Lucera – CON Regio Decreto n. 17 del 2 maggio 1861, non erano che trascorsi, appena 46 giorni dall’unità d’Italia (17/03/1861) le Zecche del novello Regno coniavano il nominale da 1 centesimo, lo spicciolo per antonomasia. Il metallo utilizzato fu il rame 960/1000 con un tondello di appena 15 mm di diametro e un peso di 1 grammo con contorno liscio. L’incisore fu il maestro Giuseppe Ferraris ,autore di molte monete sabaude. Al diritto troviamo l’effige del nuovo Re d’Italia, Sua Maestà Vittorio Emanuele II e al rovescio due rami, il primo sulla sinistra di quercia con ghiande e l’altro incrociato di alloro con bacche, tutti e due annodati da un nastro con al centro il valore nominale con l’anno di emissione, sopra una stella e sotto l’iniziale della lettera della zecca di emissione. Questa monetina fu coniata dal 1861 al 1867 nelle Zecche di Milano (M) ,Napoli(N), Torino(T). Una vera chicca resta che le varie zecche continuarono a coniare dal 1868 al 1892 (anche sotto il Re Umberto I), ma sempre con le data 1867 e con la stessa effige di Vittorio Emanuele II. Ci sono tante varianti come le monete coniate a Napoli ,che hanno un conio stanco e l’impronta del diritto al rovescio o come la “M” della zecca di Milano capovolta come una “W”(molto rara),o in rame giallo come alcune della zecca di Torino e così via. Il valore collezionistico è molto alto dal punto di vista storico, ma quello monetario è invitante solo per le varianti rari sopra indicate.