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Follia Foggia, regalati un tempo e tre punti anche al Foligno


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L'esultanza di Insigne allo Zaccheria (image: Roberto Moretto - Sudsport)

Foligno – Ancora una volta, ha scelto di fare tutto da sé il Foggia. Nel gelo di Foligno e su un campo che ha penalizzato la classe dei rossoneri, i ragazzi di Zeman hanno regalato tutto un tempo alla compagine quart’ultima in classifica ed a secco di vittorie tra le mura amiche dal lontano 5 settembre scorso (2 a 0 sul Viareggio). E, in gentile allegato ad esso, i tre punti.
Perde il Foggia, per la quarta volta in altrettante gare distante dallo Zaccheria. Perde e lo fa nel peggiore dei modi. Illudendo e poi facendosi trafiggere.
La partita in terra umbra, pure, si era messa un gran bene per i rossoneri. Il 4-3-3 zemaniano, con Insigne libero di spaziare sul fronte d’attacco e di scambiarsi di posizione con un pimpante Laribi, aveva imbrigliato uno spaesato Foligno. La squadra allenata da Federico Giunti, nel corso dell’intera prima frazione di gioco, è stata vessata letteralmente da un Foggia martellante. Con la sola eccezione di Giacomelli, scorazzante sulla fascia di competenza di Caccetta, la compagine umbra non è mai riuscita a prendere le contromisure soprattutto sullo scatenato Insigne. Ed è proprio lui a portare avanti il Foggia alla mezzora. Laribi fa l’Insigne e galoppa sulla sinistra, salta avversari come birilli e serve al centro un rasoterra che Insigne, in versione Sau, non deve far altro che depositare allo spalle di un incolpevole Rossini. Uno a zero e palla al centro. Prima del gol, Diego Farias aveva avuto due buone occasioni. La prima, al minuto numero 8, sventata da un grande intervento dell’estremo umbro. La seconda, sei minuti prima del vantaggio, sparata a lato da buona posizione.
Lo svantaggio ammutolisce il Fologno. Ed i satanelli ne approfittano. Al 40’ ci vuole un Rossini in formato super per neutralizzare il tocco sotto di Sau. Un minuto dopo, è ancora il bomber sardo ex Manfredonia ad andare vicino al raddoppio. Ma, su servizio di Laribi, spara alto. È, questo, l’interruttore che spegne le folate foggiane. Prima dell’intervallo, prima Rigione e poi Romagnoli salvano la porta di santarelli dalla capitolazione.
Nella ripresa, in campo scende un altro Foligno. Ed anche un altro Foggia. Manco venti minuti e lo chef in maglia rossonera serve sul piatto della giornata la frittata “alla Foligno”. Al 12’ Caccetta regala sciaguratamente palla al solito Giacomelli. Incursione del numero undici in maglia blu nella zona di rigore foggiana, da cui scaturisce un corner. Fedeli si traveste da contraerea e fa 1 a 1, colpendo due volte davanti ad un insicuro Santarelli senza che nessuno spazzi l’area. Quattro giri di lancette e l’arbitro Gavillucci di Latina dona al “Blasone” un penalty inesistente. Sciaudone prova ad entrare in area. Salamon lo ferma toccando il pallone ed il trequartista umbro va giù. Rigore che lo stesso Scaudone realizza.
Il gol cala sui rossoneri come una mannaia. Il gioco si spezza, i reparti si allontanano creando una frattura. Il Foligno si chiude, favorito da un Foggia ormai incapace di produrre una sola azione di pericolo, e cerca le ripartenze. Bisognerà attendere il 34’ per vedere una nuova incursione verso l’area blu, quando – manco a dirlo – Insigne mette al centro per Sau che viene anticipato di un respiro dal diretto avversario. È l’ultimo canto di un cigno imbruttito dal campo e dal freddo ma che ci mette del suo, se sceglie, volontariamente, di nuotare nell’acido.

REAZIONI. Morale ovviamente a mille nello spogliatoio umbro. Federico Giunti “Il primo tempo si è giocato sulle grandi ripartenze del Foggia: ne hanno fatte alemno tre di pregevole fattura. Noi abbiamo contrattaccato e abbiamo creato qualcosa. E´ chiaro che chiudere il primo tempo sotto di un gol è brutto e credo che per la vittoria si debba dare merito ai ragazzi che non si sono disuniti. Siamo stati bravi e fortunati a trovare gli episodi che hanno cambiato l´esito della gara. Il Foggia? Davvero una bella squadra: ha una fase offensiva da fare invidia a chiunque. Anche per questo faccio un plauso alla linea difensiva del Foligno, che oggi si è comportata bene. Ci interessavano i tre punti perchè son quelli che fanno morale e muovono la classifica. Zeman? E´ un´icona del calcio”.
Ammette i limiti, Lorenzo Insigne: “nel primo tempo abbiamo fatto bene, mentre nella ripresa non abbiamo messo la stessa determinazione per vincere la partita. Evidentemente siamo rientrati in campo pensando d´aver già vinto, dimenticandoci che ci sono anche gli avversari. La classifica? Non la guardiamo, giochiamo domenica dopo domenica e poi all´ultima giornata tiriamo le somme”
Normale rammarico anche per Mister Zeman, che accusa la squadra di eccessivo individualismo: “Nel primo tempo abbiamo fatto meglio sul piano organizzativo. Poi nel secondo tempo abbiamo perso le misure, abbiamo giocato forse troppo individualmente e non siamo riusciti a chiudere”.

TABELLINI. FOLIGNO CALCIO (4-3-1-2): Rossini, Iacoponi, Merli Sala, Bassoli; Castellazzi, Cusaro, Fondi, Sciaudone (74´ Coresi); La Mantia (46´ Fedeli); Cavagna, Giacomelli. A disp. Zandrini, Gregori, Fiorucci, Menchinella, Fedeli, Tomassini. All. Federico Giunti.
U.S. FOGGIA (4-3-3): Santarelli, Caccetta (72´ Palermo), Rigione, Romagnoli, Regini; Kone, Salamon, Laribi; Farias, Sau, Insigne. A disp. Ivanov, Iozzia, Burrai, Agostinone, Varga, Agodirin. All. Zdenek Zeman.
ARBITRO: Claudio Gavillucci di Latina
MARCATORI: 29´ Sau (FG); 58´ Fedeli (Fol), 62´ Sciaudone (Fol) rig.
AMMONITI: Farias, Laribi (FG)
NOTE: Spettatori 1203 (un centinaio provenienti da Foggia). Angoli 7-7. Recupero 2´ pt; 3´ st.

LE PAGELLE. Santarelli 5.5. Sul gol del pareggio umbro si lascia sfuggire il primo – innocuo – colpo di testa di Fedeli (che, poi, lo stesso Fedeli ribadisce in rete). Si avventura per tutta la partita in una serie di dribbling che manco fosse Lio Messi. Perlomeno, a differenza del suo compagno Caccetta, gli riescono. Ma dovrebbe fare il portiere. Un diktat: non rilanciare mai più servendo Caccetta. Minacciato
Caccetta 2. Sempre meno giocatore e sempre più ameba. Della sua partita non si ricorda una cosa positiva. Sbaglia ogni passaggio, non spinge e quando prova a difendere viene saltato con categorica puntualità. Giacomelli in stato di grazia, ma lui non lo becca mai. Delle due l’una: o Zeman lo getta in panchina oppure lo relega in tribuna. Democratici (noi)
Regini 5.5. Per tutto il primo tempo fa capire al suo compagno schierato a destra come si gioca da terzino. Un pendolo che è dappertutto. Avanti, dietro, cross, contenimento. Giunti comprende che i pericoli possono partire dalle sue zone e sposta Giacomelli. Da quel momento in poi, Vasco non spadroneggia più. Soffre in marcatura ed in contenimento. Nel marasma generale, almeno c’ha provato. Passabile
Salamon 5. Benedetto figliolo, quando capirai che l’ingenuità, nel calcio, porta sempre a cattive azioni? Abbocca come una triglia al giochetto di Sciaudone. Lui tocca l palla e, plof!, l’umbro cade giù in area. In superiorità numerica poteva evitare lo svarione. Peccato, perché nel primo tempo era stato fra i migliori. Dopo il fallo da rigore, si eclissa. Immaturo
Romagnoli 6. Il capitano è come un radar. Appena nella sua visuale compare un pallone, lui vi si getta per intercettarlo. Diligente nelle chiusure, ottimo in fase di fuorigioco. Ma ancora due gol sul groppone; troppi per un Foggia che vuole sognare. C’è.
Rigione 6.5. Da urlo alcuni suoi interventi. Con Romagnoli forma una coppia centrale di prospettiva. Non fosse per le distrazioni collettive e per l’età in fiore, forse oggi Santarelli ed Ivanov starebbero contando meno gol in passivo. Ma santoddio, fintanto che a destra resta un pertugio fissamente aperto, inutile lamentarsi. Diligente
Farias 5.5. Un buon primo tempo. In due circostanze va vicino al vantaggio. Ha il merito di farsi trovare, ma il demerito, questa volta, di non finalizzare occasioni abbastanza agevoli. Si perde nel naufragio generale dei secondi quarantacinque minuti. Titanic
Kone 5.5. Avevamo chiesto di non riattivare la moviola. Ed invece i suoi movimenti, rispetto alla vittoria di domenica scorsa contro il Lanciano, sono tornati goffi e macchinosi. Ha un buon piede e prova sfruttare quello. Cacciato Caccetta, va a fare il quarto di difesa, a destra. Ma un terzino deve essere rapido di pensiero e di azione. E lui non lo è. Si sacrifica e questo è un dato. Martire
Sau 5. Non brilla neanche nel primo tempo, quando il Foggia gioca in velocità sottomettendo il Foligno. Sbaglia un gol in penetrazione, solo di fronte a Rossini ed entra poco nei taccuini dei cronisti presenti nel Polo del “Blasone”. Ad un soffio dalla conclusione potrebbe salvare almeno la faccia al Foggia. Ma il cross di Insigne a lui diretto viene intercettato appena un attimo prima dell’impatto. Si rifarà
Laribi 6.5. Uno dei migliori in campo. Lui ed Insigne, nel corso del primo tempo, fanno letteralmente andare in tilt la difesa di casa. Danno colpi di piccone al muro erto dal Foligno fintanto che, alla fine, non crolla. Serve l’assist del momentaneo vantaggio rossonero. È in forma. Gioiello
IL MIGLIORE: Insigne 7. Stesso discorso già fatto per Laribi. Nel primo tempo lo trovi ovunque. È il Casini dell’attacco dauno. Destra, sinistra, centro. Si scambia con Laribi e non dà riferimenti ai marcatori del Foligno. Mette dentro da opportunista. È l’ultimo ad arrendersi e quasi quasi riesce anche a servire a Sau il pallone del pareggio proprio in dirittura d’arrivo. Per ora si accontenta di superarlo in classifica cannonieri. Meraviglioso
Zeman 4. Adesso basta. Va bene l’emergenza, ma se ogni domenica bisogna giocare con un uomo in meno (due, considerando che Caccetta fa meno uno per il Foggia e più uno per gli avversari), tanto vale non metterlo nemmeno in campo, quell’uomo. Almeno sta lontano dai guai. Attinga alla primavera, piuttosto. Lì, uno meglio di quel che c’è, sicuramente lo trova. Testardo

Follia Foggia, regalati un tempo e tre punti anche al Foligno ultima modifica: 2011-01-23T19:44:05+00:00 da Redazione



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