A cura di Michele Apollonio

“Il rosone di San Domenico nella pittura urbana di Franco Troiano”


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Manfredonia.  TRA LE TELE dipinte a olio di Franco Troiano esposte nella mostra allestita nel suo atelier accanto alla chiesa della Croce, si evidenzia quella che ritrae la pregevole facciata di San Domenico, la chiesa capitolare dei frati predicatori risalente al XIII secolo, parte integrante del complesso monastico voluto da Carlo II d’Angiò, divenuto poi sede del municipio di Manfredonia. Il pittore Troiano ha fissato sulla tela un momento di una processione di fedeli, ma l’attenzione del pubblico che, numeroso, visita la mostra (aperta fino all’otto settembre) che oltre ad una serie di quadri dedicati a Manfredonia, città natale di Troiano, espone una assortita gamma di sculture anch’esse ispirate a soggetti caratteristici del luogo, è captata dal rosone che campeggia maestoso sulla facciata della chiesa che domina Piazza del Popolo.


UN ROSONE che nella realtà non c’è. La facciata mostra solo la grande cornice superstite di quel rosone che certamente ingentiliva la facciata prima che i Turchi la distruggessero nel famoso sacco dell’agosto del 1620 assieme al resto della città. Di quel rosone non è rimasta traccia. Né si è mai riusciti, nonostante qualche tentativo, di abbozzare un possibile disegno di quel finestrone decorativo rimasto cieco.


FRANCO TROIANO che alla storia di Manfredonia ha dedicato una infinità di quadri realizzati con le tecniche più diverse che esaltano gli scorci scelti come soggetti, e di sculture che fissano nel bronzo momenti salienti delle vicende storiche di Manfredonia esposti in vari edifici della città, dal municipio, alla ex pretura, alle chiese, ha dipinto un rosone immaginandolo, sulla scorta dei tanti esempi riportati dall’architettura religiosa, come poteva essere prima della distruzione: una campitura composta da petali concentrici. Una idea, un suggerimento, un augurio di Troiano di dare un senso a quel grande cerchio vuoto che stona nell’armonia architettonica della facciata e del portale.


IL DIPINTO con suggerimento estetico della facciata di San Domenico, è solo un esempio della “pittura urbana” di Franco Troiano. Le sue tele sono infatti tante finestre aperte su squarci della città molti dei quali oramai scomparsi, che il settantenne Franco Troiano ricostruisce attingendo alla memoria di ragazzo, non solo negli aspetti architettonici, ma anche nelle persone che animano quei quadri: donne affaccendate nelle cure domestiche, artigiani intenti ai rispettivi mestieri, ragazzi immersi nei giochi del tempo. Una ricostruzione oltre che estetica di tempi andati, storica di una Manfredonia cambiata in tanti suoi aspetti fisici ed umani.


“ANCHE noi con Franco – annota il critico Leonardo Filaseta – ci sentiamo protagonisti del quadro: la grazia degli accordi di colori teneri e caldi inneggianti alla sua città, è un’àncora pacificante per tutti, specie per chi migrante ritorna solo alla festa della Madonna di Siponto”.

Michele Apollonio

“Il rosone di San Domenico nella pittura urbana di Franco Troiano” ultima modifica: 2019-08-22T11:13:22+00:00 da Redazione



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