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MATTINATA Scomparsa di Francesco Armiento e Angelo Iaconeta. “Ci sono i ‘pentiti’, diteci dove sono i loro corpi, chi li ha uccisi”

"Hanno deciso di farci crepare, di condannarci a morte. Che vita è questa? Che vita è quella di attendere una risposta, delle indagini conclusive"

LEGGI ANCHE //  FOCUS E INCHIESTE Mattinata. Scomparsa Angelo Iaconeta, la famiglia: “Vi prego, vogliamo conoscere la verità”
AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
22 Aprile 2024
Cronaca // Focus e Inchieste //

Mattinata, 22 aprile 2024. Bisognerebbe guardare negli occhi una mamma, una sorella, di un ragazzo scomparso nel nulla, per comprenderne il dolore. Per cercare di capirlo. “La sofferenza è nostra“.

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“Hanno deciso di farci crepare, di condannarci a morte. Che vita è questa? Che vita è quella di attendere una risposta, delle indagini conclusive. Ho perso un figlio, Anna un fratello, il figlio di mio figlio vuole la verità, rischia di impazzire. Noi tutti vogliamo la verità: dove sono i loro corpi? Chi è stato? Cosa è successo?

Siamo stati abbandonati, dimenticati. Ma quali psicologi, sostegno dello Stato, istituzioni. Non c’è nessuno. Nessuno. Solo silenzio. Hanno deciso di farci morire? Questo mentre probabilmente gli assassini sono liberi, i mandanti degli omicidi anche. Si salutano, ridono, si abbracciano. La gente sa, ma fa silenzio. E’ una vergogna. Gli inquirenti hanno il dovere di agire, alla luce dei tanti collaboratori di giustizia, da Mattinata e in tutto il Gargano.”

POTREBBE INTERESSARTI // Mattinata, 19 anni senza Angelo Iaconeta: in attesa della verità

Seduto vicino alle signore Luisa Lapomarda e Anna Iaconeta, rispettivamente mamma di Francesco Armiento e sorella di Angelo Iaconeta. Seduto vicino a Michela e a Serena, sorelle di Francesco, mentre la figlia di Serena osserva e riflette.

Francesco Armiento - ph foggiatoday.it
Francesco Armiento – ph foggiatoday.it

 

Mattinata, primo pomeriggio del 22 aprile 2024.

Sono passati quasi 8 anni dalla scomparsa di Francesco Armiento, all’epoca 29enne, uscito dalla propria abitazione da Mattinata il 27 giugno 2016 senza lasciare traccia. Dietro la sparizione di Francesco l’ipotesi della lupara bianca, ma nessun colpevole né corpo sono stati ritrovati a oggi.

Questioni private, vendetta, Francesco aveva visto o fatto qualcosa che ha cambiato la sua vita? A oggi nessuna risposta.

Sono passati 21 anni dalla scomparsa di Angelo Iaconeta, al tempo guardiano di uno lido balneare di Mattinata, uscito dalla sua abitazione alle ore 17 del 7 luglio 2003 e, da allora, scomparso nel nulla. Al momento della scomparsa aveva 37 anni. (immagine a SQ)
Sono passati 21 anni dalla scomparsa di Angelo Iaconeta, al tempo guardiano di uno lido balneare di Mattinata, uscito dalla sua abitazione alle ore 17 del 7 luglio 2003 e, da allora, scomparso nel nulla. Al momento della scomparsa aveva 37 anni. (immagine a SQ)

 

Sono passati 21 anni dalla scomparsa di Angelo Iaconeta, al tempo guardiano di uno lido balneare di Mattinata, uscito dalla sua abitazione alle ore 17 del 7 luglio 2003 e, da allora, scomparso nel nulla. Al momento della scomparsa aveva 37 anni.

Che per Angelo Iaconeta, incensurato come Francesco Armiento, non si sia trattato di un caso di lupara bianca lo dimostrerebbe, secondo i parenti, il ritrovamento della sua Fiat Uno bianca, integra, in un bosco ad una cinquantina di metri da Mattinata, 45 giorni dopo la scomparsa. Gli amici di Angelo avevano suggerito di “cercare le ragioni della scomparsa nella sua vita privata”, come riportato da chilhavisto.rai.it.

Da atti, una settimana prima della scomparsa, verso le undici di sera, quindi a fine giugno 2023, Angelo aveva fatto a pugni con il guardiano di uno stabilimento distante 200 metri da quello dove lavorava Iaconeta. Nel corso della rissa ad un certo punto erano stati sparati alcuni colpi di pistola. Iaconeta aveva confidato ai parenti che il suo avversario aveva tentato di sparargli, ma che lui era riuscito a strappargli la pistola dalle mani. L’altro guardiano avrebbe raccontato una versione dei fatti diversa. La sera stessa i Carabinieri avevano perquisito la casa di Iaconeta alla ricerca di armi, senza però trovare nulla.

Prima della scomparsa, Angelo Iaconeta sarebbe stato minacciato, pedinato, monitorato. I familiari di Angelo avrebbero letto messaggi interlocutori e ricevuto avvertimenti mesi prima della scomparsa. Si ipotizzano questioni private. Relazioni intime che avrebbero originato tensioni. Si ipotizza la presenza di famiglie di peso di Mattinata a conoscenza dei fatti.

L’unica certezza è che dopo 21 anni di Angelo Iaconeta non si sa assolutamente nulla.

“I giornali hanno raccontato di rivelazioni dei pentiti sugli omicidi sul Gargano, ma finora nessuna notizia“.

Di recente, in Provincia di Foggia, sono stati ufficializzati nuovi collaboratori di giustizia.

Con una distinzione almeno formale dal testimone di giustizia, “è riconosciuta la qualifica (diritto.it) di collaboratore di giustizia a colui che, essendo a conoscenza di informazioni relative ad un determinato fenomeno criminale, decide di collaborare con la Magistratura. I collaboratori hanno un passato di appartenenza ad una organizzazione criminale o mafiosa, da cui si dissociano e sottoscrivono un patto con lo Stato basato sulla fornitura di informazioni provenienti dall’interno dell’organizzazione criminale in cambio di benefici processuali, penali e penitenziari, della protezione e del sostegno economico per sé e per i propri famigliari. E’ ricorrente il termine ‘pentito’, poiché la conoscenza del fenomeno criminale gli è derivata proprio dall’averne preso parte o dall’aver interagito in maniera più o meno diretta con gli attori responsabili dei crimini. La condotta di collaborazione deve presentare carattere di intrinseca attendibilità e deve altresì qualificarsi per novità o completezza o comunque deve apparire di notevole importanza per lo sviluppo delle indagini o ai fini del giudizio“.

Si precisa che “il collaboratore non accede immediatamente ai benefici di legge, ma solo dopo che le dichiarazioni vengano valutate come importanti e inedite. La collaborazione consiste nel rendere dichiarazioni etero accusatorie e/o nel consentire il rinvenimento di materiale probatorio, ed è finalizzata a contrastare determinati fenomeni criminosi“.

UNA RECENTE IMMAGINE DI MARCO RADUANO, NEO COLLABORATORE DI GIUSTIZIA
UNA RECENTE IMMAGINE DI MARCO RADUANO, NEO COLLABORATORE DI GIUSTIZIA

 

Da fine marzo 2024, dopo la sua cattura in Francia, anche il viestano Marco Raduano, alias ‘Pallone’, elemento di spicco della criminalità del Gargano, è collaboratore di giustizia. Dopo Danilo Pietro Della Malva, il pentimento di Raduano arriva pochi giorni dopo la decisione di collaborare con la giustizia dei due fratelli Ciro e Giuseppe Francavilla, esponenti di spicco della batteria Sinesi-Francavilla della società foggiana.

Decisioni che dovrebbero aprire una nuova stagione per le indagini sulla cosiddetta quarta mafia, “indagini assai laboriose anche per la scarsa collaborazione dei soggetti arrestati poco propensi a fornire informazioni agli inquirenti”.

Mentre continuano le testimonianze nei procedimenti penali a Foggia (“Omnia Nostra” in primis) on precedenza, era stata formalizzata un nuovo pentito nella “società” foggiana: è Patrizio Villani, 45 anni allevatore di San Marco in Lamis, legato al clan Sinesi-Francavilla. Villani, detenuto dal dicembre 2016, è condannato in via definita a 30 anni di carcere quale esecutore materiale dell’omicidio del 21enne Roberto Tizzano e il ferimento dell’amico Roberto Bruno avvenuti ad ottobre 2016 in un bar alla periferia di Foggia nell’ambito della guerra di mafia locale. Ha deciso di collaborare con la giustizia lo scorso 10 maggio 2023.

Il pentimento dei fratelli ‘Baffino’. L’attesa per informazioni utili alle indagini

Nell’autunno 2023 anche il pentimento di Andrea Quitadamo, ‘Baffino junior’, 34enne collaboratore di giustizia originario di Mattinata, fratello minore di Antonio “Baffino”, anch’egli pentitosi. Collaboratori di giustizia che, nei fatti, dovrebbero e potrebbero rivelare informazioni fondamentali anche per la scomparsa di Angelo Iaconeta e Francesco Armiento. Lo stesso dicasi per la scomparsa del mattinatese Francesco Simone, di cui si sono perse le tracce il 27 luglio del 2009, sempre a Mattinata.

Chiediamo agli inquirenti di dare la priorità al ritrovamento dei nostri cari. Se i collaboratori di giustizia, dai fratelli Quitadamo a Raduano, non hanno reso informazioni utili per il ritrovamento dei nostri cari, chiediamo ai PM della DDA della Procura di Bari che coordinano le indagini di riuscire ad avere le informazioni necessarie. E’ passato troppo tempo. Non possiamo crepare a vita, non vogliamo vivere da condannati a morte. Abbiamo il diritto di vivere, abbiamo il diretto di essere sostenuti, abbiamo il diritto di aver un luogo dopo poter ricordare e pregare per i nsotri cari”.

“Io rappresento la mia famiglia”, dice Anna Iaconeta, mio fratello vive attraverso di me”, e si emoziona.

“Gli autori dei fatti, i mandanti, si godono la vita, sono felici, liberi. Non ci meritiamo la vita stiamo facendo“, aggiunge Luisa“Mi è stato strappato un pezzo del mio cuore e devo rimanere in silenzio?Il pensiero di non sapere dove sia il corpo di Francesco è per me maledettamente doloroso. Sono ancora sua madre e lo devo difendere fino all’ultimo del mio respiro. VOGLIO LA VERITA’”.

Da evidenziare come, ad oggi, come riferiscono i parenti, sono stati 2 gli incontri della famiglia di Francesco Armiento con il PM della DDA della Procura di Bari; un incontro c’è stato anche con il legale della famiglia Iaconeta. Ad oggi “non ci è stato mai chiesto di prelevare il nostro DNA. Mai. Ora è il momento della verità”.

 

1 commenti su "Scomparsa di Francesco Armiento e Angelo Iaconeta. “Ci sono i ‘pentiti’, diteci dove sono i loro corpi, chi li ha uccisi”"

  1. DELLE MAMME SOFFRONO, SPERO CON TUTTO IL CUORE CHE GLI ASSASSINI SI PENTANO E PRENDANO I CORPI, XCHE PRESTO DIO VERRÀ A CHIEDERE IL CONTO DELLA VITA CONDOTTA E POTREBBERO ESSERE CONDANNATI DALLA GIUSTIZIA DIVINA CHE NON AMMETTE CORRUZIONE ED ERRORI COME SU QUESTA MISERA TERRA. CHIEDO A TUTTI QUELLI CHE COMMETTONO IL MALE DI CAMBIARE ORA VITA, FINTA TO CHE NE HANNO MODO. I CASTIGHI DI DIO SONO TERRIBILI. PERCHÉ ASPETTARE, XCHE FARE SOFFRIRE DELLE MAMME? NON SAPETE CHE IL GRIDO DI DOLORE DI UNA MAMMA DIO LO ASCOLTA SEMPRE E PROVVEDE?

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