CerignolaCronaca
"Una notizia che mi rattrista e mi addolora"

D’Alema “Panico, uno dei molti Di Vittorio partoriti da Cerignola”

"Toccò a Panico comunicare ai braccianti di Cerignola la morte di Peppino Di Vittorio, e ricordo una foto de L’Unità in cui lo si vede mentre parla ad una folla straripante, addolorata e commossa"


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Roma. ”La notizia della scomparsa di Pasquale Panico mi rattrista e mi addolora. Egli è stato uno dei molti Di Vittorio partoriti dalla generosa terra di Cerignola. Uomini forti ma dal cuore grande, forgiatisi nella durezza del lavoro dei campi, e nella consapevolezza che il corso della storia si poteva e si doveva cambiare, lottando e restando uniti.

Toccò a Panico comunicare ai braccianti di Cerignola la morte di Peppino Di Vittorio, e ricordo una foto de L’Unità in cui lo si vede mentre parla ad una folla straripante, addolorata e commossa. Quella immagine racconta un ideale passaggio di consegne, da una generazione all’altra di grandi dirigenti politici e sindacali che hanno scritto pagine indelebili della storia della sinistra meridionale.

Ho avuto modo di apprezzare la squisita umanità di Pasquale Panico, la sua capacità di risolvere situazioni politicamente difficili con una battuta ed un sorriso, quando ero un giovane segretario regionale del Pci di Puglia e lui guidava la Commissione Regionale di Garanzia. La causa del partito veniva prima di tutto, ma Panico si impegnava sempre per attenuare i contrasti, per fare in modo che le soluzioni fossero il più possibile condivise.

Pasquale Panico è stato tra i più esemplari protagonisti di una irripetibile generazione di uomini di lotta e di governo, che ha cambiato l’Italia e ha fatto crescere il Mezzogiorno. È nel loro ricordo e nel loro esempio che dobbiamo operare per ricostruire la sinistra e per aprire una nuova speranza per il Paese”.

Lo dice in una nota Massimo D’Alema.

D’Alema “Panico, uno dei molti Di Vittorio partoriti da Cerignola” ultima modifica: 2018-01-22T12:30:53+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Redazione

    *Care e cari compagn@, diffondiamo una nota del compagno Arcangelo
    Sannicandro sulla scomparsa di Pasquale Panico*

    *IN RICORDO DEL COMPAGNO PASQUALE PANICO*

    *Apprendo con dolore la notizia della morte di Pasquale Panico che ha
    sempre rappresentato per i braccianti della Capitanata e per tutti i
    compagni comunisti una sponda sicura e un modello di coerenza e di passione
    politica. La storia della sinistra lo ricorderà come Segretario generale
    della C.G.I.L. della provincia di Foggia, come consigliere del P.C.I. del
    primo consiglio regionale della Puglia e come senatore della Repubblica ma
    tutti i compagni ,come me, che hanno condiviso con lui una miriade di
    lotte sindacali, di campagne elettorali e di manifestazioni pubbliche
    ricorderanno la sua tenacia, il suo spessore umano e soprattutto la sua
    singolare vena ironica con la quale riusciva a sdrammatizzare anche le
    situazioni più disperate. E’ ancora vivo in me il ricordo di quando, dopo
    la morte di Enrico Berlinguer, la segretaria della mia sezione organizzò un
    incontro per commemorare il grande compagno scomparso. Il relatore della
    serata fu Pasquale Panico che si trovò di fronte tanti compagni con le
    lacrime agli occhi e troppo commossi per prendere la parola. Pasquale
    scosse la platea dicendo che i grandi uomini non muoiono nel letto ma “in
    battaglia”, come era accaduto ad Enrico Berlinguer in seguito al suo
    comizio. Una battaglia che Berlinguer aveva vinto perché per la prima
    volta alle elezioni europee di giugno 1984 il P.C.I. era riuscito a fare
    il famoso”sorpasso” della D.C. E, pertanto,”cari compagni, anche la morte ,
    ha i suoi lati positivi”!*

    *Pasquale Panico, dopo la scissione della Bolognina non si iscrisse più a
    nessun partito della sinistra. E’ restato fedele al suo P.C.I. sino alla
    fine dei suoi giorni. Sono convinto che è riuscito, anche questa volta, a
    rendere meno drammatico il suo ultimo viaggio, raccontando qualche
    divertente aneddoto alla Signora Morte che gli ha concesso di andarsene
    proprio il 21 gennaio , anniversario della fondazione del Partito Comunista
    Italiano. *

    *
    Arcangelo Sannicandro*


  • Redazione

    Cia Puglia, cordoglio per la morte di Pasquale Panìco
    Dal ’75 al ’77 fu presidente provinciale dell’Alleanza dei Contadini,
    antenata Cia
    Carrabba: “Un uomo che ha inciso profondamente sull’evoluzione del
    mondo agricolo”

    “Con la morte di Pasquale Panìco, perdiamo un grande uomo, uno di
    quelli che hanno fatto la storia della Capitanata e della Puglia,
    grazie al suo impegno e all’intelligenza nel guidare battaglie
    politiche e sindacali che hanno inciso profondamente sull’evoluzione e
    l’emancipazione del mondo agricolo”. E’ Raffaele Carrabba, presidente
    regionale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, a esprimere a nome di
    tutta l’organizzazione il cordoglio per la scomparsa di Pasquale
    Panìco. Cerignolano, conterraneo di Giuseppe Di Vittorio, Pasquale
    Panìco aveva 90 anni e una storia di oltre 50 anni di impegno
    sindacale e politico che lo portarono a diventare Senatore del Partito
    Comunista Italiano. Pasquale Panico, che fu bracciante e poi
    imprenditore agricolo, conobbe per esperienza diretta la durezza del
    lavoro in campagna. Difese i diritti dei lavoratori e fu uno dei
    protagonisti assoluti dell’accordo tra braccianti e coltivatori alla
    base del nuovo contratto di lavoro firmato nella metà degli anni ’70.
    “Pasquale Panìco – ha ricordato Raffaele Carrabba – è parte integrante
    e qualificante del Dna della nostra organizzazione: dal 1975 al 1977
    fu presidente provinciale dell’Alleanza dei Contadini, antenata
    diretta di Confcoltivatori prima e della Confederazione Italiana
    Agricoltori poi. Visse direttamente, sulla propria pelle, la durezza e
    le difficoltà del lavoro in campagna, prima come bracciante agricolo e
    poi come coltivatore. Aveva una comprensione profonda delle questioni
    da cui dipendeva lo sviluppo di un’agricoltura moderna, e fu mente
    lucidissima e motore lungimirante della evoluzione del comparto
    primario. A lui dobbiamo tanto. Personalmente e a nome della CIA
    Agricoltori Italiani di Puglia, esprimo il più sentito cordoglio ai
    familiari e a quanti hanno avuto modo di conoscere questo uomo
    straordinario”, ha concluso Raffaele Carrabba.


  • Redazione

    COMUNICATO STAMPA

    Anche l’Arci di Foggia vuole ricordare, oggi, Pasquale Panico.
    Vogliamo ricordare Pasquale in primo luogo come protagonista di primissimo piano della storia del dopoguerra in Capitanata. Vogliamo ricordarlo come un uomo che si è sempre battuto per i diritti di tutti e per il riscatto dei lavoratori tramite la politica e l’attività sindacale.
    “Discepolo” e amico di un altro celebre difensore dei diritti dei lavoratori come Giuseppe Di Vittorio, iscrittosi giovanissimo al PCI, Panico è stato anche dirigente nazionale della Federazione Giovani Comunisti. La sua storia tra i braccianti e gli agricoltori pugliesi (ed in particolare della nostra provincia) ha contribuito a scrivere pagine indelebili di storia sindacale tanto è vero che se oggi molti dei diritti elementari dei lavoratori di tutta Italia sono considerati inalienabili e acquisiti, lo si deve proprio alle lotte e alla determinazione di persone come Pasquale.
    Oltre che politico e sindacalista, lo ricordiamo come attivo costituente nell’istituzione della regione Puglia dove è stato eletto in qualità di consigliere regionale dal 1970 al 1979 e dove è stato anche vicepresidente del consiglio regionale e della commissione regionale Agricoltura.
    E proprio negli anni ‘70 abbiamo avuto l’onore di averlo anche come Presidente della nostra associazione Arci di Capitanata. Non dimenticheremo mai la sua vivacità intellettuale, il suo carattere ironico e brillante, il suo carisma unico.
    Non da ultimo, lo ricordiamo come promotore dei procedimenti di legge che hanno ‘dischiuso’ le porte all’istituzione dell’università di Foggia.
    Tutta l’Arci di Foggia, l’Arci regionale e nazionale, partecipa al cordoglio della sua famiglia e dei tanti compagni che, come noi, lo ricordano come un grande ‘padre nobile’ della sinistra e dei diritti in Capitanata.

    Foggia, 22 gennaio 2018
    Il Presidente dell’Arci
    Comitato provinciale di Foggia
    Domenico Rizzi

    


  • Redazione

    COMUNICATO STAMPA

    IL DOLORE DI ART. 1 – MDP – LIBERI E UGUALI PER LA SCOMPARSA DI PANICO
    Esprimo a nome di Art.Uno – Mdp – Liberi e Uguali della provincia di Foggia, i sensi della nostra profonda tristezza per la scomparsa di Pasquale Panico, fulgido esempio di una politica e di un sindacato a servizio dei deboli, degli oppressi, e splendida testimonianza di come l’impegno politico e sindacale possa rappresentare un concreto strumento di cambiamento dello stato delle cose.
    Pasquale Panico e la sua generazione di compagni e militanti della Sinistra e della Cgil hanno contribuito in maniera decisiva al riscatto dei lavoratori e all’affermazione dei loro diritti in una terra, come la Capitanata, caratterizzata da una lotta di classe aspra e spesso duramente repressa, anche con la violenza.
    Non chinarono mai il capo davanti ai soprusi, ai ricatti. Fecero sempre valere la forza della ragione, la consapevolezza di essere dalla parte giusta.
    A Pasquale Panico e agli uomini come lui dobbiamo il nostro più commosso ringraziamento.
    Il loro esempio e il loro ricordo ci conforta e ci guida in un momento in cui la politica è in preda a pericolosi rigurgiti populisti e razzisti. Ci batteremo con fermezza perché gli ideali per cui Panico e i suoi compagni hanno dedicato la loro vita non vengano sconfitti, ma si affermino ancora una volta, come faro di civiltà e di progresso.

    Ciro Mundi
    Coordinatore Provinciale Art.Uno – Movimento Democratico e Progressista – Liberi e Uguali

    Con preghiera di cortese diffusione o pubblicazione. Grazie.


  • Redazione

    COMUNICATO STAMPA

    IL DOLORE DI ART. 1 – MDP – LIBERI E UGUALI PER LA SCOMPARSA DI PANICO
    Esprimo a nome di Art.Uno – Mdp – Liberi e Uguali della provincia di Foggia, i sensi della nostra profonda tristezza per la scomparsa di Pasquale Panico, fulgido esempio di una politica e di un sindacato a servizio dei deboli, degli oppressi, e splendida testimonianza di come l’impegno politico e sindacale possa rappresentare un concreto strumento di cambiamento dello stato delle cose.
    Pasquale Panico e la sua generazione di compagni e militanti della Sinistra e della Cgil hanno contribuito in maniera decisiva al riscatto dei lavoratori e all’affermazione dei loro diritti in una terra, come la Capitanata, caratterizzata da una lotta di classe aspra e spesso duramente repressa, anche con la violenza.
    Non chinarono mai il capo davanti ai soprusi, ai ricatti. Fecero sempre valere la forza della ragione, la consapevolezza di essere dalla parte giusta.
    A Pasquale Panico e agli uomini come lui dobbiamo il nostro più commosso ringraziamento.
    Il loro esempio e il loro ricordo ci conforta e ci guida in un momento in cui la politica è in preda a pericolosi rigurgiti populisti e razzisti. Ci batteremo con fermezza perché gli ideali per cui Panico e i suoi compagni hanno dedicato la loro vita non vengano sconfitti, ma si affermino ancora una volta, come faro di civiltà e di progresso.

    Ciro Mundi
    Coordinatore Provinciale Art.Uno – Movimento Democratico e Progressista – Liberi e Uguali

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