Cronaca

Morte bracciante ivoriano a Borgo Arpinova, il cordoglio della Flai Cgil


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stradarpinova

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Foggia – DOLORE dalle segreterie provinciali della Flai Cgil di Puglia e di Foggia per la drammatica fine del lavoratore ivoriano, deceduto all’interno di un casolare abbandonato nelle campagne di Foggia, molto probabilmente a causa del forte freddo e delle esalazioni di un improvvisato braciere. “Ci opponiamo alla logica per cui queste morti così atroci e assurde trovino spazio in una breve di cronaca e finiscano nel dimenticatoio in fretta”, commentano i segretari generali Giuseppe De Leonardis e Daniele Calamita. “E’ la coscienza di un’intera collettività che è chiamata in causa, e non possiamo far finta di nulla. I lavoratori migranti non possono trovare titoli a sei colonne sui giornali e spazio nei tg televisivi solo quando sono autori di qualche reato. Questi sono i frutti avvelenati di una campagna che da anni le destre hanno costruito sulla paura del diverso, per distrarre da priorità che chiamano in causa precise responsabilità del Governo, incapace di dare risposte concrete alla crisi che colpisce le famiglie italiane, soprattutto nel Sud Italia”. “Mettere l’uno contro gli altri i lavoratori, gli italiani contro gli stranieri, con provvedimenti legislativi vessatori e razzisti, ridurre un complesso fenomeno sociale a problema di ordine pubblico, maschera la vera natura delle cose – sottolinea la FLAI -. E cioè che lavoratori come il giovane ivoriano deceduto contribuiscono alla crescita economica del nostro Paese, e una legge volutamente fallimentare come la Bossi-Fini ne costringe a migliaia alla clandestinità, impossibilitati così dall’esigere diritti e abbandonati allo sfruttamento di datori di lavoro senza scrupoli. Questa è la sola verità: non estendere le tutele è un modo per abbandonare al ricatto migliaia di cittadini migranti, che finiscono per alimentare la ricchezza dell’economia illegale”. A tutto questo si somma la criticità dell’accoglienza, “in una regione che pure s’è sforzata di assumere iniziative meritorie in tal senso. Ma non basta se non cambia lo scenario culturale in primis e legislativo a livello nazionale. I numerosi casolari occupati nell’agro foggiano con soluzioni di fortuna da migliaia di braccianti sono una realtà nota a tutti e che abbiamo ancora una volta denunciato quest’estate durante la campagna Oro Rosso promossa dalla Flai, con l’assenza totale di tutte le istituzioni del territorio. E se le istituzioni preposte ad intervenire chiudono gli occhi di fronte a tale dato di fatto, le tragiche morti come quella del bracciante ivoriano sono una naturale conseguenza”. La Flai di Puglia e di Capitanata rilanciano la richiesta di piena attuazione della legge regionale contro il lavoro nero, che prevedendo indici di congruità previene in partenza la possibilità di ricorrere a prestazioni irregolari e permette di mappare la presenza dei lavoratori al fine di costruire condizioni di accoglienza dignitose. Chiede inoltre a tutte le istituzioni e alle organizzazioni politiche e sociali di non tacere il proprio sdegno di fronte a fatti come quelli di Arpinova, e attivarsi in ogni sede perché agli uomini e alle donne che scelgono di venire a lavorare onestamente nella nostra terra siano assicurati tutti i diritti di cittadinanza, senza distinzione di provenienza o colore della pelle”. La Flai di Puglia e di Foggia è disponibile a contribuire alle spese per il rimpatrio della salma al fine di dare una sepoltura degna a chi ha avuto la sfortuna di non avere avuto – non per propria scelta – una vita e una morte altrettanto dignitosa.

Morte bracciante ivoriano a Borgo Arpinova, il cordoglio della Flai Cgil ultima modifica: 2009-12-22T15:45:12+00:00 da Girolamo Romussi



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