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ANESTESISTA La luce di Paola Mariotti arriva a Lisbona. E illumina anche ciò che San Giovanni Rotondo rischia di perdere

Dai risultati ottenuti sulla scena scientifica internazionale alla sfida di valorizzare le competenze in casa: il successo di Paola Mariotti riaccende i riflettori

AUTORE:
Maurizio Varriano
PUBBLICATO IL:
22 Settembre 2026
Attualità // Storie e Volti //

di Maurizio Varriano

A Lisbona un’eccellenza di Casa Sollievo porta il nome di San Giovanni Rotondo davanti alla comunità scientifica internazionale. A casa, invece, resta una domanda: saremo capaci di valorizzarla?

A volte basta una fotografia ben fatta e veritiera, per raccontare una città.

Quella che arriva da Lisbona racconta una storia che dovrebbe riempire d’orgoglio San Giovanni Rotondo.

C’è una professionista. C’è il suo lavoro. C’è la sua competenza.

E, sullo sfondo, c’è il nome di Casa Sollievo della Sofferenza.

È la dottoressa Paola Sara Mariotti, anestesista di Casa Sollievo, invitata a presentare il proprio lavoro sull’anestesia locoregionale al congresso annuale dell’ESRA, a Lisbona.

Una presenza che vale molto più di una semplice partecipazione a un congresso. Perché quando una professionista di San Giovanni Rotondo viene chiamata a confrontarsi con la comunità scientifica internazionale, non è soltanto lei a salire su quel palco.

Sale con lei il nome della nostra terra.

Sale il nome di Casa Sollievo. Sale una parte di quella storia che, nel bene e nel male, appartiene a tutti noi.

E allora, prima di ogni altra considerazione, c’è una parola che viene naturale pronunciare: grazie.

Grazie alla dottoressa Mariotti per il lavoro che ha svolto.

Grazie per lo studio. Grazie per la professionalità. Grazie per aver portato a Lisbona un pezzo di San Giovanni Rotondo.

Ma proprio perché questa è una bella notizia, sarebbe un errore fermarsi all’applauso.

Perché quella fotografia, se la guardiamo bene, racconta anche una contraddizione.

Mentre fuori riconoscono le nostre eccellenze, dentro casa dovremmo domandarci quanto siamo capaci di custodirle.

Casa Sollievo della Sofferenza vive una fase delicata, accompagnata da discussioni, interrogativi e preoccupazioni sul presente e sul futuro della struttura.

Non è necessario aggiungere rumore al rumore. Ma è necessario porre domande.

Una, soprattutto: che cosa stiamo facendo per trattenere e valorizzare le professionalità che rappresentano il patrimonio più prezioso di Casa Sollievo?

Perché un ospedale non sono soltanto i muri. Non sono soltanto le apparecchiature. Non sono soltanto i numeri.

Un ospedale sono le persone.

I medici. Gli infermieri. I ricercatori. I tecnici.

Tutti coloro che ogni giorno trasformano competenza e sacrificio in cura.

E quando una di queste persone raggiunge un riconoscimento internazionale, non dovremmo limitarci a festeggiare.

Dovremmo chiederci come fare affinché quella professionalità possa continuare a crescere qui.

Perché perdere un talento non significa semplicemente perdere un dipendente.

Significa perdere esperienza. Significa perdere conoscenza. Significa perdere futuro.

E sarebbe un paradosso enorme se il mondo scientifico fosse capace di vedere il valore di una nostra professionista prima ancora che riuscissimo a vederlo noi.

La dottoressa Mariotti, in questo senso, non è soltanto una bella notizia.

È un esempio. È la dimostrazione che dentro Casa Sollievo esistono ancora competenze capaci di confrontarsi con il mondo.

E allora bisogna avere il coraggio di dirlo: questa eccellenza va protetta.

Va ascoltata. Va valorizzata. Va sostenuta.

Non quando sarà troppo tardi. Non quando qualcuno avrà già deciso di andare altrove.

Prima.

Perché il futuro di una grande struttura sanitaria non si costruisce soltanto con le grandi decisioni amministrative.

Si costruisce soprattutto creando le condizioni affinché le persone migliori abbiano voglia di restare.

E qui la storia di Casa Sollievo torna inevitabilmente alla sua origine.

A Padre Pio.

Alla sua intuizione. A quella Casa nata per stare accanto alla sofferenza dell’uomo.

Il 23 settembre prossimo San Giovanni Rotondo tornerà a ricordarlo.

E forse sarebbe bello arrivare a quella giornata non soltanto con la memoria, ma anche con una domanda: stiamo davvero facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per onorare quell’eredità?

Perché onorare Padre Pio non significa soltanto ricordare ciò che è stato.

Significa avere il coraggio di costruire ciò che ancora deve essere.

E ciò che deve essere passa dalle persone. Passa dalla ricerca. Passa dalla competenza. Passa dal merito. Passa dalla capacità di non perdere chi, come la dottoressa Mariotti, oggi porta il nome di San Giovanni Rotondo davanti al mondo.

Ecco perché quella fotografia di Lisbona dovrebbe rimanere impressa.

Non soltanto come motivo di orgoglio. Ma come responsabilità.

Lisbona ha acceso un riflettore su Paola Mariotti.

Ora San Giovanni Rotondo deve dimostrare di saperlo tenere acceso.

Perché sarebbe davvero una sconfitta se le nostre eccellenze fossero celebrate quando raggiungono il mondo e dimenticate quando tornano a casa.

La dottoressa Mariotti ha fatto la sua parte.

Ha studiato. Ha lavorato. Ha rappresentato Casa Sollievo. Ha rappresentato San Giovanni Rotondo.

Adesso la domanda è per chi ha responsabilità e potere decisionale: sapremo dare alle nostre eccellenze motivi per restare?

È una domanda semplice.

Ma dalla risposta potrebbe dipendere molto più di quanto immaginiamo.

Perché Casa Sollievo non può vivere soltanto della grandezza del suo passato.

Deve avere il coraggio di costruire la grandezza del suo futuro.

E quel futuro ha già un volto.

Quello di tanti professionisti che ogni giorno lavorano in silenzio.

Oggi, da Lisbona, ne vediamo uno.

Quello della dottoressa Paola Sara Mariotti.

A lei va il nostro applauso.

A chi governa Casa Sollievo, invece, va una responsabilità: non permettere che la luce delle nostre eccellenze brilli più forte lontano da casa che dentro casa nostra.

Perché una terra è davvero grande non quando sa celebrare i propri talenti.

Ma quando sa tenerli con sé.

La luce di Paola Mariotti arriva a Lisbona. E illumina anche ciò che San Giovanni Rotondo rischia di perdere
La luce di Paola Mariotti arriva a Lisbona. E illumina anche ciò che San Giovanni Rotondo rischia di perdere

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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