MANFREDONIA – La scomparsa di Francesco Castriotta, conosciuto affettuosamente da tutti come Franchino, lascia un vuoto nella vita politica, sociale e culturale di Manfredonia. A ricordarne la figura è Angelo Riccardi, che ne ripercorre l’impegno pubblico e il profondo legame con la città.
Castriotta fu sindaco di Manfredonia dal 23 ottobre 1990 al 10 giugno 1992, durante una fase di grandi trasformazioni politiche. Furono gli anni del passaggio della sinistra cittadina dal Partito Comunista Italiano al Partito Democratico della Sinistra: un periodo complesso nel quale assunse la responsabilità di guidare l’Amministrazione comunale.
Il suo ricordo, tuttavia, non può essere racchiuso soltanto nelle date del mandato istituzionale. Accanto all’amministratore e all’esponente politico c’era infatti un uomo appassionato di musica, profondamente legato alle tradizioni popolari di Manfredonia.
Castriotta dedicò una parte importante della propria vita alla cultura delle casse armoniche e delle bande musicali. Fu anche presidente della Festa patronale, contribuendo all’organizzazione di uno degli appuntamenti più sentiti e identitari della comunità sipontina.
«Ci sono persone che, quando se ne vanno, ci invitano a fermarci e a guardare indietro: non soltanto alla loro vita, ma anche alla nostra e alla storia della città», sottolinea Riccardi. Nel nome di Francesco Castriotta, aggiunge, è possibile ritrovare «un pezzo della memoria pubblica di Manfredonia», mentre nel familiare appellativo Franchino emerge tutta la dimensione umana e affettuosa della sua figura.
La sua esperienza amministrativa e la partecipazione alle tradizioni cittadine rappresentano due aspetti inseparabili di una stessa storia. Una comunità, infatti, non vive soltanto delle decisioni assunte nelle istituzioni, ma anche dei momenti di condivisione, della musica, delle feste e delle occasioni nelle quali riconosce la propria identità.
Il pensiero, in queste ore di dolore, va innanzitutto alla famiglia e alle persone che gli hanno voluto bene. Alla città resta invece il compito di custodirne la memoria e di trasmetterla alle nuove generazioni.
«Il saluto a un ex sindaco non riguarda soltanto chi ne ha condiviso le idee – osserva Riccardi – ma costituisce un gesto di rispetto verso la storia democratica di una comunità, fatta di persone, responsabilità ed esperienze che non devono andare disperse».
Il messaggio si conclude con un ultimo, commosso saluto: «Ciao Franchino. Ricordiamo insieme il sindaco e l’uomo, la tua storia politica e la tua passione per la musica. Alla tua famiglia va un pensiero di sincera vicinanza; a Manfredonia resta il compito di non dimenticare».




FRANCHINO CASTRIOTTA E’ STATO L’ ULTIMO SINDACO COMUNISTA DI MANFREDONIA. L’ AMMINISTRSZIONE COMUNALE SAPPIA RICORDARE L’ IMPEGNO E LA PASSIONE POLITICA E UMANA DI FRANCHINO PER LA NOSTRA CITTA’ DEDICNDOGLI UNA .STRADA O PIAZZA .
sempre davanti al razzo sto riccardo cuor di (cog)leone