Muffa, infiltrazioni, prese elettriche scoppiate, caldaie fuori uso e servizi igienici inadeguati: è il quadro denunciato dagli inquilini degli alloggi di via Einaudi 31 a Foggia, abitazioni nate come soluzione temporanea per l’emergenza abitativa e diventate invece residenze permanenti da oltre quindici anni.
Tra i problemi segnalati, c’è quello raccontato da Carmen, che si è ritrovata con le prese della corrente esplose all’interno dell’abitazione. In un altro appartamento, dopo l’ultimo violento nubifragio, la caldaia è andata fuori uso e dal 2 aprile manca l’acqua calda, nonostante nell’alloggio vivano persone con disabilità.
La situazione dell’immobile, ricavato al primo piano di un prefabbricato ad uso commerciale, sarebbe aggravata anche dal guasto del montacarichi, che di fatto impedisce a un’inquilina con problemi motori di uscire autonomamente di casa. In alcuni appartamenti, inoltre, i bagni sarebbero privi di aerazione naturale, con impianti artificiali non funzionanti o affacciati direttamente nell’androne condominiale.
Negli anni si sono susseguiti numerosi sopralluoghi tecnici. Già nel luglio 2024, i tecnici comunali avevano riscontrato muffe, umidità, infiltrazioni, condensa e presenza di funghi, rilevando criticità anche nell’abitazione di una persona allettata affetta da una grave patologia polmonare. La relazione tecnica indicava la necessità di rifare coibentazione e impermeabilizzazione del lastrico solare e delle pareti perimetrali.
Nel marzo 2025 anche i tecnici del Servizio di Prevenzione dell’Asl Foggia hanno effettuato verifiche, arrivando a mettere nero su bianco che i locali “non sono idonei per gli aspetti igienico-sanitari per gli utilizzi a civili abitazioni”.
A tornare sulla vicenda è il consigliere civico di opposizione Giuseppe Mainiero, che denuncia ritardi e immobilismo amministrativo. “In queste condizioni non si può vivere”, afferma, criticando quello che definisce “un assoluto disinteresse per il tema dell’emergenza abitativa” e richiamando anche la situazione dei container e delle palazzine di Borgo Mezzanone.
Secondo Mainiero, inoltre, non esisterebbe ancora alcuna determina di aggiudicazione per i lavori strutturali dell’immobile, nonostante le attese degli assegnatari. Il consigliere evidenzia anche lo stallo di numerosi progetti abitativi che, a suo dire, avrebbero potuto offrire nuove soluzioni: 56 alloggi Ers del progetto Pinqua Borgo Croci, interventi Arca Capitanata e 30 alloggi Coop Casa, oggi ancora bloccati per questioni burocratiche e amministrative.
“Avevamo la possibilità di avere oltre 150 appartamenti e potevano essere disponibili oggi. Abbiamo una città bloccata sull’emergenza abitativa”, conclude Mainiero.
Lo riporta foggiatoday.it.



