Il servizio di prelievi domiciliari per pazienti in condizioni di fragilità non risulta sospeso né ridotto. Gli operatori della sala prelievi e del Laboratorio dell’ospedale “San Camillo de Lellis” di Manfredonia si attengono alle disposizioni previste dal regolamento aziendale adottato dall’ASL Foggia per la gestione dei campioni biologici provenienti da pazienti domiciliari.
Lo si apprende da una raccolta di informazioni effettuata presso il servizio prelievi dell’ospedale “San Camillo de Lellis” di Manfredonia e dalla documentazione aziendale dell’ASL Foggia relativa alla gestione dei campioni biologici provenienti da pazienti domiciliari.
Dal regolamento emerge che i prelievi domiciliari possono essere effettuati da operatori sanitari autorizzati, tra cui infermieri, medici e biologi, iscritti in un apposito elenco aziendale a seguito di specifica istanza e nel rispetto dei requisiti previsti.
Il documento precisa inoltre che l’attività è riservata ai pazienti per i quali il medico di medicina generale abbia attestato la necessità del prelievo domiciliare in presenza di particolari condizioni di inabilità o fragilità. Le richieste e i campioni biologici vengono accettati dai punti prelievo aziendali purché rispettino le procedure e la documentazione previste dal regolamento.
Per quanto riguarda il diritto di precedenza all’interno della sala prelievi, non risultano disposizioni normative specifiche che disciplinino una corsia preferenziale generalizzata. Secondo quanto riferito da fonti ospedaliere, ogni giorno al servizio affluiscono numerosi utenti, in gran parte anziani, persone con patologie invalidanti, bambini e donne in gravidanza, circostanza che rende complessa l’applicazione di criteri di priorità ulteriori rispetto a quelli già previsti dall’organizzazione sanitaria.
Nota importante: il regolamento allegato prevede espressamente l’esistenza di un “apposito elenco istituito presso la ASL FG” degli operatori sanitari autorizzati e contempla anche la figura dell’infermiere tra i soggetti autorizzabili. Pertanto la frase secondo cui “non esiste nessuna lista aziendale di operatori autorizzati” e che “nessun infermiere è stato autorizzato” non trova riscontro nel documento allegato e “richiederebbe una verifica diretta con la Direzione sanitaria prima della pubblicazione”, dicono dal P.O. San Camillo.



