Venerdì 21 maggio, intanto, si è caratterizzato come il giorno del “Sistema Turistico Locale dei Monti Dauni e Lucera”. Il Palazzo Ducale ha ospitato la tavola rotonda cui hanno partecipato Francesco Palumbo, direttore Area Politiche di Promozione del Territorio per la Regione Puglia; Pasquale Pazienza, assessore alle Attività Produttive della Provincia di Foggia; Giovanni Aquilino, responsabile del Distretto Culturale Daunia Vetus; Raffaele Cariglia, presidente del patto territoriale Prospettiva Subappennino; Giovanni Longo, della Camera di Commercio di Foggia e Geppe Inserra, direttore dell’Area Comunicazione della Provincia di Foggia. Presenti numerosi sindaci e assessori dei 30 comuni uniti nel Sistema Turistico Locale dei Monti Dauni e Lucera: l’assessore al Turismo del Comune di Lucera Germano Benincaso, il sindaco Mario Simonelli e l’assessore Biagio Dedda per Orsara di Puglia, il primo cittadino di Celenza Valfortore Francesco Santoro, il sindaco di Biccari Gianfilippo Mignogna, il primo cittadino di Castelnuovo della Daunia Ernesto Cicchetti, il sindaco di Casalnuovo Monterotaro Pasquale De Vita, quello di Volturino Donato Dotoli, il sindaco di Accadia Pasquale Murgante, una delegazione del Comune di Volturara Appula, oltre al sindaco di Pietramontecorvino, Rino Lamarucciola.
IL DOCUMENTO – Alla Regione Puglia, i 30 comuni del Sistema Turistico Locale che mette insieme Lucera e i Monti Dauni, hanno presentato un documento analitico su punti di forza e potenzialità di un territorio che non vuole perdere le opportunità rappresentate dal PAin, Progetto Attuativo Interregionale per lo sviluppo dell’industria del turismo nelle regioni del Mezzogiorno. “I Monti Dauni – ha spiegato Fabio Mucilli, responsabile Assetto del Territorio per il Comune di Pietramontecorvino – sono un elemento di forte caratterizzazione e di differenziazione dell’offerta turistica per la Puglia e rappresentano una cerniera che proietta la regione verso le zone appenniniche di Molise, Campania e Basilicata. Tutte le Regioni coinvolte nel PAin hanno puntato decisamente sul potenziamento di infrastrutture e l’implementazione di programmi di valorizzazione della risorsa Appennino. Chiediamo che anche la Puglia faccia questo”.
I PUNTI DI FORZA – Il Sistema Turistico Locale di Monti Dauni e Lucera conta su 30 comuni, cinque Sic (siti d’interesse comunitario), quattro “Bandiere Arancioni”, sei centri inseriti nel progetto Hospitis, quattro “Borghi più belli d’Italia”, numerosi siti archeologici di grande rilievo (tra cui Lucera, Montecorvino, Ascoli Satriano, Monterotaro e Carlantino), importanti percorsi storici e paesaggistici come i Regi Tratturi “Celano-Foggia”, “Castel di Sangro-Lucera” e “Pescasseroli-Candela. L’agroalimentare di qualità, l’enogastronomia delle tipicità e l’artigianato locale sono altrettanti elementi di caratterizzazione di un’offerta che rientra a pieno titolo negli indirizzi di sviluppo delineati nelle pianificazioni strategiche delle aree vaste attinenti a Capitanata 2020 e a quella che coincide perfettamente con il Sistema Turistico Locale Monti Dauni-Lucera.
IL PARCO DELLA SALUTE – Un altro punto a favore per le giuste aspettative dell’area in questione è la sua vocazione a caratterizzarsi quale “Parco della Salute”. Il 4 maggio, a Castelnuovo della Daunia, è stata presentata la bozza del documento programmatico preliminare del progetto che rientra nel piano strategico di area vasta, unisce 8 comuni e fa leva sull’esistenza di una buona rete di servizi socio assistenziali che ha come nucleo centrale le Terme di Castelnuovo. Nel piano di Area Vasta dei Monti Dauni, la Capitanata si propone come Parco della Salute, un insieme integrato di luoghi e servizi che offra attività connesse al mantenimento dell’efficienza psico-fisica degli anziani e dei disabili. E’ il primo progetto del genere in Europa e prevede il coinvolgimento diretto di 600 tra medici di medicina generale e pediatri per monitorare e prevenire le patologie di interesse sociale correlate all’età e ai contesti disumanizzanti delle grandi metropoli. Il progetto è inserito nel quadro normativo ‘Produrre Salute’, contenuto nel Piano europeo della salute 2008-2013, ed è stato valutato positivamente dalla Ferpa, la Federazione Europea dei Sindacati degli Anziani, destando l’interesse della Age Platform, la più grande associazione di anziani d’Europa con ben 270 sigle di 20 paesi diversi.
LA RICHIESTA – “Vogliamo che la Regione Puglia – ha detto il sindaco di Pietramontecorvino, Rino Lamarucciola – consideri la possibilità di arrivare a una sorta di Piano di Interventi Plurifondo per i Monti Dauni. Crediamo che questo territorio abbia il diritto a esigere maggiore attenzione. I nostri comuni sono quelli in cui si produce il 70 per cento dell’energia da fonti rinnovabili di tutta la Puglia. Da questo territorio dipende in gran parte il sistema delle acque, ed è qui che è racchiuso il 90 per cento del patrimonio delle biodiversità boschive dell’intera regione. Diamo acqua, energia, aria pulita e in cambio vogliamo che si considerino con più attenzione i numeri che siamo capaci di produrre e gli ostacoli che ancora impediscono di compiere quel salto di qualità in cui crediamo fortemente”.
L’ORGOGLIO DI UNA GRANDE COMUNITA’ – I Monti Dauni sono un’area che conta 30 comuni (con Lucera), 130mila abitanti, oltre 500 tra chiese, siti d’interesse comunitario e musei etnografici, 8 paesi certificati con marchi di qualità turistico- ambientali. Insieme, i borghi dei Monti Dauni forniscono i due terzi dell’energia da fonti rinnovabili prodotta dall’intera Puglia, un primato che fa brillare la nostra regione a livello europeo, costituendo un vanto che ha contribuito a costruire l’immagine di un’Apulia all’avanguardia nel panorama italiano. Un terzo del polmone verde pugliese è sulle alture dell’Appennino Dauno che forniscono le risorse idriche necessarie al sistema agricolo della provincia di Foggia. I fiumi, i laghi, le riserve faunistiche dei Monti Dauni rappresentano un unicum ambientale preziosissimo, un vero e proprio giacimento di biodiversità da salvaguardare e da promuovere.
Altre zone d’Italia con caratteristiche simili sono diventate centrali nell’industria turistica di regioni evolute come la Lombardia, la Toscana, il Piemonte, l’Umbria e l’Emilia Romagna. E’ per i Monti Dauni che la Regione Puglia può ancora beneficiare dei fondi europei 2007-2013, entrando in un programma ideato per promuovere “lo sviluppo armonioso, equilibrato e duraturo delle attività economiche, lo sviluppo dell’occupazione e delle risorse umane, la tutela e il miglioramento dell’ambiente, l’eliminazione delle ineguaglianze” e ancora “favorire la riconversione economica e sociale delle zone con difficoltà strutturali”. In Puglia, i piccoli comuni sono 87 e, di questi, 38 si trovano in provincia di Foggia, un’area che detiene alcuni curiosi primati. E’ qui che si trova il paese meno popoloso della Puglia, Celle di San Vito, che conta 186 abitanti. In Capitanata, c’è la vetta più alta della regione, il Monte Cornacchia. Sui Monti Dauni si arrampicano i paesi più alti della vecchia Apulia, Faeto e Monteleone. Ed è in questo ampio fazzoletto di terra, pari al 10 per cento dell’intera superficie regionale, che albergano le specie animali e vegetali più selvatiche e preziose: il lupo, il cinghiale, la volpe, il falco popolano aree boschive ricche di sorgenti, funghi, tartufi, erbe spontanee e officinali. Un immenso patrimonio ambientale che convive con la più imponente concentrazione di impianti per la produzione dell’energia eolica. Ai 29 paesi dei Monti Dauni, inoltre, la Puglia deve un altro primato che sa di eccellenza: sui 6 comuni a cui il Touring Club Italiano ha riconosciuto la “Bandiera Arancione”, marchio di qualità turistico ambientale, quattro si trovano sulle alture della Capitanata: Alberona, Orsara di Puglia, Pietramontecorvino e Sant’Agata di Puglia. Sui 9 comuni della Puglia cui l’Anci ha conferito il riconoscimento di “Borghi più belli d’Italia” sono 4 i paesi dell’Appennino Dauno. Nell’uno e nell’altro caso, quei riconoscimenti rappresentano l’evidenza di un patrimonio paesaggistico, archeologico e culturale di grandissimo valore e dall’alto potenziale di sviluppo. Dal settore delle energie rinnovabili al comparto turistico e agroalimentare.