Circa 50 attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante la detenzione in Israele, secondo quanto riferito da fonti dell’organizzazione umanitaria. Tra loro è presente anche un cittadino italiano, attualmente seguito dalla Farnesina tramite il consolato, dopo essere rimasto senza cellulare.
La portavoce italiana della GSF, Maria Elena Delia, ha spiegato: “Stiamo cercando in queste ore di avere notizie sulle sue condizioni di salute, ci riferiscono che in tanti hanno riportato lesioni serie e alcuni sono sotto choc”. Foto diffuse sui social mostrerebbero segni di violenze sui corpi di alcuni volontari rientrati in Turchia.
Secondo la Flotilla, complessivamente circa 400 attivisti sarebbero stati catturati in mare, detenuti e poi rilasciati dopo 48 ore. L’organizzazione ha denunciato anche 15 casi di violenza sessuale, tra cui episodi definiti come molestie e, in alcuni casi, veri e propri stupri.
Tra le segnalazioni riportate figurano inoltre proiettili di gomma sparati a distanza ravvicinata e decine di feriti con ossa rotte. La Flotilla ha parlato sui propri canali social di una situazione di grave violenza, sostenendo che quanto accaduto rappresenterebbe solo una parte di un quadro più ampio.
“Mentre l’attenzione del mondo è puntata sulla sofferenza dei nostri partecipanti, non possiamo sottolineare abbastanza che questo è solo un piccolo esempio della brutalità che Israele infligge quotidianamente agli ostaggi palestinesi”, si legge nel messaggio diffuso dall’organizzazione, che ha chiesto un aumento delle pressioni internazionali per fermare quella che definisce “violenza coloniale”.
Dopo il rientro di alcuni partecipanti, tra cui il deputato Dario Carotenuto, sono emerse ulteriori denunce sugli episodi avvenuti durante la detenzione. Il parlamentare ha dichiarato: “Ci hanno puntato i mitra contro, mentre noi avevamo le mani alzate. Ci hanno chiesto di avanzare, poi ci hanno intimato di voltarci. Sono stati gli attimi più lunghi della mia vita”.
Sul caso è intervenuta anche la procura di Roma, che sta valutando ipotesi di reato che includono tortura e violenza sessuale, oltre al sequestro di persona. Gli inquirenti hanno già ascoltato alcuni testimoni e acquisito un video diffuso dal ministro israeliano Ben-Gvir, nel quale si vedrebbero attivisti con le mani legate.
Sul piano politico, il caso ha acceso lo scontro tra governo e opposizione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto scuse ufficiali a Israele definendo “inaccettabile” quanto accaduto, mentre le opposizioni chiedono un cambio di linea a livello europeo.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha dichiarato: “Non bastano i comunicati, servono fatti concreti. Il governo tolga il veto che impedisce all’Ue di sospendere l’accordo Ue-Israele”, sottolineando la gravità delle immagini diffuse.
Critiche anche dal leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha affermato: “Meloni spieghi le ragioni della sua finta giravolta”, accusando il governo di non aver adottato misure adeguate sul piano diplomatico e internazionale.



