Nel frattempo si organizzò (9 dicembre) una manifestazione a Foggia per sensibilizzare i comuni limitrofi. Da piazza Cavour partì un corteo di oltre 700 persone fino in prefettura dove ci fu un altro incontro tra i delegati della Marcegaglia, i rappresentanti dell’Associazione culturale Giovani per l’Ambiente di Borgo Tressanti e alcuni sindaci, i tecnici della Provincia, l’Assessore Regionale Elena Gentile, le associazioni di categoria Cia, Coldiretti e Unione Agricoltori. Allora emerse un dato certo sul combustibile utilizzato dal gruppo Marcegaglia per la produzione di energia elettrica: l’80 per cento di Cdr (combustibile da rifiuti), il 20 per cento biomasse. “Finalmente fu chiaro a tutti che si sarebbero bruciati esclusivamente rifiuti”. In seguito si organizzarono altri incontri “ma senza esito”, perchè tanto il gruppo Marcegaglia quanto il comune di Manfredonia continuarono a sostenere la validità del progetto “senza neanche prendere in considerazione l’idea di installare l’impianto nella zona industriale sipontina”.
Dopo aver acquisito i documenti dell’impianto il sindaco di Cerignola , Matteo Valentino (eletto nelle precedenti comunali) avrebbe insistito per l’attivazione di un tavolo regionale o provinciale per aprire il confronto tra i territori interessati dalle emissioni della centrale. Agli inizi del 2007 in occasione della consegna delle chiavi della città da parte del comune di Cerignola al presidente Vendola, il gruppo giornalistico di Italiaterranostra incontrò il presidente Nichi Vendola, che avrebbe sostenuto che “la Regione non poteva sostenere un spesa di risarcimento danni così elevata, dato che la ditta aveva recepito i finanziamenti pubblici avuti con il contratto d’area nella zona industriale del comune di Manfredonia”. Nell’inchiesta fu coinvolto anche il dottor Stefano Montanari, scopritore, insieme alla moglie la dottoressa Antonietta Gatti, delle nano particelle, naturalmente prodotte dagli inceneritori e titolari della Nanodiagnostics, un’azienda di consulenze scientifiche nei settori della medicina, dell’industria e dell’ecologia, di Modena. Montanari avrebbe chiesto agli amministratori pugliesi, dopo una lunga analisi, di non costruire l’impianto in questione dato che avrebbe procurato “danni irreversibili all’ambiente e alle persone”. In seguito ci fu incontro a Bari con l’assessorato all’ecologia Michele Losappio. Il gruppo sostenitore dell’inchiestariuscì ad ottenere la valutazione di impatto ambientale sul nascente impianto di Borgo Tressanti , “dato che il progetto della centrale prevedeva una potenza termica di 48,8 megawatt termici ed era alimentata con almeno il 20 per cento di biomasse per tanto non soggetta alla valutazione di impatto ambientale”. Recentemente, il gruppo Marcegaglia avrebbe presentato n nuovo progetto per una centrale avente una potenza termica di circa 61megawatt termici alimentabile esclusivamente con 135 mila tonnellate di CDR prodotto nell’impianto posto a fianco della centrale, che nel frattempo è stato costruito. Con il tempo “le varie associazione di categoria si sono eclissate” abbandonando il problema, “insieme all’ex sindaco Valentino”, a causa delle “elezioni alla provincia di Foggia alle quali era candidato come presidente Paolo Campo (sindaco di Manfredonia)”. L’incontro di lunedì sera a Foggia, nella palestra di Borgo Tressanti mira pertanto a riprendere la questione, a continuare a valutare le future azioni da intraprendere per evitare la costruzione dell’inceneritore nel territorio foggiano.
Inchiesta Lannes ‘inceneritore di Borgo Tressanti’: lunedì incontro del gruppo
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