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MANFREDONIA APPELLO Manfredonia si difende in appello sulla previdenza dell’ex amministratore

Il ricorrente ha sostenuto che gli anni durante i quali ha ricoperto incarichi pubblici dovessero essere considerati come attività svolta in qualità di collaboratore dell'ente

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
22 Settembre 2026
Manfredonia // Notizie in piazza //

Il Comune di Manfredonia si costituirà davanti alla Corte d’Appello di Bari, sezione Lavoro, nel giudizio promosso da un ex amministratore locale che chiede il riconoscimento del rapporto con l’ente ai fini previdenziali. La decisione è contenuta nella deliberazione numero 206, approvata all’unanimità dalla Giunta comunale nella seduta del 18 settembre 2026. L’incarico difensivo è stato affidato all’avvocata Teresa Totaro dell’Avvocatura comunale, mentre al sindaco spetterà il formale conferimento del mandato.

La vicenda nasce da un ricorso presentato al Tribunale di Foggia, sezione Lavoro. Il ricorrente, indicato nell’atto con dati omessi, ha sostenuto che gli anni durante i quali ha ricoperto incarichi pubblici dovessero essere considerati come attività svolta in qualità di collaboratore dell’ente. Su questa base ha chiesto l’iscrizione alla Gestione Separata prevista dalla legge 335 del 1995 e il conseguente versamento dei contributi previdenziali per tutti gli anni interessati.

Il Comune aveva già scelto di resistere nel giudizio di primo grado con la delibera di Giunta numero 132 del 10 agosto 2023, affidando la difesa alla propria Avvocatura. Il Tribunale di Foggia ha poi respinto il ricorso con la sentenza numero 1759 del 2025. L’ex amministratore ha impugnato la decisione e il procedimento è ora iscritto presso la Corte d’Appello di Bari con il numero di ruolo generale 266 del 2026.

Con il nuovo atto, l’amministrazione conferma la linea seguita finora. Nella motivazione la Giunta considera necessario assicurare la difesa anche nel secondo grado, per evitare che gli interessi del Comune possano risultare pregiudicati. La deliberazione non entra nel merito delle ragioni sviluppate nell’atto di appello né anticipa le argomentazioni che saranno depositate dall’ente. Fissa però con chiarezza la scelta processuale: Manfredonia non resterà estranea al giudizio e sosterrà la correttezza dell’esito ottenuto in primo grado.

Il provvedimento disciplina anche il compenso del legale interno. L’avvocata incaricata sarà retribuita soltanto in caso di esito favorevole. Se il giudice condannerà la controparte al pagamento delle spese, le somme saranno corrisposte dopo il loro recupero dalla parte soccombente. Se invece il processo si concluderà favorevolmente per il Comune ma con compensazione delle spese, troveranno applicazione le modalità e i limiti stabiliti dal regolamento dell’Avvocatura comunale. Resta fermo il tetto complessivo di 13 mila euro previsto per l’indennità dell’ufficio legale dall’articolo 5 del regolamento approvato nel 2021.

La formula adottata tutela il bilancio dell’ente perché lega l’erogazione del compenso professionale al risultato del giudizio e, quando possibile, al preventivo recupero delle spese. Non è indicato nell’atto un costo specifico per questa singola causa: il riferimento economico riguarda il limite generale delle somme stanziate per l’Avvocatura. Anche su questo aspetto la delibera evita quindi di attribuire al procedimento un onere certo prima che la controversia sia definita.

La delibera ha ottenuto i pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile richiesti dal Testo unico degli enti locali. Alla seduta, presieduta dal sindaco Domenico La Marca, erano presenti le assessore e gli assessori Sara Giovanna Laura Delle Rose, Cecilia Simone, Maria Teresa Valente, Giovanni Mansueto e Mariarita Valentino; assenti Matteo Gentile e Francesco Schiavone. Ha partecipato il segretario comunale Giacomo Scalzulli.

L’atto è stato dichiarato immediatamente eseguibile.

A cura di Michele Solatia.

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