Rinviato il giuramento per l’acquisizione della cittadinanza italiana di una donna marocchina a Cadoneghe, in provincia di Padova. La cerimonia è stata sospesa dal sindaco Marco Schiesaro, dopo che la donna, presentatasi in Comune per completare l’iter, non sarebbe riuscita a comprendere alcune domande formulate in italiano né a leggere autonomamente la formula prevista per il giuramento.
Il primo cittadino ha ritenuto necessario interrompere la procedura e chiedere ulteriori verifiche sulla conoscenza della lingua italiana, ritenuta un requisito previsto dalla normativa nei casi in cui è richiesto.
«La cittadinanza italiana è una cosa seria – ha dichiarato Schiesaro – come accade periodicamente, anche oggi (ieri, ndr) in municipio ho incontrato quattro persone per il giuramento previsto al termine del percorso per l’acquisizione della cittadinanza italiana. È sempre un momento importante ed emozionante. Diventare cittadini italiani significa entrare pienamente a far parte della nostra comunità, acquisendo diritti ma anche assumendosi doveri e responsabilità. Per far questo, la legge stabilisce requisiti precisi e, nei casi previsti, richiede anche un’adeguata conoscenza della lingua italiana. Oggi, però, per la prima volta durante il mio mandato, mi sono trovato davanti a una situazione che mi ha lasciato profondamente perplesso».
Secondo quanto riferito dal sindaco, la donna, una delle quattro persone convocate per il giuramento, non sarebbe stata in grado di rispondere alle domande più semplici in italiano e avrebbe avuto difficoltà anche nella lettura del verbale relativo alla cerimonia.
«Ho provato a rivolgerle alcune semplici domande del tipo “come ti chiami?”, “come stai?”, ma non è stata in grado di rispondere nulla perché evidentemente non capiva la lingua – prosegue Schiesaro – a quel punto il marito, presente al giuramento, ha cercato di rispondere al suo posto, ma naturalmente non ho accettato: chi presta giuramento deve essere personalmente consapevole e comprendere ciò che sta facendo.
Di fronte ad una situazione del genere ho ritenuto doveroso fermarmi e chiedere che vengano svolte tutte le verifiche necessarie. Non è una questione di provenienza e non è nemmeno una questione di essere più o meno accoglienti. È una questione di rispetto delle regole e del valore stesso della cittadinanza italiana».
Schiesaro ha quindi ribadito che l’acquisizione della cittadinanza non dovrebbe essere considerata un semplice passaggio burocratico, sottolineando l’importanza della conoscenza della lingua e della consapevolezza degli impegni collegati allo status di cittadino italiano.
«La cittadinanza non può essere considerata una semplice formalità burocratica. Significa appartenere a una comunità, conoscerne le regole, rispettarne le leggi e comprendere il significato dell’impegno che si sta assumendo davanti alla Repubblica. E soprattutto una soluzione c’è: imparare l’italiano e fare concretamente lo sforzo di integrarsi. Nessuno pretende la perfezione: si può sbagliare una parola, avere un accento diverso, incontrare delle difficoltà. Ma deve esserci almeno la volontà e lo sforzo di imparare la lingua del Paese di cui si chiede di diventare cittadini».
Il sindaco ha infine evidenziato il ruolo della conoscenza linguistica anche nella vita quotidiana e nei rapporti con le istituzioni.
«Per un cittadino straniero, conoscere l’italiano significa poter lavorare, costruire e tessere relazioni interpersonali, conoscere i propri diritti e i propri doveri, dialogare e interfacciarsi con le istituzioni e partecipare davvero alla vita della comunità. Integrare significa anche questo: fare la propria parte. Lo ribadisco: acquisire la cittadinanza italiana non è una mera formalità, ma è un traguardo importante e proprio per questo va rispettata, valorizzata e soprattutto va presa sul serio».
Lo riporta leggo.it.



