Edizione n° 6157

BALLON D'ESSAI

ANELLO FALLICO // Anello fallico incastrato da giorni: paziente liberato grazie a una mini-fresa di precisione
13 Agosto 2026 - ore  13:53

CALEMBOUR

JOVA SALTA // Barletta, annullato il concerto di Jovanotti: trovato amianto nell’area dell’ex cartiera
13 Agosto 2026 - ore  12:30

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

GRANO CAVALLO Grano duro, Cavallo: “Servono 40 milioni per i contratti di filiera e più controlli sulle importazioni”

Gli agricoltori alle prese con prezzi di mercato inferiori ai costi di produzione e un aumento delle importazioni dall'estero

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
22 Luglio 2026
Economia // Primo piano //

La crisi del grano duro in Puglia entra nella fase più delicata, con gli agricoltori alle prese con prezzi di mercato inferiori ai costi di produzione e un aumento delle importazioni dall’estero. Per affrontare l’emergenza, Coldiretti chiede interventi immediati a sostegno della filiera cerealicola.

Tra le richieste avanzate al tavolo nazionale della filiera del grano duro convocato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, figurano 40 milioni di euro per rafforzare i contratti di filiera, maggiori controlli sull’origine del prodotto importato attraverso tecnologie innovative e un piano straordinario per il rinnovamento della rete degli stoccaggi.

La Puglia, prima regione italiana per produzione di grano duro, è tra i territori più colpiti dalla crisi. Secondo Coldiretti Puglia, agli agricoltori vengono riconosciute quotazioni ferme intorno ai 27 euro al quintale, mentre i costi di produzione arrivano fino a 35 euro al quintale, con spese che possono raggiungere anche 1.250 euro per ettaro considerando mezzi tecnici, fertilizzanti, energia, lavorazioni e irrigazione.

A pesare sul mercato sono anche le importazioni, in particolare dal Canada. Secondo l’analisi di Coldiretti su dati Eurostat, a maggio gli arrivi di grano duro canadese sono aumentati del 55% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dopo un ulteriore incremento registrato già ad aprile.

L’organizzazione agricola sottolinea come il prodotto importato possa creare una distorsione della concorrenza, anche perché in alcuni Paesi vengono adottate pratiche vietate agli agricoltori europei, come la preraccolta con glifosato.

«Non possiamo consentire che il lavoro dei cerealicoltori pugliesi venga mortificato da importazioni che arrivano proprio nel momento della raccolta e da quotazioni che non coprono nemmeno i costi sostenuti dalle aziende agricole», afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.

«La Puglia rappresenta il cuore della produzione nazionale di grano duro e merita strumenti adeguati per garantire redditività alle imprese. Occorre finanziare subito i contratti di filiera, rendere obbligatorio il riferimento ai prezzi della Commissione Unica Nazionale e intensificare i controlli sull’origine del prodotto, per fermare ogni forma di speculazione e assicurare trasparenza lungo tutta la filiera», aggiunge Cavallo.

Coldiretti richiama inoltre l’attenzione sulle pratiche commerciali sleali e sulla necessità di impedire acquisti del prodotto agricolo a prezzi inferiori ai costi sostenuti dalle aziende.

«È indispensabile intervenire anche sulle pratiche commerciali sleali, verificando che nessuno acquisti il grano al di sotto dei costi di produzione, perché scaricare il peso della crisi esclusivamente sugli agricoltori significa mettere a rischio l’intera filiera cerealicola italiana», sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

Tra le misure richieste rientrano anche controlli più avanzati sull’origine del grano attraverso strumenti come mappatura isotopica, genomica e risonanza magnetica, così da garantire maggiore trasparenza e contrastare eventuali frodi.

«Servono inoltre controlli sempre più avanzati, attraverso tecnologie come la mappatura isotopica, genomica e la risonanza magnetica, per certificare con certezza l’origine del grano e contrastare ogni tentativo di spacciare prodotto estero come italiano. La trasparenza è una garanzia sia per chi produce sia per chi acquista», evidenzia Piccioni.

Un altro punto centrale riguarda il potenziamento della rete degli stoccaggi, oggi considerata in gran parte non adeguata, per permettere agli agricoltori di conservare il raccolto e non essere costretti a venderlo nei momenti di maggiore pressione del mercato.

Coldiretti chiede infine di accelerare gli investimenti nella logistica cerealicola, nella ricerca su nuove varietà di grano duro e sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), oltre allo sviluppo di sistemi irrigui innovativi e di un piano nazionale per gli invasi, strumenti ritenuti fondamentali per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e garantire futuro alla cerealicoltura pugliese.

Lo riporta puglia.coldiretti.it.

Lascia un commento

“Non c'è via per la felicità: la felicità è la via.” – Thich Nhat Hanh

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO