A pochi giorni dalle elezioni amministrative del 24-25 maggio, il piccolo comune garganico di Mattinata si avvia al voto con una sola lista in campo. Non per mancanza di candidati, ma per un’esclusione che, stando ai documenti depositati e a un’interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata nelle ultime ore direttamente al Ministro dell’Interno, solleva interrogativi pesanti sulla regolarità dell’intera fase preparatoria.
La lista civica “Obiettivo Mattinata” è stata esclusa dalla competizione dalla Sottocommissione Elettorale Circondariale per un eccesso di firme di presentazione: 140, contro il massimo consentito dalla legge. Un’esclusione formalmente ineccepibile. Se non fosse per quanto sarebbe accaduto prima.
Al centro della vicenda c’è un documento: un certificato cumulativo emesso dal Comune di Mattinata in favore della lista concorrente “Noi Comunità”, datato 23 aprile 2026. Un atto ordinario, in apparenza. Straordinario nei fatti: non risulta agli atti alcuna richiesta protocollata che ne giustifichi l’emissione in quella data. Nessun numero di protocollo in ingresso, nessuna istanza formale. Il certificato esiste, ma la sua origine amministrativa è, al momento, un vuoto documentale.
A destare ulteriori sospetti è il dato numerico: sommando il certificato “irregolare” del 23 aprile a quello regolarmente emesso il 25 aprile, si ottiene un totale di 159 elettori certificati per la lista “Noi Comunità”. Un numero che supera significativamente la soglia massima prevista dalla legge, la stessa che è valsa l’esclusione alla lista avversaria e che, invece, non avrebbe prodotto alcuna conseguenza amministrativa nei confronti di “Noi Comunità”.
Il giorno successivo all’emissione del certificato “fantasma”, il 24 aprile, gli uffici comunali avrebbero utilizzato proprio quel documento per depennare un sottoscrittore della lista “Obiettivo Mattinata” durante la fase di deposito, contestando una duplicità di firma con “Noi Comunità”. Una lista che, a quella data, non risultava ancora formalmente presentata: il deposito ufficiale sarebbe avvenuto soltanto il 25 aprile.
In altri termini: un elettore sarebbe stato cancellato dalla lista dell’opposizione sulla base di un incrocio con una lista rivale che, formalmente, non esisteva ancora agli atti.
La documentazione trasmessa in ritardo
C’è poi un ulteriore passaggio procedurale segnalato nell’interrogazione. Il 24 aprile, giorno del deposito della lista “Obiettivo Mattinata”, il Comune non avrebbe trasmesso alla Commissione Elettorale la documentazione prevista dalla normativa vigente. Gli atti sarebbero stati inviati soltanto il 25 aprile, lo stesso giorno del deposito ufficiale della lista “Noi Comunità”.
Un ritardo che non rappresenterebbe una semplice questione di ore, ma una violazione procedurale che avrebbe privato la Commissione degli elementi necessari per valutare correttamente la posizione della lista esclusa nel momento in cui quella valutazione avrebbe dovuto essere effettuata.
A rendere il quadro ancora più delicato è quanto riportato dallo stesso ufficio elettorale: i candidati di “Obiettivo Mattinata”, pur consapevoli che il numero massimo di firme consentito fosse 120, avrebbero ricevuto indicazioni secondo cui il sistema gestionale interno consentiva il caricamento di un numero superiore, lasciando intendere che fosse possibile superare quella soglia. Una comunicazione che — qualunque ne sia l’origine — avrebbe di fatto orientato la lista verso un numero di firme rivelatosi poi incompatibile con i limiti di legge.
Un ulteriore elemento contenuto nell’interrogazione al Ministro evidenzia inoltre che il Comune avrebbe ritardato la trasmissione degli atti fondamentali — in particolare la documentazione relativa alla certificazione del 23 aprile — fornendo risposte giudicate non esaustive quando ormai erano scaduti i termini per l’impugnazione davanti al Consiglio di Stato.
L’interrogazione parlamentare
Sui fatti è stata presentata un’interrogazione parlamentare, qualificata come atto di sindacato ispettivo, che chiede al Governo — tramite la Prefettura di Foggia — tre interventi precisi: chiarire l’origine del certificato del 23 aprile, in assenza di qualsiasi protocollo di richiesta; disporre un immediato intervento ispettivo presso il Comune per verificare la legittimità delle procedure e l’eventuale esistenza di condotte che abbiano favorito la lista dell’amministrazione uscente; garantire un controllo rigoroso presso i seggi e durante le operazioni di scrutinio, alla luce dell’anomalia dem cratica rappresentata da una competizione con una sola lista.
Una democrazia senza alternativa
Mattinata si prepara così al voto in una condizione senza precedenti recenti nella storia amministrativa del Gargano: una sola lista in corsa, quella legata all’amministrazione uscente, senza avversari formali. I cittadini potranno scegliere soltanto se votarla oppure no.
Se le irregolarità documentate nell’interrogazione dovessero trovare conferma in sede ispettiva, la vicenda andrebbe ben oltre il piano locale. Si configurerebbe infatti il sospetto che la macchina amministrativa di un ente pubblico possa essere stata utilizzata — nei tempi, nei modi e negli strumenti — per alterare il principio della pluralità democratica in una competizione elettorale.




Caro Piantedosi puoi fare quello che vuoi !!! Ma sul Gargano non si muove foglia se piemontese non vuole 🤣🤣🤣
Lasciate perdere il ministro che e impegnato con l’amante
All’arroganza e ai continui sfottò personali Mattinata a scelto…… Lo stile,la compostezza, l’educazione,ecc ,non si sa se abbia fatto bene politicamente ma c’è da attendere fra’ 5 anni e tirare le somme.
Mattinata aveva bisogno dove si parlava di Contenuti no di Odio c’è da RIFLETTERE.