Edizione n° 6161

BALLON D'ESSAI

PETINA DANZARE // Petina, dove il mondo ha imparato a danzare
17 Agosto 2026 - ore  15:42

CALEMBOUR

INCIDENTE SS89 // Incidente sulla Statale 89, auto fuori strada e ribaltata nei campi: ferito giovane finanziere
17 Agosto 2026 - ore  10:20

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

TRIBUNALE GARGANO Tribunale del Gargano, quando la politica arriva sempre dopo

E c’è chi come Michele Leombruno, disconosce il suo coinvolgimento, come fa notizia l’assenza di San Giovanni Rotondo e la presenza di Apricena

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
22 Luglio 2026
Gargano // Manfredonia //

C’è una politica che difende i territori con coerenza. E ce n’è un’altra che sembra ricordarsi dei territori solo quando la ribalta mediatica offre l’occasione di un comunicato stampa.

L’ultima vicenda sul futuro della geografia giudiziaria della Capitanata sembra raccontare proprio questo.

Le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Foggia, Enrico Infante, ascoltato dalla Commissione Giustizia della Camera, hanno riportato al centro dell’attenzione un tema che da anni pesa come un macigno sul Gargano e sull’intera provincia: la necessità di garantire un presidio giudiziario realmente efficiente in un territorio vastissimo, difficile da raggiungere e segnato dalla presenza della criminalità organizzata.

Infante non ha chiesto la semplice riapertura delle vecchie sezioni distaccate. Al contrario, ne ha evidenziato i limiti, proponendo un secondo tribunale autonomo, adeguatamente dimensionato, sul Gargano o nell’Alto Tavoliere. Una proposta tecnica, fondata su dati, esperienza e conoscenza del territorio.

È bastato questo perché la politica tornasse improvvisamente a parlare di giustizia.

Dodici sindaci hanno diffuso un documento a nome della cosiddetta Città Gargano, presentandosi come interpreti di una battaglia storica. Una presa di posizione che, però, lascia spazio a più di una riflessione.

Perché la memoria non può essere selettiva.

Quando nel 2013 veniva chiuso il Tribunale di Lucera, con tutte le conseguenze che ancora oggi gravano sulla provincia di Foggia, non si ricordano barricate istituzionali, mobilitazioni permanenti o un fronte compatto dei sindaci capace di opporsi con la stessa determinazione che oggi traspare da un comunicato stampa.

Per anni il territorio ha continuato a fare i conti con un solo tribunale, con cittadini costretti a percorrere decine e decine di chilometri, con avvocati, testimoni e operatori della giustizia penalizzati da una geografia che il procuratore Infante ha descritto con assoluta chiarezza.

La differenza è che allora mancavano i riflettori.

Oggi, invece, la politica sembra voler salire su un treno già partito, quasi a voler intestarsi una battaglia che nasce dalle valutazioni di un magistrato e non certo da un percorso condiviso degli amministratori locali.

Ed è qui che emergono tutte le contraddizioni della cosiddetta Città Gargano.

Un organismo nato con un nome altisonante, ma che negli anni non è mai riuscito a suonare come una vera voce unitaria del territorio.

Un progetto che molti ricordano per il contesto politico nel quale vide la luce, fortemente sostenuto dall’allora vicepresidente della Regione Puglia, oggi assessore regionale, Raffaele Piemontese, in una fase caratterizzata da una marcata contrapposizione con l’allora presidente del Parco Nazionale del Gargano, Pasquale Pazienza.

Più che un percorso condiviso tra amministrazioni, apparve a molti come un contenitore politico destinato a pesare negli equilibri istituzionali del territorio.

Col tempo quella costruzione ha mostrato tutte le sue fragilità.

Il Comune di Serracapriola ha deliberato formalmente la propria uscita dall’Unione, ritenendola priva di reale utilità e criticandone l’impostazione politica.

Raggiunto telefonicamente, il sindaco Michele Leombruno ha smentito la propria adesione al recente manifesto sul Tribunale del Gargano, precisando che Serracapriola non fa più parte della Città Gargano e prendendo le distanze da un’iniziativa che, a suo giudizio, non rappresenta il proprio Comune.

Una precisazione che inevitabilmente apre interrogativi sulla rappresentatività del documento diffuso.

Così come non passa inosservata l’assenza di San Giovanni Rotondo, il Comune più popoloso del Gargano, che non compare tra i sottoscrittori del comunicato.

Un’assenza significativa, perché rende difficile sostenere che quella nota esprima davvero la posizione dell’intero promontorio.

Il punto, però, non è stabilire chi abbia ragione sul luogo in cui dovrebbe sorgere un eventuale nuovo tribunale.

Su questo sarà il Parlamento, sulla base delle valutazioni tecniche e istituzionali, a decidere.

Il punto è un altro. La credibilità della politica.

Perché le battaglie per un territorio non possono essere combattute soltanto quando diventano mediaticamente appetibili. Non possono ridursi a comunicati stampa diffusi all’indomani delle dichiarazioni di un magistrato. Non possono vivere di slogan e spegnersi quando si abbassano le telecamere.

Il Gargano ha bisogno di infrastrutture, servizi, collegamenti, sicurezza e giustizia.

Ha bisogno di istituzioni che lavorino insieme ogni giorno, non soltanto quando si presenta l’occasione di rivendicare una paternità politica.

Le parole del procuratore Infante hanno avuto il merito di riaprire un confronto serio sulla geografia giudiziaria della provincia di Foggia.

Sarebbe un errore trasformare quella riflessione in una passerella politica.

Perché il rischio è che la politica finisca ancora una volta per parlare di sé stessa invece che del territorio.

E quando la politica diventa autoreferenziale, a perdere non sono gli amministratori. Perde il Gargano. Perdono i cittadini. Perde la credibilità delle istituzioni.

E le battaglie vere finiscono per assomigliare troppo a semplici operazioni di visibilità.

A cura di Maurizio Varriano.

1 commento su "Tribunale del Gargano, quando la politica arriva sempre dopo"

  1. Eccellentissimo Dottor Infante, credo che riporre fiducia solo nei patti comunali non sia sufficiente. Molti cittadini percepiscono un forte bisogno di maggiore trasparenza e controlli più rigorosi, soprattutto in realtà come il Gargano e Manfredonia. Quando esiste il dubbio che possano esserci conflitti di interesse o una gestione poco trasparente, è fondamentale che le istituzioni competenti svolgano verifiche accurate. Solo con legalità, imparzialità e responsabilità si può rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Lascia un commento

“Non c'è via per la felicità: la felicità è la via.” – Thich Nhat Hanh

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO