Cinema

Manfredonia,’I tre volti della paura’. Ovvero: “la rivincita dell’horror””


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conferenza ai celestini, da sx L.Starace, S.Simone, G.Lupi, E.Mattana

Manfredonia – “IL mio cinema è puro intrattenimento” Così definisce il suo lavoro Stefano Simone. In realtà c’è molto di più. Il 23enne regista sipontino, intervenendo in una serata dedicata al cinema horror italiano tenutasi ieri sera al Palazzo dei Celestini a Manfredonia moderata dal direttore del social network Cinemadonia Luigi Starace, parla del suo ultimo cortometraggio Cappuccetto Rosso, una favola gotica grondante sangue rivisitata dallo scrittore Gordiano Lupi e tradotta in sceneggiatura da Emanuele Mattana. E’ stata un’occasione, più unica che rara per la nostra provincia, per tracciare un rapido e pregnante viaggio sullo stato di un genere considerato a volte “minore” tra le categorie cinematografiche ma che invece ha sfornato autori immortali imitati e ammirati in tutto il mondo. “L’horror italiano è oggi più vivo che mai” spiega Gordiano Lupi “ha toccato il vertice negli anni ’60, ’70 e ’80 grazie a Mario Bava, Dario Argento, Lucio Fulci e tanti altri che, pur lavorando con scarsi mezzi, hanno raggiunto livelli altissimi grazie alla loro inventiva e artigianalità”. Negli anni ’60 si è assistito ad un mescolamento tra l’horror e il western, la commedia e il Peplum, come avviene ad esempio in “Maciste contro il Vampiro”(1961), di Giacomo Gentilomo. L’apporto degli autori italiani è stato determinante per tanti registi di fama internazionale come William Friedkin e Quentin Tarantino. A tale riguardo, fondamentale importanza è stata l’opera omnia di Lucio Fulci, citato più volte in Kill Bill 2, con “Paura nella città dei morti viventi”, nella sequenza della sepoltura e successiva “resurrezione” di Black Mamba ma soprattutto con “Quella villa accanto al cimitero” e “E tu vivrai nel terrore!” (conosciuto pure come L’aldilà), entrambi dell’81, che consacrano Fulci grande autore di genere. “Dopo un periodo di decadenza del horror italiano negli anni 90” aggiunge Lupi “il genere sta acquisendo nuova linfa grazie a giovani registi come Stefano Simone” Cappuccetto Rosso, spiega Stefano, è un atto d’amore verso i registi Mario Bava, Lucio Fulci e Joe D’amato dei quali è un assatanato cultore e ammiratore. Legati dalla stessa passione per lo splatter, conosce Emmanuele Martano, gestore del sito http://www.facebook.com/l/98fe5;www.sognihorror.it (nel quale convergono tutti i maestri del terrore compreso Dario Argento) e intraprendono insieme una proficua collaborazione. L’aspetto più sorprendente della serata è stato, per un genere spesso considerato ad appannaggio di teenager e affini, vedere una sala gremita di ultra cinquantenni che intervenivano entusiasti nel dibattito post proiezione e apprezzavano un opera molto più simbolica e sottile di quanto l’autore voglia ammettere. Segno che, se fatto bene, anche un segmento cinematografico “difficile” come l’horror non conosce limiti d’età e di tempo.

Manfredonia,’I tre volti della paura’. Ovvero: “la rivincita dell’horror”” ultima modifica: 2009-11-22T20:56:37+00:00 da Agostino del Vecchio



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