Fiori spontanei, storia, figure femminili e identità pugliese sono stati i temi al centro dell’incontro con la giornalista e scrittrice Bianca Tragni, ospitato lunedì 20 luglio nell’Auditorium San Rocco di Roseto Valfortore nell’ambito della seconda edizione di Roseto Rosae – “Il borgo dove le rose non sfioriscono mai”.
L’appuntamento, intitolato “Fiori e donne dalla Murgia ai Monti Dauni”, rientra nel progetto ideato da Maria Guglielmi e promosso dall’Associazione Terre Vive Cultura.
Ad aprire la serata è stato il saluto istituzionale della sindaca Lucilla Parisi, mentre la conversazione è stata moderata dalla stessa Maria Guglielmi, presidente dell’associazione e ideatrice della manifestazione.
Nel corso dell’incontro, Bianca Tragni ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra i fiori spontanei della Murgia, del Gargano e dei Monti Dauni, le donne dell’età federiciana, la figura di Federico II, le tradizioni della Puglia e i temi sviluppati nelle sue pubblicazioni, coinvolgendo i presenti con un racconto ricco di riferimenti storici e culturali.
L’evento si è svolto in un clima di grande partecipazione. La sindaca Lucilla Parisi ha espresso apprezzamento per la capacità della scrittrice di affrontare argomenti complessi con semplicità e immediatezza, coinvolgendo il pubblico per tutta la durata dell’incontro.



Tra i partecipanti erano presenti anche rappresentanti e soci del Garden Club Amaryllis e del Lions Club Monti Dauni, che hanno sostenuto l’iniziativa. Un contributo significativo alla promozione dell’evento è stato offerto da Valentina Farinato, presidente di entrambe le associazioni.
Nel messaggio diffuso al termine della serata, Farinato ha definito l’incontro con Bianca Tragni «un dono prezioso», sottolineando il valore del racconto che ha intrecciato rose canine, fiori campestri e storie di donne profondamente legate al territorio.
Anche nelle ore successive sono arrivati numerosi attestati di apprezzamento da parte dei partecipanti, che hanno evidenziato la preparazione della scrittrice e il valore di un’iniziativa capace di unire cultura, storia e valorizzazione del borgo.
Al termine della conferenza, Maria Guglielmi ha guidato i presenti in una passeggiata serale tra i murales realizzati durante la prima edizione di Roseto Rosae, illustrandone la nascita, i significati, gli aneddoti e il lavoro degli artisti che li hanno realizzati.
Il percorso si è concluso nel 4° Vico Piazza Vecchia, dove gli artisti Vito Moreno e don Sebastiano Iervolino sono impegnati nella realizzazione delle nuove opere dedicate alla tessitrice e al fornaio, destinate ad arricchire il percorso dedicato agli antichi mestieri del paese.
«Accompagnare il gruppo tra le opere della prima edizione mi ha emozionata profondamente. Sono una guida turistica da trent’anni, ma questa volta non stavo semplicemente illustrando un luogo. Stavo raccontando la nascita di un progetto che ho visto crescere giorno dopo giorno, condividendone i retroscena, gli aneddoti e il significato», ha raccontato Maria Guglielmi.
L’ideatrice del progetto ha quindi spiegato la visione alla base dell’iniziativa: «L’incontro e la passeggiata hanno mostrato ciò che Roseto Rosae vuole diventare: un’esperienza culturale e turistica capace di mettere insieme arte, memoria, racconto e accoglienza».
Gli interventi artistici della seconda edizione di Roseto Rosae proseguono nel centro storico di Roseto Valfortore, nell’ambito di un progetto organizzato dall’Associazione Terre Vive Cultura, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Roseto Valfortore, il patrocinio della Provincia di Foggia e il sostegno di associazioni, imprese, partner privati e cittadini.


