieste.

Il megaimpianto di gas che la Società Energas ha in programma di realizzare a Manfredonia è una iniziativa industriale insalubre e ad alto rischio di incidente rilevante. La realtà locale del comune di Manfredonia e delle comunità limitrofe hanno sicuramente bisogno di rialzarsi da condizioni di forte arretratezza economica, lavorativa e sociale, ma potranno farlo puntando più adeguatamente sulle proprie potenzialità produttive e naturalistiche. Nessun via libera può essere concesso dalle Istituzioni ad iniziative imprenditoriali che comportino rischi e aggressioni ai danni del territorio, bypassando la volontà delle comunità locali, con il principale obiettivo di trarre profitti dalle attività rischiose e nocive che si vorrebbero insediare. Oggi non vi sono benefici occupazionali e materiali che possano giustificare il rischio di vivere nell’insicurezza continua e lo snaturamento delle specificità ambientali e paesaggistiche territoriali.

Le comunità dell’area di Manfredonia, con l’esperienza del petrolchimico ex Enichem, hanno già vissuto una drammatica storia di scelte industriali di forte impatto ambientale con il territorio. Quella dura prova è stata ed è tuttora affrontata con grande responsabilità dalla popolazione, alla ricerca di un equilibrio ambientale ancora oggi compromesso dai residui della bonifica relativa a quella ultraventennale esperienza produttiva. Un equilibrio che oggi sarebbe enormemente scompensato da iniziative come quelle che comportano in loco il rifornimento con condotte sottomarine, lo stoccaggio in enormi depositi e la commercializzazione di gas in quantità industriali. Vi è dunque prima di tutto un fattore di scarsa e negativa considerazione del nostro territorio e delle sue reali qualità endogene da parte dei proponenti del progetto e di coloro che ai livelli istituzionali si limitano a considerare aspetti e procedure di autorizzazione meramente dal punto di vista tecnico. La regressione complessiva del nostro territorio, accentuatasi notevolmente negli anni recenti, è evidentemente prima di tutto il risultato di una inadeguatezza della sua classe dirigente che non si è rivelata all’altezza del compito ed in grado di far valere preliminarmente ad ogni processo gli interessi comuni e il fare sistema.

Peraltro è generalmente notorio che in tali circostanze, purtroppo, spesso si attivino modalità e pressioni alquanto disdicevoli per blandire consensi sociali ed istituzionali in forme occulte ed inconfessabili. È necessaria quindi una più ampia consultazione di cittadini, soggetti e aggregazioni della società e del mondo produttivo, per scongiurare che nel nostro caso specifico scelte di vitale importanza come questa siano assunte con modalità eticamente e sostanzialmente sbagliate e dannose. Un siffatto coinvolgimento dovrebbe infine affidare ad un referendum cittadino la decisione finale, per una scelta autenticamente consapevole e democratica.

Pertanto riteniamo che, oltre alle note e documentabili valutazioni sulla corretta finalizzazione urbanistica dell’area e sulle sue peculiarità archeologiche, vi siano almeno otto fondamentali ragioni sociali, economiche e produttive che rendono impensabile un insediamento di tal genere nel territorio di Manfredonia,
1. I cittadini, nella loro generalità e nelle forme pubbliche finora attivate con forme di partecipazione democratica, si sono dichiarati assolutamente contrari, lo testimoniano le numerose migliaia di firme dagli stessi apposte su petizioni che chiedono di scongiurare l’insediamento dei depositi GPL dell’Energas.
2. La comunità locale ha già vissuto, sin dal finire degli anni ’80, una ultraventennale vertenza per la sicurezza e la tutela della salute e dell’ambiente, sfociata in drammatiche condizioni di inagibilità sociali ed istituzionali, delle quali ancora oggi subiamo le negatività e portiamo i segni.
3. Sono note le condizioni di preoccupazione per la pervadente presenza di attività criminose ed illecite nel contesto locale, per combattere le quali il tessuto civile ha bisogno di un contesto sociale ed istituzionale solido e di non essere ulteriormente scosso da fattori di conflitto.
4. Manfredonia dagli inizi del 2000 e ancora oggi è dichiarato tra i principali siti di interesse nazionale da bonificare. Un percorso nato in coincidenza con la chiusura dell’ex Enichem, che ha realizzato importanti risultati ma che richiede ancora ulteriori più adeguati interventi.
5. La nostra è una area a rischio sismico identificata nella cosiddetta zona 2, nella quale cioè “possono verificarsi terremoti abbastanza forti”. Cosa potrebbe accadere nel malaugurato ma possibile caso di forte terremoto localizzato nei pressi di un megadeposito di GPL?
6. L’area di Manfredonia è l’accesso ed è integrata nel Parco Nazionale del Gargano, il cui interesse naturalistico è riconosciuto in tutto il mondo.
7. In risposta alle ripercussioni negative della chiusura del petrolchimico e della crisi delle aziende del Contratto d’area, la vocazione produttiva locale perseguita con maggiori potenzialità di reddito e di occupazione aggiuntiva è fondata sul turismo, oltre che sull’agricoltura, sulla pesca e sull’artigianato. L’insediamento dell’Energas contraddirebbe e comprometterebbe ogni sforzo innovativo nella direzione di uno sviluppo finalmente basato sulle nostre potenzialità territoriali.
8. Il Porto alti fondali (che dovrebbe assicurare le operazioni di movimentazione del GPL) è inidoneo e non in grado di garantire nello specifico la funzionalità e la sicurezza necessari, essendo notoriamente bisognevole da anni di notevoli interventi strutturali di manutenzione e di consolidamento (si richiamano al proposito la nota “relazione Maggi” e il progetto dei necessari interventi presentato al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per un importo di circa 60 milioni di euro).

Per le ragioni suesposte l’Associazione Lavoro&Welfare di Capitanata esprime parere contrario all’insediamento nell’area di Manfredonia del megadeposito di GPL proposto dall’Energas.

(Manfredonia, 21 ottobre 2015)

Energas, Lavoro&Welfare: ecco perchè diciamo no ultima modifica: 2015-10-21T17:00:12+00:00 da Redazione



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Commenti


  • svolta

    Bravissimi…. un’associazione che sa quello che dice ma sopratutto quello che vuole per il bene di Manfredonia. Ancora Bravi, Bravi i miei complimenti per come è stato articolato il parere e le osservazioni.
    Solo per chi è sordo e cieco, di fronte a tale scritto, non può suscitare alcun risentimento per quello che si vuole provocare per Manfredonia oggi e sopratutto per il futuro.


  • Francesco

    REFERENDUM… per conoscere in modo democratico cosa vogliono i cittadini di Manfredonia e non i soliti noti.

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