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"Mussolini è l’italiano più famoso di sempre, più di Dante e più di Garibaldi"

Elezioni 4 marzo: fascismo un caso per la stampa estera

Perché, mentre negli United States infervorano le idee conservatrici di Trump, emerge proprio una realtà “piccola” come la nostra?


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All’alba delle elezioni del 4 marzo, la stampa estera analizza un fenomeno italiano che investe non solo la politica, ma anche e soprattutto la mentalità collettiva. Si fa riferimento alla tendenza di alcuni partiti (di estrema destra) che, nel corso della loro storia, hanno rievocato sentimenti di xenofobia e razzismo, rendendo attuale più che mai la lotta al fascismo.

Nel 2018 se ne discute ancora, esponenti di sinistra inseriscono il dibattito al centro della loro campagna elettorale, sui social le polemiche impazziscono con schieramenti pro o contro, con i classici “quando c’era lui” pregni di nostalgia (quando ad oggi, XXI secolo, la sola parola fascismo dovrebbe essere già stata condannata all’oblio).

L’ultimo è quello del The Guardian: il quotidiano britannico ha messo in luce non solo tale tendenza, ma anche la storia di uno dei partiti a cui essa è legata, CasaPound. Il partito non si è mai riconosciuto nella definizione di destra o sinistra, ma generalmente le viene affibbiata una matrice neofascista e populista. Il think tank Demos (un istituto di ricerca inglese relativo alle scienze politiche), lo definisce «uno dei più interessanti e ambigui movimenti populisti emergenti in Europa negli ultimi anni. […] Nascosto dietro questo aspetto si cela l’ombra di un’ala dell’estremismo di destra: il gruppo enfatizza lo scontro fisico e i loro commenti su forum e siti internet sono pieni di visioni estreme sull’immigrazione, antisemitismo, identità politica e nazionalista».

Con il ritorno agli estremismi di oggigiorno, CasaPound trova terreno fertile su cui piantare le proprie radici. Perché la stampa estera sembra tanto interessata a questo fenomeno? Perché, mentre negli United States infervorano le idee conservatrici di Trump, emerge proprio una realtà “piccola” come la nostra (se messa a confronto con la grande massa di nazionalismi che ritornano in auge in tutto il mondo)? Perché siamo tra i pochi in Europa a legare tali sentimenti di odio e violenza a un personaggio specifico, a una corrente storica precisa. Un pensiero politico che tutti pare abbiano dimenticato cosa realmente fosse, al di là dei “Mussolini ha fatto anche cose buone”, al di là dei “i nostri nonni raccontano cose positive”: una dittatura. Qui non si parla di destra o sinistra, si parla di una figura politica di cui oggi non avrebbe senso ancora parlare, se non per ricordarne i crimini per far sì che ciò che è stato non si ripeta più. Eppure, la stampa estera continua a chiedersi come mai questo accade, come mai siamo tanti affascinati da questo personaggio. La stessa figlia di Ezra Pound (poeta che ha ispirato il nome del partito), Mary De Rachewiltz, ha avviato un’operazione legale contro CasaPound per l’attribuzione indebita del cognome del padre, che nulla avrebbe a che fare con il messaggio e l’ideologia trasmessa dal partito. Per il The Guardian, un’altra risposta è tutta nel vittimismo che gli uomini di CasaPound offrono come propaganda: questi si presentarono, agli albori della loro attività politica, come gli emarginati da anni e anni di politica comunista, come i perseguitati dai centri sociali, come degli outisder (lo storico tedesco Volker Weiss scrisse di loro: «CasaPound è riuscita a creare un ambiente attraente per alcuni giovani fondendo cultura pop e neofascismo».) Insomma, dei violenti vittime della violenza.

La storia ci insegna che questo è un ciclo che si ripete continuamente

La storia ci insegna che questo è un ciclo che si ripete continuamente: già negli anni ’90, Silvio Berlusconi identificò nel MSI (Movimento Sociale Italiano di estrema destra fondato nel ’46 da esponenti neofascisti) il suo partner politico ideale per la “battaglia all’ideologia di sinistra”, ribattezzandolo Alleanza Nazionale. Così, i militanti di estrema destra degli anni ’70, divennero membri della coalizione berlusconiana. Oggi, il nemico da combattere non è più il comunista, ma lo straniero, il non-italiano, colui che ha tolto spazio al cittadino.

Se oggi tali ideologie trovano spazio, è soprattutto a causa di un’ondata di odio e intolleranza che va al di là delle differenze tra destra e sinistra, ma colpisce tutti, indistintamente: ne è un esempio l’attacco a Perugia ai danni di alcuni militanti di CasaPound, presi d’assalto da un gruppo di persone armate con bastone. Loro la chiamano “la follia antifascista”. Una cosa è certa: è da codardi giustificare il proprio odio nascondendosi dietro il volto di un dittatore come Mussolini morto tanti fa, così come lo è giustificare la propria violenza per sentimenti “antifascisti”. Non si è davvero anti fascisti se si scade in gesti simili.

Il The Guardian afferma che oggi CasaPound è un partito di destra tra tanti partiti di destra, che fa più fatica a emergere ma che è riuscita nell’impresa di “normalizzazione” del fascismo. Sostiene che Mussolini è l’italiano più famoso di sempre, più di Dante e più di Garibaldi, e che tali partiti ritorneranno ancora e ancora a far leva sul vittimismo.

Se ciò accade, è colpa dell’odio che coviamo tutti dentro, un odio che non ha colore o partito politico.

A cura di Carmen Palma
Redazione StatoQuotidiano.it

Elezioni 4 marzo: fascismo un caso per la stampa estera ultima modifica: 2018-02-22T19:57:11+00:00 da Redazione



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