A cura di Franco Rinaldi

L’annunciazione nell’arte a Manfredonia

A Manfredonia in alcune Chiese l’Annunciazione è raffigurata attraverso dipinti su tele e su affreschi


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Manfredonia. A Manfredonia in alcune Chiese l’Annunciazione è raffigurata attraverso dipinti su tele e su affreschi. E’ rappresentata altresì in loco in opere scultoree varie: due giacenti presso il castello Svevo-Angioino e l’altra nel chiostro dell’antico convento delle Benedettine annesso alla Chiesa di San Benedetto. Presso il Museo Nazionale del Castello è conservato il bassorilievo dell’Annunciata che proviene dall’area dell’abbazia di San Leonardo di Siponto. Il bassorilievo dell’Annunciata si articola in due riquadri scanditi da un portichetto a colonne entro il quale è collocata la scena dell’Annunciazione. La Vergine è rappresentata a figura intera, vestita con tunica e mantello, nell’atto di muoversi verso sinistra, probabilmente per la sorpresa dell’annuncio, tenendo nella mano sinistra la spola della conocchia con la quale era intenta secondo la tradizione dei vangeli apocrifi, a filare a casa. A destra l’angelo messaggero, danneggiato per metà della figura che tende la sinistra alla Vergine, mentre con la destra regge il lungo scettro, emblema del suo rango nella gerarchia celeste. Il bassorilievo doveva probabilmente adornare la facciata della chiesa o un’altra parte della stessa. Va sottolineato, che l’antico monastero di San Leonardo sito in Lama Volara, esempio ammirevole di architettura romanica pugliese, oggi in fase di completo restauro, è stato affidato e viene gestito brillantemente da alcuni anni dai padri “Ricostruttori nella Preghiera”.

Sempre presso il castello di Manfredonia sulla cornice quasi all’estremo est del Bastione dell’Avanzata, si trova murata una formella di marmo in cui è scolpita l’Annunciazione. L’opera che ha dato il secondo nome al bastione, proviene probabilmente dalla chiesa della Santissima Annunziata, costruita secondo lo storico Giuseppe de Troia, nei pressi del Castello prima del 1620.

Altre due opere relative all’Annunciazione sono quelle raffigurate su tela nella chiesa di San Benedetto (denominata in loco dal popolino “a chjise de Sanda Lucjie” per via del grande dipinto di Santa Lucia conservato nell’antica chiesa). Una delle tele dell’Annunciazione, di fine Cinquecento, opera di Ippolito Borghese, è ritenuta dagli esperti un vero capolavoro artistico; mentre l’altra tela posta sulla parete laterale del presbitero, fu dipinta nel 1767 dal pittore napoletano Francesco Antonio Serio. Sempre nel cortile dell’antico convento delle Benedettine annesso alla chiesa di S.Benedetto è conservata in una edicola una scultura che rappresenta l’Annunciazione. Infine, nella chiesa Madre in un affresco sito sotto la volta della navata è rappresentata l’Annunciazione, opera realizzata nel 1940 del talentuoso pittore milanese Natale Penati, autore (dal 1939 al 1941) di numerosi e pregevoli dipinti nella Cattedrale di Manfredonia commissionati dal compianto arcivescovo Andrea Cesarano e di altre opere pittoriche realizzate dal 1933 in chiese di paesi garganici.

NOTIZIE STORICHE. La solennità Mariana è convenzionalmente fissata dalla Chiesa Cattolica nella data del 25 Marzo, nove mesi prima del Natale, poiché la dottrina cristiana fa coincidere l’Annunciazione con il concepimento della nascita di Gesù. L’episodio è raccontato nel Vangelo di Luca: (1, 26-8)-l’Arcangelo Gabriele annuncia a Maria, sposa di Giuseppe il concepimento del Figlio di Dio, con il saluto: “Ave grazia plena Dominus tecum benedicta tu in mulieribus”. Maria, una fanciulla ebrea di Nazaret in Galilea, al termine del colloquio con l’angelo esprime una consacrazione: “Eccomi, sono la serva del Signore, avverrà di me quello che ha detto”, aderendo al progetto dell’Altissimo che l’aveva scelta quale madre di Gesù, nome voluto da Dio. Va evidenziato che il mistero dell’incarnazione del Verbo eterno di Dio è finalizzato al Mistero pasquale. l’Incarnazione di Gesù nel grembo della Vergine Maria è definita il grande segno dato da Dio agli uomini e l’inizio del grande sacrificio di Gesù morto in Croce per la salvezza dell’Umanità.

Tra gli elementi iconografici costanti di molti dipinti relativi all’Annunciazione la presenza dei gigli, simbolo della verginità della Madonna, la colomba che simboleggia lo Spirito Santo e il libro che per tradizione rivela la dimensione spirituale della Madonna. Tra le più antiche immagini dell’Annunciazione è quella affrescata sulla volta di un cubicolo della catacombe di Priscilla risalente alla prima metà del III secolo. Nel Vangelo di Luca: (1, 26-28) così è riportato: Nel sesto mese, l’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti Saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo gli disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all’angelo: ”Come è possibile, Non conosco uomo”.

Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è possibile a Dio”. Allora Maria disse: Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.

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(A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia)

L’annunciazione nell’arte a Manfredonia ultima modifica: 2016-12-21T22:26:00+00:00 da Franco Rinaldi



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