Cinema

Cena tra amici – A. de la Patellière, M. Delaporte, 2012


Di:

Matthieu Delaporte e Alexandre de la Patellière (fonte: francenetinfos.com)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione

Titolo originale: La Prènom
Nazione: Francia, Belgio
Genere: commedia

RASSEGNATI ad un’insignificante proposta estiva, piena di rimasugli della stagione (o delle stagioni) appena trascorsa, ci si ritrova spesso a convenire con le previsioni della distribuzione, che relega i titoli meno accattivanti per la media proprio in questi mesi. Audience non fa sempre paio con qualità, ma per la grossa parte delle pellicole spalmate nel palinsesto estivo tanto accade e non si resta confortati, per tanto, neanche dalla scoperta di perle emarginate in sale quasi deserte.
Non è quanto capita per C’era una volta in Anatolia (scheda) oppure per il ritardatario Take Shelter (scheda), e non è quanto capita anche per Cena tra amici, commedia ad unico luogo d’azione (l’interno di un’abitazione) che gioca sul classico soggetto dei casuali incontri-scontri tra individualità e delle cadute di maschere.

Cena tra amici - Locandina

Freschi del recente gioco polanskiano, Carnage (scheda), non si può evitarne la menzione e il riferimento mentre si gusta questa deliziosa commedia a risvolti drammatici, ammirati da una categoria di cinema sempre più latitante sugli schermi, più inerente, per tradizione, alla piece teatrale. La prelibatezza di opere del genere non è solo nell’inossidabile efficacia del canovaccio, ma, se possibile, ancor più nell’entusiasmo che evoca rivedere del buon vecchio cinema a tutto tondo. Sono, queste, quelle occasioni imperdibili per lo spettatore distratto che non distingue soggetto da sceneggiatura, che resta irretito dal primo credendo la seconda marginale o presenza non significativa per l’efficacia complessiva.

Cena tra amici funziona come una macchina perfettamente oliata e funziona soprattutto per sceneggiatura, molto prima che per un soggetto grazioso ma non dirompente – come, ad esempio, alcuni temi alleniani. I tempi sono chirurgici e le sezioni di narrazione abilmente sfumate le une nelle altre, al punto da avvertire un’unica, amabile melodia piuttosto che frammenti incollati di buona musica. Viene più facile, con un esempio così lampante, chiarire, per differenza, le mancanze dell’autorevole Carnage polanskiano, dove l’errore viveva proprio del cattivo amalgama delle situazioni: le interpretazioni e la regia distraevano da questa defaillance, ma se ne avvertiva l’effetto in una programmatica proposizione dei passaggi di palla, dei cambi di rotta. E’ quanto non accade con la brillante opera di Alexandre de la Patellière e Matthieu Delaporte, che non stanca mai per le quasi due ore, diverte moderatamente, fa pensare anche attraverso giochetti sofistici e non ci priva di momenti drammatici.

Cena tra amici (dal film)

Cena tra amici non è, tuttavia, il passo oltre Polanski, quel che gli incontentabili avrebbero desiderato di meglio dalla sua opera veneziana, e non è esente da peccati. La regia è buona ma non indimenticabile, gli interpreti bravi ma non bravissimi come i quattro di Carnage ed anche i temi proposti appaiono solo come dei validi pretesti per imperniare tutta la commedia. Mancano degli artigiani di lungo corso dietro questa simpatica partita a cinque e lo si comprende appieno quando ci si rende conto di essersi trovati di fronte ad un gioco per gioco, assolutamente ben eseguito ma che non esce dalla logica del divertissement. La sceneggiatura è tanto ma non è tutto, è un esempio oggi più di ieri, ma non consegna un lavoro alla categoria degli irrinunciabili. In questo senso vinceva meglio Polanski, reo tuttavia di un difetto che non gli si poteva perdonare, soprattutto dopo averlo ammirato in sofisticati esercizi come Rosemary’s Baby.

Sicuramente da vedere, è una boccata d’aria fresca in una stagione arida.
E non solo climaticamente.

Valutazione: 7/10
Spoiler: 7/10

Copertina: Matthieu Delaporte e Alexandre de la Patellière (fonte: francenetinfos.com)


altreVisioni

Frequently Asked Questions About Time Travel, G. Carrivick (2009) – simpatica commedia fantascientifica, che avrebbe solo meritato più attenzione sugli sviluppi di trama * 6.5
The Chaser, Na Hong-jin (2008) – noir horrorifico d’autore di matrice coreana che gioca sui caratteri più che sul gore e il thriller. Lontano dagli stili occidentali. Da vedere * 7

In Stato d’osservazione

Bed Time, J. Balagueró (2011) – thriller, dal regista di Rec * 27lug

Cena tra amici – A. de la Patellière, M. Delaporte, 2012 ultima modifica: 2012-07-22T14:08:19+00:00 da Alessandro Cellamare



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