La vicenda dell’ex amministratore di condominio Luigi Morsillo, finito al centro delle cronache dopo aver lasciato numerosi stabili senza acqua per il mancato pagamento delle bollette all’Acquedotto Pugliese, affonda le sue radici nel 2018 e continua ad arricchirsi di nuovi sviluppi giudiziari.
L’inchiesta, infatti, non riguarda esclusivamente gli episodi più recenti, ma trae origine da una prima denuncia presentata ormai otto anni fa, quando circa 80 famiglie rimasero improvvisamente senza fornitura idrica a causa di una morosità nei confronti di Acquedotto Pugliese pari a 41.500 euro. Da quella vicenda nacque il procedimento penale tuttora pendente davanti al Tribunale di Foggia.
Secondo gli atti processuali, Morsillo non avrebbe agito da solo. Gli investigatori hanno infatti ipotizzato il coinvolgimento di un collaboratore, oggi imputato nello stesso procedimento.
Nei suoi confronti l’accusa riguarda 47 assegni emessi da Morsillo e successivamente incassati dal collaboratore, per un importo complessivo di circa 40 mila euro. Sarà il processo a chiarire l’effettiva posizione dell’uomo, la cui ultima udienza si è svolta il 23 giugno scorso.
Pochi giorni prima di quell’appuntamento in tribunale, precisamente il 17 giugno, il collaboratore era stato protagonista di un grave episodio. L’uomo era stato trovato all’interno di un box dopo aver tentato di togliersi la vita colpendosi all’addome con un coltello da cucina.
Sul posto erano intervenuti i carabinieri, che avevano prestato i primi soccorsi in attesa dell’arrivo del personale del 118. Trasportato in ospedale, non risultò in pericolo di vita.
Il giorno fissato per l’udienza, il suo difensore ha depositato un certificato di ricovero che ha consentito il rinvio del procedimento. Il processo riprenderà il 16 febbraio 2027, quando il collaboratore dovrà comparire davanti ai giudici per chiarire la propria posizione.
Nel frattempo, l’avvocato Giovanni Marseglia ha depositato una memoria presso la Guardia di Finanza chiedendo alla Procura di verificare se gli episodi denunciati negli ultimi mesi possano essere ricondotti non soltanto a Luigi Morsillo, attualmente all’estero, ma anche al suo collaboratore.
Il legale assiste già alcune famiglie residenti nel complesso di via Luigi Pinto, che si ritengono danneggiate dalla gestione dell’ex amministratore.
La richiesta prende spunto dalle numerose segnalazioni provenienti da diversi condomìni cittadini, tra cui quelli di via Luigi Rovelli, viale Luigi Pinto, via Molfetta, via Ignazio D’Addedda, via Lecce, via Fratelli Biondi, Rione dei Preti, viale Candelaro, via Russi e via Annino Gentile.
Secondo quanto denunciato dai residenti, nonostante il regolare pagamento delle quote condominiali, sarebbero rimaste insolute bollette e fatture dei fornitori, con conseguente sospensione dell’erogazione dell’acqua in alcuni edifici.
L’obiettivo della memoria depositata dal legale è quello di verificare se anche il collaboratore possa aver avuto un ruolo nelle vicende più recenti, ampliando così il perimetro dell’indagine che coinvolge numerose famiglie foggiane.
Nel frattempo è emersa anche la posizione di Luigi Morsillo, che avrebbe affidato a un messaggio WhatsApp inviato ad alcuni conoscenti la propria versione dei fatti.
Nel testo, l’ex amministratore si sarebbe dichiarato completamente estraneo alle accuse che gli vengono contestate, sostenendo inoltre che alcuni condomìni risulterebbero ancora debitori nei suoi confronti per somme non corrisposte.
Una ricostruzione che si contrappone alle denunce presentate da numerosi residenti e agli accertamenti confluiti nel procedimento penale ancora in corso.
Sarà il Tribunale di Foggia a stabilire, attraverso il processo, eventuali responsabilità e a fare piena luce sull’intera vicenda.
Lo riporta foggiatoday.it.



