Cronaca

Andria, spacciavano droga in una villa ‘bunker’


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Immobilesottopostoasequestro

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Andria – UN  altro sequestro preventivo di beni è stato eseguito questa mattina dai Carabinieri della Compagnia di Andria nei confronti delle stesse persone, padre e figlio, destinatarie lo scorso 17 novembre u.s. di analogo provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. del Tribunale di Trani. Si tratta del 53enne Mauro Pilato e del 27enne Gianrico, all’epoca il primo agli arresti domiciliari ed il secondo sorvegliato speciale di p.s., che lo scorso 26 giugno furono arrestati nel corso di un’operazione antidroga. Gli stessi nella circostanza, sorpresi a spacciare nella loro “villa bunker” protetta da telecamere di sorveglianza, sita in contrada “Madama Camilla”, vennero arrestati con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi da sparo, possesso di radio ricetrasmittente sintonizzata sulle frequenze delle Forze di Polizia e violazione delle prescrizioni inerenti la sorveglianza speciale e gli arresti domiciliari. Nel corso della perquisizione nella casa i Carabinieri rilevarono infatti un quantitativo di cocaina utile alla preparazione di una quarantina di dosi pronte per essere immesse sul mercato e sequestrarono un impianto di videosorveglianza utile a tenere sotto controllo la zona circostante attraverso dei monitor che trasmettevano in tempo reale  le immagini riprese all’esterno. In questo modo i malfattori avrebbero avuto tutto il tempo di “prepararsi” in caso di un eventuale controlli da parte delle Forze dell’Ordine”.  Nel corso del blitz, inoltre, furono identificati 14 tossicodipendenti, che nel frattempo si erano portati presso la villa, citofonando e chiedendo ai militari (in abiti borghesi), scambiati per spacciatori, di acquistare cocaina, consegnando persino il relativo corrispettivo.  Gli accertamenti patrimoniali eseguiti nel corso dell’indagine hanno evidenziato che i due abbiano nel tempo mantenuto un tenore di vita notevolmente superiore alle loro reali possibilità economico-finanziarie e capacità reddituali. Gli stessi infatti, intestavano ai loro più stretti familiari o a prestanome le proprietà acquistate con i proventi illeciti ricavati dal traffico di droga che esercitavano costantemente in quella lussuosa villa trasformata in un vero e proprio fortino, meta di continui pellegrinaggi di “clienti” provenienti anche da paesi non proprio vicini. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che i due dal 1998 al 2008 hanno complessivamente dichiarato redditi per complessivi 56mila euro a conferma della palese sproporzione tra quanto dichiarato  rispetto al valore economico dei beni sottoposti a sequestro.

Andria, spacciavano droga in una villa ‘bunker’ ultima modifica: 2009-12-21T11:52:42+00:00 da Girolamo Romussi



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