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La cura delle zone verdi, affidata a ditte private, non soddisferebbe pienamente gli abitanti, soprattutto quelli delle zone residenziali

Manfredonia e gli spazi verdi: poche aree, poca responsabilità ambientale

Da una rivalutazione della Pineta come sito storico a una cura maggiore dei giardini sparsi per Manfredonia, c'è ancora tanto che si può fare


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Manfredonia, 22 giugno 2018. Spazi verdi a Manfredonia: sono abbastanza? Sono curati? Cosa ne pensano gli esperti del settore?

La “Città del Golfo” ha tanto da offrire paesaggisticamente e culturalmente a cittadini e turisti, ma gli spazi verdi sembrano scarseggiare. La cura, affidata a ditte private, non soddisferebbe in pieno gli abitanti, soprattutto quelli delle zone residenziali. Risultato, questo, di un lungo processo storico iniziato nel XX secolo, durante il quale l’eccessiva cementificazione dovuta all’ampliamento e crescita demografica di Manfredonia ha causato la diminuzione progressiva delle aree naturali e zone verdi.

Non si parla solo di giardini o di piccole aiuole sparse per il paese, ma di luoghi più estesi che possano rappresentare un momento di svago e di condivisione, soprattutto per i più giovani. L’unico luogo a raggiungere oggi tale status quo è la Pineta di Siponto, con conseguenze non di certo positive sull’ambiente: non solo per i danni dell’inquinamento prodotto dalla gente che sosta e dimentica di pulire adeguatamente, ma soprattutto per la mancata consapevolezza nelle persone di ciò che la pineta è davvero, ossia parte integrante del Parco Archeologico di Siponto. Camminare in Pineta è camminare nella storia: basti pensare agli Ipogei, chiusi per lunghi anni, la cui pulizia è curata da associazioni private. Nel 2018 sono stati effettuati diversi lavori, dagli interventi svolti dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata ai nuovi pini piantati in primavera. Tuttavia, continua a mancare nella mentalità collettiva l’idea che la pineta non sia solo un’area di svago e di piacere, ma il pezzo di un puzzle più esteso, quello del Parco Archeologico, con una sua dignità storica e culturale.
Senza la pineta, di fatto, manca un’area così grande che sia solo e puramente a scopo ludico. Un posto che ricordi i parchi delle grandi città, lontano anni luce da quella che è, ad esempio, la villa comunale.

«A me questa villa sembra sempre la stessa da anni, non cambia mai, non si fa nulla per rinnovare questa parte del centro», afferma un frequentatore abituale della villa. Ma un fioraio esperto del settore sostiene che il verde della villa comunale difficilmente potrà cambiare, per ragioni che vanno oltre l’amministrazione o una mancanza di creatività dagli addetti ai lavori: «La pianta più diffusa in villa è l’oleandro. Probabilmente qui al sud è la più usata in tutte le ville comunali, non solo qui a Manfredonia, perché si tratta di un arbusto sempreverde diffuso in tutto il bacino mediterraneo. È poco costosa, ma soprattutto resiste bene a lunghi periodi di caldo secco e afoso. Soluzioni più creative non solo sarebbero più costose ma hanno prima bisogno di uno studio più approfondito del terreno.»

Per il resto, diversi giardini e villette abbelliscono le zone residenziali di Manfredonia, zone senza pretese che offrono piccole parentesi di verde tra i palazzi di quartiere, ma che non rappresenterebbero necessariamente una nota positiva. Come nel caso della piccola villa nei pressi di via Petrarca , a Monticchio: «Il problema non è tanto la cura del Comune, quanto il modo con cui la gente tratta questi spazi. Non solo l’immondizia, ma anche incivili padroni di cani che non raccolgono mai i bisogni dei loro animali.» Un problema che abbraccia tanti altri quartieri (ma anche il centro storico, come nel caso del fossato del Castello) e che dimostrerebbe come,a volte, non basta scagliarsi contro l’Amministrazione se prima non si ha un’adeguata educazione civica e rispetto per l’ambiente.

Queste aree mancano invece nei Comparti, dove di vegetazione lasciata crescere in maniera selvaggia ce n’è in abbondanza. Qualcuno la definisce una giungla, una descrizione non troppo lontana dalla realtà: gli arbusti crescono ai bordi delle strade rendendo difficoltoso persino il semplice passaggio sui marciapiedi, le zone libere dall’edificazione sono completamente sommerse e curate poche volte l’anno, rappresentando così anche un pericolo in estate per il rischio di incendi. Un primo tentativo di “addomesticazione” della vegetazione, quello sul Ponte Caduto di Nassirya, è stato reso vano dai lavori bloccati ormai da tempo(la zona è ancora oggi recintata, le staccionate in legno con panchine che davano sul panorama sono state bruciate).

Quello del verde è, dunque,  un problema per Manfredonia, pur nella sua limitata presenza. Si può crescere e sperare di creare, in futuro, aree più estese come i parchi delle grandi città? Spazi che diano un’aria più moderna? Forse, ma il primo ostacolo da superare non sarà solo quello della crisi e dei fondi necessari per tali operazioni, ma soprattutto quello di un’educazione più severa in termini di rispetto ambientale.

A cura di Carmen Palma,

Manfredonia 22 giugno 2018

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Manfredonia e gli spazi verdi: poche aree, poca responsabilità ambientale ultima modifica: 2018-06-22T15:40:54+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Matteo Morlino

    Le foto non si aprono, come mai?


  • Matteo Morlino

    Come mai le foto non si aprono?


  • Agguerrito

    Cercate di raddrizzare i pini piantumati pochi mesi fa nella pineta di Siponto. Qualche vandalo ha pensato bene di distruggere i sostegni.


  • Antonio

    Manfredonia è una città che si muove sul mare per molti km, è protetta dalla montagna e circondata di uliveti e mandorleti. Le aree verdi cittadine andrebbero curate, un tempo Manfredonia era considerata una città particolarmente pulita dai forestieri, abbiamo tanti viali alberati e con palme, Siponto piena di pinete…il problema è che a Manfredonia stala andando tutto…

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