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Non andrà all’opposizione, l’impegno è portare un rappresentante in consiglio regionale l’anno prossimo

“Tremila voti della vittoria a Foggia sono nostri e la Lega ci espelle”

Liliana Iadarola ha saputo della decisione dalla stampa e commenta le scelte dei vertici del partito


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“Insieme ai consiglieri Fiore e Di Fonso abbiamo avuto un procedimento di espulsione a mezzo stampa dalla Lega”. Liliana Iadarola commenta la nota con cui il partito regionale li ha “delegittimati a parlare e a rappresentare la Lega”. Precisamente, un provvedimento di espulsione scritto non c’è stato, almeno finora, come evidenziato di recente dal capogruppo Fiore in un’intervista al TgNorba. In ogni caso la scelta degli assessori non condivisi continua a lasciare perplessi tre dei cinque eletti e, probabilmente, la crisi di governo in atto ha spostato l’attenzione delle segreterie locali concluse alcune operazioni: aver portato in giunta comunale due delegati e aver nominato Antonio Vigiano alla segreteria cittadina spostando Luigi Miranda ad incarichi regionali.
“Nessuno può immaginare – prosegue Iadarola- che un gruppo consiliare possa esser svincolato dai rappresentanti del proprio stesso partito nell’esecutivo per cui avevamo chiesto una scelta condivisa sui nominativi degli assessori”.

Le deleghe in giunta

Com’è noto, due deleghe in giunta sono state assegnate a Paolo La Torre e a Raffaella Vacca: “Se La Torre è il primo dei non eletti, ci sfugge il criterio di scelta per Vacca, premesso che non ho nulla di personale contro”. Il consigliere mostra la sua disapprovazione anche per altre parti della nota che li ha delegittimati: “Non rispettiamo i principi e i valori della Lega? Questo linguaggio è politichese per motivare un atto di grave portata. Abbiamo contribuito con circa 3mila voti alla vittoria su Foggia, il 30% del totale. Ci siamo uniformati alle direttive del partito per la mancata elezione di Di Fonso come presidente del consiglio. Oggi, all’improvviso, scompaiono quelle doti di attaccamento ai colori del partito… Non sono state premiate né la meritocrazia né il rispetto per il proprio elettorato, ho la sensazione che si lavorasse come ‘Cicero pro domo sua’ cioè per consegnare quello che democraticamente è stato negato dal popolo”.

“Ritrovare lo spirito originario”

Il riferimento è a Raimondo Ursitti e al “suo” assessore Raffaella Vacca non essendo stato lui eletto in consiglio? “Non voglio personalizzare il problema, sono fuori dalla Lega ma non sbatto la porta a patto che ritrovi lo spirito originario e cambi i vertici regionali. Continuerò a svolgere il mio dovere di consigliere comunale fedele al mandato elettorale assegnatomi e leale nei confronti di Landella contro cui, addirittura, il mio ex partito paventava l’ipotesi di opposizione in consiglio comunale”. Resterà consigliere comunale senza farsi distrarre da altri impegni politici ma “lavorerò con scienza e coscienza per esprimere un autorevole rappresentate alla Regione Puglia”.

“Tremila voti della vittoria a Foggia sono nostri e la Lega ci espelle” ultima modifica: 2019-08-22T20:46:09+00:00 da Redazione



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