BARI – Le tensioni internazionali spingono al rialzo le materie prime e modificano le rotte del commercio marittimo. Nel Mediterraneo, tuttavia, il traffico dei container continua a crescere: la movimentazione registra un incremento di circa l’8%, sostenuto anche dalle navi che circumnavigano l’Africa e raggiungono il bacino attraverso lo stretto di Gibilterra.
Il quadro emerge dai dati di Uniontrasporti presentati durante le Giornate del Mezzogiorno, organizzate dalla Camera di Commercio nell’ambito della 89ª Fiera del Levante di Bari, e riportati da ANSA Puglia.
Nell’ultimo anno, l’indice S&P GSCI, riferimento per l’andamento delle principali materie prime, ha registrato un rendimento del 35%. Il greggio ha segnato un +47%, con un rialzo del 10% nell’ultimo mese, mentre la benzina ha raggiunto il +74% e il grano il +40%. A fronte di un andamento pressoché stabile del gas naturale, l’indice del gas commercializzato in Europa è aumentato del 128%.
In Italia, gli aumenti si riflettono anche sui rifornimenti: negli ultimi dodici mesi i prezzi alla pompa di benzina e gasolio sono cresciuti rispettivamente del 23% e del 35%. Secondo i dati illustrati, entrambi sono raddoppiati nell’arco di vent’anni.
Sul versante portuale, il cambiamento delle rotte favorisce soprattutto il Mediterraneo occidentale. Le rilevazioni preliminari di Uniontrasporti, ancora in attesa dei dati ufficiali di Assoporti, indicano per Gioia Tauro una crescita prossima al 3%, mentre La Spezia registra un +3,5%. Livorno segna un incremento a doppia cifra, Salerno supera il 6% e Ravenna raggiunge l’1,5%. Sarebbero invece contenute le perdite dei sistemi portuali di Genova-Savona, Napoli e Trieste.
Per gli scali adriatici lo scenario presenta maggiori incognite. La dipendenza dalla direttrice Suez-Adriatico li espone alle interruzioni e alle deviazioni dei collegamenti, ma restano opportunità nei traffici energetici, nei servizi regionali e nel trasporto di mezzi e merci su navi Ro-Ro.
In questo contesto, Bari potrebbe beneficiare della propria specializzazione. Il porto pugliese opera soprattutto nei collegamenti merci e passeggeri con i Balcani, la Grecia e il Mediterraneo orientale, affiancati dalle rinfuse e dai traffici regionali. Una struttura che, secondo Uniontrasporti, lo rende relativamente protetto dagli effetti delle crisi di Hormuz e del Mar Rosso.
Se l’instabilità dovesse protrarsi, lo scalo barese potrebbe dunque diventare una tappa alternativa per alcune categorie di merci. Una prospettiva ancora condizionata dall’evoluzione delle crisi, ma che richiama l’attenzione sul ruolo di Bari nei collegamenti del Mediterraneo.
Fonte: ANSA Puglia, 22 settembre 2026. Rielaborazione giornalistica del testo fornito.



