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SOLITUDINE INDIFFERENZA Foggia, tra solitudine, violenza e indifferenza: il grido di un cittadino dopo due episodi che interrogano la comunità

"Ci si chiede perché una persona abbia scelto o sia stata costretta a vivere così sola

AUTORE:
Giovanna Tambo
PUBBLICATO IL:
22 Giugno 2026
Cronaca // Foggia //

FOGGIA – La morte di un’anziana di 80 anni, trovata senza vita nella sua abitazione di via Montegrappa, nel quartiere Ferrovia, e il pestaggio di un ragazzino di appena 11 anni in piazza Giordano riaccendono il dibattito sul tema della solitudine, della sicurezza e del senso di comunità nel capoluogo dauno.

A sollevare la questione è un conducente del trasporto pubblico locale che, attraverso una lunga riflessione affidata a un messaggio vocale, invita istituzioni e cittadini a interrogarsi sulle fragilità sociali che emergono dietro i recenti fatti di cronaca.

Il primo episodio riguarda l’anziana deceduta probabilmente a causa di un incendio domestico provocato da un cortocircuito. La donna viveva sola e, secondo quanto riferito, avrebbe avuto rapporti limitati con i familiari. Una vicenda che, secondo il cittadino, pone interrogativi sul fenomeno della solitudine tra gli anziani e sulla capacità della società di intercettare situazioni di isolamento estremo.

«Ci si chiede perché una persona abbia scelto o sia stata costretta a vivere così sola», osserva, evidenziando come dietro ogni storia possano nascondersi percorsi personali complessi e spesso invisibili.

L’attenzione si sposta poi sul caso del ragazzino di 11 anni aggredito nei giorni scorsi in piazza Giordano da un gruppo di coetanei. Un episodio che ha suscitato indignazione in città e che continua a far discutere soprattutto per la presunta assenza di interventi immediati da parte dei presenti.

«La cosa più grave – sostiene – non è soltanto la violenza esercitata da chi ha partecipato all’aggressione, ma anche l’indifferenza di chi avrebbe potuto accorgersi di quanto stava accadendo».

Nella riflessione trova spazio anche una critica all’organizzazione del GioFestival, l’evento in corso nell’area della Villa comunale. Secondo l’autore del messaggio, le limitazioni alla viabilità e alla mobilità dei cittadini avrebbero creato notevoli disagi, soprattutto in una zona strategica della città caratterizzata dalla presenza della stazione ferroviaria e di numerosi servizi di trasporto.

Al di là delle polemiche sull’evento, il cuore dell’intervento resta però il richiamo a una maggiore responsabilità collettiva. Per il lavoratore foggiano, i due episodi rappresentano il sintomo di una crisi più profonda che riguarda il rispetto reciproco, la capacità di riconoscere il disagio e il ruolo educativo della comunità adulta.

«Un bambino di 11 anni potrebbe essere il figlio o il nipote di chiunque», sottolinea, invitando la città a non voltarsi dall’altra parte davanti a fenomeni di violenza e marginalità.

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