Foggia
"Bisogna conoscere per capire. E denunciare, nelle sedi opportune"

Costa a Foggia “Studiare la normativa per la tutela dell’ambiente”

"Se vogliamo ridurre i rifiuti non possiamo dire alle aziende di soffrire, ma io mi sono permesso di pensare ad un credito di imposta"


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Foggia – Foggia – “Studiate la normativa per la tutela dell’ambiente. Bisogna conoscere per capire. E Denunciare, nelle sedi opportune. Anche perché solo così si potrà dare un’idea della situazione. E poi Costruire, cioè pensare di costruire qualcosa di importante per il futuro”. Questi i principi chiave su cui ha puntato l’attenzione il ministro per l’ambiente, Sergio Costa, ospite ieri 22 ottobre alla giornata dedicata alla campagna Plastic Free a cui ha aderito l’Università di Foggia, primo ateneo in Italia ad aver mostrato sensibilità verso una tale campagna ideata e lanciata proprio dal ministero per l’ambiente contro l’uso della plastica nelle varie attività quotidiane.

Presenti diverse autorità al convegno tenutosi nella sede della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Foggia, in via Arpi.

Tra queste il prefetto, Massimo Mariani, l’assessore della Regione Puglia con delega all’ambiente, Giovanni Francesco Stea, l’assessore all’ambiente del comune di Foggia, Francesco Morese, l’arcivescovo Vincenzo Pelvi.

A moderare l’incontro il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, Filippo Santigliano, che così ha dato inizio all’evento “L’edificio in cui si sta tenendo questa conferenza era un tempo un ospedale ed una maternità dove dunque molte vite erano partorite. Bene, oggi” le sue parole “questo luogo non ha perso in fondo la funzione di far nascere qualcosa perché qui vengono partorite idee culturali”. Ad accogliere e salutare per primo il ministro Costa, il rettore dell’Università di Foggia, Maurizio Ricci.

“Aderire alla campagna volta al superamento dell’uso della plastica” spiega il professore “trova fondamento nello stesso statuto dell’unifg nel quale si dice che fine dell’ateneo è quello di svolgere attività di formazione, ricerca, di valorizzazione dei risultati della ricerca, di sostegno all’attività locale contribuendo al progresso culturale, civile ed economico del paese. E proprio per questo motivo nel senato accademico abbiamo deciso di aderire a questa campagna”.

Il rettore poi ha aggiunto “Ognuno di noi può dare qualcosa di positivo e, siccome in questo momento sono rettore di questa università, sentivo che il fatto di aderire a tale campagna poteva essere un mio contributo personale ed un contributo collettivo di tutti i docenti, gli studenti ed il personale amministrativo insieme”.

Il tema dell’abolizione della plastica, come si evince dalle stesse parole di Ricci, è di rilevanza ormai mondiale.

Già nel 2015 erano partite iniziative mondiali volte ad inibire l’uso della plastica, nel 2017 la Cina ha bloccato l’importazione di 25 materiali tra cui la plastica. E, da docente di Diritto del Lavoro, Ricci ha inoltre sottolineato come, realizzare una politica ispirata alla green economy non può che costituire non solo linfa per una più sana qualità della vita, ma anche rappresentare un impulso alla creazione di nuovi posti lavoro.

“Se questi due aspetti non vengono correlati” commenta Ricci “si rischia di perdere un’occasione storica”. Saluti rivolti al ministro anche da due delle autorità presenti in sala.

L’ Assessore Regione Puglia con delega per la Qualità dell’Ambiente, Giovanni Francesco Stea, che ha sottolineato “In questo momento storico ognuno è chiamato a fare la sua parte ed è importante che i cittadini si rendano consapevoli del loro ruolo e siano coinvolti con una campagna che parta dalle scuole. La sensazione è che la soglia d’allarme per l’inquinamento sia stata superata da tempo ormai e sia necessario costruire una nuova cultura dei rifiuti, una diversa sensibilità ambientale. Non è un mondo senza plastica quello per cui dobbiamo batterci, ma un mondo senza plastica nei mari, nei fiumi, nei boschi: questo materiale non arriva lì da solo, ma dobbiamo ricordarci che qualcuno lo ha fatto arrivare in quei posti gestendo una cattiva politica delle leggi.
Indispensabile inoltre una pratica del riciclo dei rifiuti”. E l’ Assessore con delega all’Ambiente del comune di Foggia, Francesco Morese per il quale “Le denunce da parte di chi ha a cuore l’ambiente ci hanno fatto conoscere un drammatico inquinamento da parte della plastica. Questo processo non è irreversibile e deve essere ribaltato in tempi rapidi. La plastica non imbratta soltanto, ormai la respiriamo”.

La parola è quindi passata al ministro per l’ambiente.

Cadenza napoletana, discorso a braccio e appunti presi, durante i vari interventi, “con una penna fatta di canna di bambù ed inserti di plastica non estratta dal petrolio ma da polimeri del mais e del grano” come ha riferito Filippo Santigliano. “È importante che noi dell’Amministrazione tuteliamo l’ambiente, altrimenti come possiamo aspettarci che le generazioni future ne abbiano rispetto” spiega Costa “L’ambiente però non ha colore politico, non possiamo pensare che nostro figlio respiri aria inquinata a seconda che sia di destra o sinistra”.

E sorride poi Costa a proposito della sua cadenza napoletana così evidente. Riprende quindi deciso. “Plastic free è solo un veicolo per parlare della tutela dell’ambiente. Io ho una visione per cui l’Italia dovrebbe essere così tanto tutelata a livello ambientale da diventare come un grande parco. Rendiamoci conto che l’Italia è il primo paese al mondo per biodiversità. E forse pensavamo che fosse tale l’Amazzonia?”.

Possiamo seguire la green economy e creare nuovi posti di lavoro, sostiene quindi Costa a conferma di quanto affermato dal rettore Ricci.

“Se vogliamo ridurre i rifiuti non possiamo dire alle aziende di soffrire però, io mi sono permesso di pensare ad un credito di imposta, ossia un riconoscimento per loro, nell’ipotesi che riducano i rifiuti alla fonte. Il meccanismo della tutela ambientale passa per l’incoraggiamento e non per lo scoraggiamento. Non è la sanzione che incentiva la tutela ambientale, ma il favorire attività virtuose e il mettersi a fianco al produttore e non contro”. Importante anche il riciclo, che si accompagna alla raccolta differenziata, in cui i rifiuti diventano MPS, cioè materie prime seconde, da riutilizzare e non disperdere perché le aziende le richiedono.

Costa quindi ha evidenziato una serie di iniziative a livello di governo che stanno partendo e partiranno nei prossimi tempi
“1 gennaio 2019, i cotton fioc di plastica non si potranno più vendere ed è già norma dello stato. 1 gennaio 2020, le micro plastiche contenute negli esfolianti dei cosmetici non si potranno più vendere. 1 gennaio 2020, la norma salva mare (da votare ancora, ndr.) prevede che si tolgano le plastiche dal mare chiedendo aiuto ai pescatori. Oggi loro pescano grandi quantità di plastica che però allo stato attuale sono obbligati a rigettare in mare perché altrimenti i pescatori sarebbero degli illeciti gestori dei rifiuti. Io ho chiesto invece che i pescatori portino la plastica trovata in mare nell’isola ecologica dove attraccano e che poi gestirà tali rifiuti”.

Le soluzioni sono piccoli passi, dice ancora Costa. La tutela dell’ambiente secondo il ministro è fatta di piccoli passi. “Ed ecco perché sono venuto qui” afferma quindi “perché l’universita è un luogo di preparazione culturale delle nuove menti per piccoli passi”. Il convegno ha avuto un suo seguito con la presentazione di progetti realizzati dalle università di Roma e di Foggia e volti a contrastare gli effetti nocivi della plastica. Presenti a tal fine in qualità di relatori Maria Marino, docente dell’Università Roma 3 al dipartimento di Scienze; Carla Severini, docente del dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Foggia; Giovanni Messina, docente del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Università di Foggia.
Dibattito infine con gli studenti presenti in sala.

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A cura di Daniela Iannuzzi

Costa a Foggia “Studiare la normativa per la tutela dell’ambiente” ultima modifica: 2018-10-22T19:59:25+00:00 da Redazione



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