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MANFREDONI RIFIUTI Traffico illecito di rifiuti: Manfredonia sarà parte civile nel processo di Bari

Il Comune di Manfredonia ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale nato da un'indagine della Direzione distrettuale antimafia

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
22 Settembre 2026
Manfredonia // Politica //

Il Comune di Manfredonia ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale nato da un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Bari su presunti reati ambientali commessi tra il Foggiano, il Barese e la provincia di Barletta Andria Trani. La scelta è stata approvata all’unanimità dalla Giunta comunale con la deliberazione numero 207 del 18 settembre 2026. L’udienza preliminare è fissata per il 22 settembre davanti al giudice Giuseppe Ronzino del Tribunale di Bari.

Il procedimento, identificato dai numeri 7802 del 2022 del registro generale delle notizie di reato e 11253 del 2022 del registro del giudice per le indagini preliminari, coinvolge 27 persone fisiche e dieci persone giuridiche. Secondo quanto riportato nell’atto comunale, gli imputati sono accusati a vario titolo di condotte relative allo smaltimento di rifiuti in diverse aree della Puglia settentrionale. Si tratta di contestazioni che dovranno essere vagliate nelle sedi giudiziarie: la richiesta di rinvio a giudizio non equivale a una dichiarazione di colpevolezza e per tutti gli interessati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Il decreto di fissazione dell’udienza preliminare e la richiesta di rinvio a giudizio sono stati notificati al Comune il 6 agosto 2026. Manfredonia è indicata come persona offesa con riferimento al capo di imputazione numero 126. L’amministrazione sostiene che alcuni dei fatti contestati si sarebbero verificati anche nel territorio comunale e ritiene quindi necessario partecipare al processo per chiedere il ristoro degli eventuali danni subiti.

Nel provvedimento si parla di traffico illecito di rifiuti finalizzato, secondo l’impostazione accusatoria richiamata dalla Giunta, a ottenere un profitto attraverso i compensi percepiti per la gestione abusiva e il risparmio dei costi delle corrette procedure di trattamento e tracciamento. Il valore indicato è di 2 milioni e 380 mila euro. La cifra, tuttavia, descrive la quantificazione contenuta negli atti del procedimento e non una somma già riconosciuta al Comune o definitivamente accertata dal giudice.

La decisione di costituirsi parte civile riguarda tre possibili voci di pregiudizio. La prima è il danno ambientale collegato allo sversamento dei rifiuti. La seconda è il danno materiale necessario per ripristinare lo stato dei luoghi. La terza è il danno all’immagine dell’ente, che l’amministrazione collega alla condizione di degrado e al pregiudizio arrecato al territorio. La presenza del Comune nel processo consentirà di formulare e documentare queste richieste, sulle quali il giudice dovrà pronunciarsi nel rispetto degli esiti del procedimento penale.

La difesa è stata affidata all’avvocata Teresa Totaro dell’Avvocatura comunale. Il sindaco Domenico La Marca dovrà conferirle la procura speciale, passaggio necessario per formalizzare la costituzione di parte civile. La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile, una scelta coerente con la vicinanza dell’udienza preliminare. L’atto ha ricevuto il parere tecnico favorevole dell’Avvocatura comunale.

La costituzione permetterà al legale dell’ente di accedere agli atti utilizzabili, partecipare alle udienze e formulare le domande risarcitorie nei tempi processuali. L’eventuale quantificazione dovrà poggiare su elementi concreti: costi di ripristino, conseguenze ambientali e prova del pregiudizio all’immagine. I 2,38 milioni citati nella delibera descrivono invece il profitto o risparmio contestato agli imputati e non coincidono automaticamente con il risarcimento spettante a Manfredonia.

A cura di Michele Solatia.

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