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CARDINALI Ufficiale. Marco Raduano si pente: il boss del Gargano è collaboratore di giustizia

A renderlo noto il pm della DDA di Bari, Ettori Cardinali, in Corte d’Assise a Foggia

LEGGI ANCHE //  Il boss del Gargano Raduano arrivato al carcere di Costarelle: è nel 41 bis, in cella da solo
AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
22 Marzo 2024
Cronaca // Gargano //

Foggia. Anche il boss del Gargano, Marco Raduano, sarà collaboratore di giustizia.

POTREBBE INTERESSARTI // Fine latitanza. Mafia del Gargano, il boss Raduano torna in carcere in regime di 41bis

A renderlo noto il pm della DDA di Bari, Ettori Cardinali, in Corte d’Assise a Foggia, durante il procedimento penale relativo all’omicidio di Marino Solitro, con imputati tra l’altro il già collaboratore di giustizia Danilo Pietro Della Malva (a processo davanti al gup di Bari) e Giovanni Iannoli.

L’ARRESTO.

POTREBBE INTERESSARTI // Mafia del Gargano, il boss Raduano torna in carcere in regime di 41bis

Marco Raduano è stato arrestato catturato il 31 gennaio 2024 in Corsina, dopo quasi un anno di latitanza. Raduano era stato portato nel carcere delle Costarelle a Preturo, dopo essere evaso dal carcere di Nuoro il 24 febbraio 2023 e catturato a fine gennaio in Corsica dai carabinieri del Ros.

ph COMBO UNIONE SARDA
Marco Raduano, la fuga dal carcere evaso il 24 febbraio 2023, verso le 19, dal carcere di Badu ‘e Carros ph COMBO UNIONE SARDA

 

PROFILO
Raduano, 40 anni, di Vieste, era evaso dal braccio di alta sicurezza del carcere di Nuoro calandosi dal muro di cinta del penitenziario con delle lenzuola annodate.

Su di lui gravavano condanne che avrebbe dovuto finire di scontare nel 2046. Una ventina di giorni prima della fuga, il 3 febbraio 2023, gli era stata notificata una nuova condanna, diventata definitiva, a 19 anni di reclusione, più tre anni di libertà vigilata, dopo che la Cassazione aveva giudicato inammissibile il ricorso da lui presentato.

Si tratta di una condanna legata alla maxi operazione antimafia “Neve di marzo”, coordinata dalla Dda di Bari e portata a termine a Vieste nell’ottobre del 2019 quando fu sgominata un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, aggravato dal metodo mafioso, che utilizzava anche armi da guerra.

Marco Raduano era nella lista dei primi 10 ricercati italiani più pericolosi stilata dall’Europol.

Fonte: dire

 

LA CONDANNA
Raduano era stato condannato a 24 anni di reclusione per essere a capo di un’organizzazione criminale di stampo mafioso, per traffico di droga, detenzione illegale di armi e altri reati.

Il boss è nato il 14 settembre 1943 e secondo l’Europol era a capo dell’organizzazione criminale operante nell’area del Gargano di Vieste, federata ad altri clan di Manfredonia. Ricopriva i ruoli di promotore e organizzatore e avrebbe organizzato omicidi, traffico di droga e gestione del racket estorsivo.  Negli ambienti della criminalità foggiana era conosciuto con i soprannomi di “Pallone” o “Woolrich”. La sua evasione, compiuta con il più classico e cinematografico escamotage, quello delle lenzuola arrotolate, era stata immortalata dalle videocamere di sorveglianza del penitenziario. Il video della fuga di Raduano aveva fatto il giro del web.

Fonte: europol

 

Dopo meno di un anno però, la sua fuga è terminata.

Con un comunicato stampa, i carabinieri del Ros hanno fatto sapere che oltre all’arresto di Raduano, avvenuto col supporto in fase esecutiva della Gendarmeria francese e della Unidad central operativa della Guardia civil spagnola, è stato arrestato anche un secondo latitante, Gianluigi Troiano. Troiano, che faceva parte del clan Raduano, proprio come il boss era stato condannato per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dal fine di agevolare l’attività dell’associazione operante da almeno un decennio nel comprensorio di Vieste.

6 commenti su "Ufficiale. Marco Raduano si pente: il boss del Gargano è collaboratore di giustizia"

  1. Troppo facile il pentimento per evitare galera e altro.. Dopo una vita di crimini e omicidi ci vorrebbero i lavori forzati a vita e pane e acqua tutti i giorni. altro che pentimento…

  2. Prima fanno i boss e poi si pentono… Avrà pensato, E chi sta 20 Anni al 41 bis ,Bello fare cosi …In italia tutto è possibile.Ora fra un po’ già lo liberano.

  3. Ormai cantano tutti ,la vera mafia è sparita , per fortuna , non si assumono i rischi del lavoro 🤣😂🤣😂🤣 ,
    Tante malefatte , nemici , per poi ? Cantare oh oh oooooooo , comunque i suoi amici gli avranno trasmesso il vizietto , R.

  4. Quando hai sul groppone 200 anni di carcere, è facile pentirsi. Facciamo così: tu canti tutto, e ti fai solo 100 anni di carcere 🤣

  5. Da Boss a infame e un attimo…eccoli i vostri valori da 4 soldi ignoranti e vagabondi questo siete

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