Cultura
A cura di Ferruccio Gemmellaro

Omologismo: arte sociale e restauratrice


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Oggi viviamo un’epoca in cui urge, senza rimandi, il risveglio spontaneo dell’uomo contro ogni abuso di manipolare l’equilibrio della terra e della collettività.

Gli artisti devono tornare a esserne i protagonisti, come è sempre avvenuto nella storia.

Lo strumento più incisivo di proposte ma anche di protesta per il sol bene dell’umanità è quindi nell’arte, sia figurativa sia letteraria; diversamente non ci sarebbero state epoche buie di persecuzioni oligarchiche contro artisti e scrittori.

Nell’accantonare la questione delle denunce di sapore politico, che non si vuole qui intraprendere, si rivolga invece l’attenzione al sociale e all’ambiente, specie verso quest’ultimo che ha già sommosso recentemente una enorme, impensabile quantità di giovani, invero considerati addormentati nei loro social.

 

Volgendo lo sguardo attorno alle scenografie artistiche che le comunità degli autori propongono, piace allora accedere nelle loro rappresentazioni, dove esse si armonizzino con quanto si è scelto qui di trattare, remoto farne pertanto una selezione accademica.

I ritratti relativi alla senilità sono ancor oggi da interpretare quale immagine dell’uomo ai confini della sua età, che incede solitario lungo il metaforico viale del tramonto. Gli autori lo fanno talvolta accompagnare dal solito cane, quale logo questo pur sempre valido di una incrollabile fedeltà e di protezione, nonostante moderne istituzioni, queste però discoste da una decisa risoluzione al problema sociale, destinato ad aggravarsi nel prossimo futuro, visto l’invecchiamento incalzante delle generazioni e, la cronaca ne è testimone, un turbato adeguamento delle strutture e del personale.

Nel raffigurare in una sorta di simbolismo decadente le dimore e i luoghi che nel passato avevano dato vita al valore cultural-artistico della collettività, al suo prestigio e alla sua mera bellezza, si esprime in tropologia una tendenza di trascurare o, peggio, di abbandonarli all’incuria, quando non rivolgendo bensì attenzione alle esose conquiste di egoistici interessi di parte commerciale, addobbando i relativi siti di virtuali bellezze che di fatto impongono la distrazione dal loro precipuo significato.

In rivolto ambientale, infonde speranza laddove è rappresentata una coppia di giovani che osservano il sole calante, anche qui è da commentare figurativamente quale imminente oscurità della terra causata dagli adulti e che le ultime generazioni ne siano disorientati spettatori; mi piace però considerare queste tele anticipatorie del recente risveglio giovanile espresso in tutto il pianeta.

L’artista è anche un restauratore dell’ambiente, nel senso di una panoramica sua visione da imprimere.

Era già stata rivolta tale definizione osservando una tela raffigurante il promontorio del Gargano sul versante meridionale, plasmandolo rigoglioso di verde come lo era sempre stato.

Si riconosce ancora una sorta di restaurazione artistica nelle “marine”, le cui immagini respirano di aria tersa e di quella armoniosa cromia donateci dalla creazione ma che abbiamo dimenticato.

La cromia blu e verde degli oceani, come attestato scientificamente, è invero causata dalla scomparsa di quei microorganismi, esistenti da sempre, per effetto del crescente mutamento climatico.

Così, infine, nell’immagine dove appare tutto solo sulla battigia un antico mezzo di trasporto su acque; qui, oltre al geo-riordinamento, la tela ci viene a significare la nostalgia per ogni macchina che un tempo abbracciava quietamente la natura, priva di pungoli distruttivi.

Si è qui riportato, come preannunciato, alcuni esempi, evitando di citarne gli autori, sia per evitare di trascurarne alcuni sia per infondere nel lettore una riflessione puramente concettuale, poiché, in tutta l’iconografia globale il fruitore può secernere finalmente l’impegno e la perizia dei talenti, di sprone verso una rifioritura culturale e ambientale, di omologarvi tutta l’energia intellettuale per porre fine agli scempi.

A conclusione, si auspica che tali compiti non vangano mai a mancare negli artisti e scrittori, oltremodo questi impegnati nel giornalismo, poiché è in loro tutti l’essenza per la salvezza del nostro pianeta e naturalmente dell’umanità tutta, è in loro, insomma, ogni stimolo salvifico mediante quei loro strumenti – metaforici o simbolistici del pennello e della penna –  che tanto amano.

Ferruccio Gemmellaro

 

Omologismo: arte sociale e restauratrice ultima modifica: 2019-05-22T17:20:38+00:00 da Ferruccio Gemmellaro



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