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POLICLINICO FOGGIA Policlinico di Foggia, l’USB attacca: «Basta propaganda, nei reparti organici insufficienti e turni fuori controllo»

Secondo l'USB, il Piano non rappresenterebbe una risposta alle emergenze, bensì il tentativo di trasformare in normalità una cronica insufficienza di personale.

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
22 Luglio 2026
Economia // Foggia //

FOGGIA – Dietro gli annunci istituzionali e i toni soddisfatti con cui è stata salutata la chiusura della contrattazione integrativa, la realtà vissuta ogni giorno dagli operatori sanitari sarebbe ben diversa. È la posizione assunta dall’USB Pubblico Impiego e dalla RSU del Policlinico Riuniti di Foggia, che in un duro documento contestano apertamente l’operato della nuova amministrazione dell’azienda ospedaliero-universitaria, accusata di non aver ancora affrontato le principali criticità organizzative che interessano il personale sanitario.

Il sindacato parla di una distanza sempre più evidente tra la narrazione ufficiale e le condizioni reali di lavoro nei reparti, dove – sostiene – continuano a pesare carenze croniche di personale, turnazioni sempre più difficili da sostenere e procedure di reclutamento ferme da mesi.

«La situazione non cambia con i comunicati»

Secondo l’USB, la chiusura della contrattazione integrativa è stata presentata come una svolta per il Policlinico, ma non avrebbe prodotto effetti concreti sull’organizzazione del lavoro.

Il nodo principale resta quello degli organici. Infermieri e operatori socio-sanitari continuano, secondo il sindacato, a lavorare in condizioni di forte sofferenza, con turni che spesso vengono predisposti senza garantire i riposi previsti dalla normativa e con un ricorso sistematico allo straordinario per assicurare la copertura dei servizi.

Una situazione che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, non può più essere considerata emergenziale, ma rischia di diventare una modalità ordinaria di gestione delle attività assistenziali.

Concorsi e stabilizzazioni ancora fermi

Tra le principali contestazioni mosse all’azienda c’è anche il mancato avanzamento delle procedure di assunzione.

L’USB denuncia infatti il blocco delle stabilizzazioni del personale precario, il rallentamento dei concorsi e il mancato utilizzo delle graduatorie disponibili, elementi che continuerebbero ad alimentare la carenza di personale nei reparti.

Secondo il sindacato, tutto questo ricade inevitabilmente su chi è già in servizio, chiamato a garantire l’assistenza con organici ritenuti insufficienti rispetto ai carichi di lavoro quotidiani. Una condizione che, viene sottolineato, rischia di incidere non solo sul benessere degli operatori ma anche sulla qualità dell’assistenza ai pazienti.

Nel mirino il Piano delle Emergenze

Particolarmente critica la valutazione espressa sul nuovo Piano delle Emergenze adottato dall’azienda.

Per l’USB il documento rappresenterebbe l’esempio più evidente di una gestione che tenta di colmare le carenze strutturali facendo leva sulla pronta disponibilità del personale. Secondo il sindacato, l’istituto della reperibilità, previsto dal contratto collettivo come misura eccezionale per affrontare esigenze imprevedibili, verrebbe invece esteso a numerosi reparti come strumento ordinario per garantire i servizi.

Nel documento viene richiamato anche il caso del presidio “D’Avanzo”, dove sarebbero previste reperibilità degli operatori socio-sanitari perfino nei turni pomeridiani feriali, una scelta che l’organizzazione sindacale giudica incompatibile con la natura stessa dell’istituto contrattuale.

«Non è un’emergenza, ma una carenza cronica»

Secondo l’USB, il Piano non rappresenterebbe una risposta alle emergenze, bensì il tentativo di trasformare in normalità una cronica insufficienza di personale.

Il sindacato ritiene che, invece di intervenire con nuove assunzioni e con una riorganizzazione degli organici, l’azienda continui a fare affidamento sulla disponibilità del personale già in servizio, trasferendo su infermieri e OSS il peso delle difficoltà organizzative.

Una strategia che, viene sostenuto, non risolverebbe il problema ma contribuirebbe ad aumentare il disagio dei lavoratori e il rischio di ulteriore stress professionale.

Nel documento l’USB annuncia che non intende fermarsi alla denuncia pubblica. Il sindacato preannuncia infatti una stagione di mobilitazione, chiedendo il ripristino di turnazioni pienamente conformi alla normativa, la revisione del Piano delle Emergenze nella parte relativa alla pronta disponibilità, lo sblocco delle procedure di stabilizzazione e dei concorsi, oltre all’apertura di un confronto diretto con la direzione aziendale sui temi degli organici e dell’organizzazione del lavoro. Una presa di posizione che riapre il confronto sul futuro del Policlinico Riuniti di Foggia e sulle condizioni di chi ogni giorno garantisce l’assistenza sanitaria all’interno della principale struttura ospedaliera della provincia.

 

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