Capitanata

Foggia, momento verità. Raphael Rossi gestirà emergenza rifiuti (VIDEO)


Di:

Da sinistra, Mongelli, Vendola e Raphael Rossi (st)

Foggia – Il profilo tracciato da Gianni Mongelli è di un “uomo abituato a mettere mano per risolvere”. Raphael Rossi, con una mossa a sorpresa, diventa il “diretto responsabile per conto dell’amministrazione della situazione dei rifiuti a Foggia”. Prende corpo, a partire da questo 23 gennaio destinato a divenire una delle date storiche della città capoluogo della Capitanata, il nuovo corso dell’amministrazione Mongelli in tema di spazzatura. E si parte da un uomo che ha fatto epoca. Rossi (ex dirigente Asia a Napoli, ndR) è colui che ha portato a Scampia il porta a porta (circa 70% il tasso di differenziata, oggi, nel quartiere più problematico di Napoli). Le trattative, silenziose, andavano avanti da svariati mesi, sull’asse Foggia-Bari-Napoli.

Ruolo ancora da definire. Mongelli: “Strade aperte”. Le sue mansioni non sono ancora perfettamente definite. Certo è che si farà di tutto per coinvolgerlo nella riorganizzazione dell’Amica. O di quello che sarà. Mongelli, che lo ha presentato, insieme con il Governatore Nichi Vendola, in coda all’inaugurazione della casa dello studente “Marina Mazzei”, non si nasconde. “Al momento sono aperte tutte le strade” risponde a chi gli chiede se il tecnico piemontese entrerà tra i vertici della società prossima ventura. Occorre dare tempo al tempo, aspettare che la pratica faccia il suo corso. Ma, quel che più preme il numero uno di Palazzo di Città è, in questo momento, fare in modo che non siano i cittadini a scontare, con una nuova emergenza rifiuti (ne parliamo a parte), a pagare il default della municipalizzata di Corso del Mezzogiorno. “Raphael – gioisce Mongelli – al di là del nome, è un amico. Un amico che ci viene a dare una mano per la sua capacità tecnica. Un amico che ci viene a dare una mano per la sua esperienza. Un amico che ci viene a dare una mano per aver attuato il porta a porta a Scampia”. Qui il salto in avanti del sindaco è evidente. “Dobbiamo farlo anche noi”. Non è la prima volta che Mongelli ne parla. Già nello scorso luglio, aveva promesso, entro dicembre 2011, l’attivazione del sistema, poi naufragato per evidenti motivi.

Mongelli ha anche in qualche modo risposto alle tante polemiche circolate, specie via web, in questi giorni. Discettazioni che, tra il serio e il faceto, gli appuntavano in corpo i poco onorevoli galloni del fallimento di Amica. “Non vogliamo far fallire l’azienda – sbotta – Piuttosto, risolvere i problemi alzando il livello della qualità”. Nel frattempo, è stata concordata la copertura per l’esercizio finanziario provvisorio dell’azienda (all’incirca sei milioni di euro).

Nichi Vendola. “Un punto di riferimento per la costruzione di un moderno ciclo di rifiuti”. Parola di Nichi. Per il Governatore della Regione l’approdo di Rossi a Foggia è un momento campale. Ricorda che “Report, la trasmissione di Milena Gabbanelli, l’ha eletto uomo dell’anno”. Meritoria, in particolare, la sua denuncia di un sistema di ampia corruttela circolante nel sistema di gestione dei rifiuti. Lui che, a Torino, ha rifiutato una tangente di circa 4 milioni di euro e sposato alla Procura il fatto. “Oggi – lo esalta Vendola tra abbracci, sorrisi e pacche sulle spalle – lo possiamo considerare un testimone di giustizia”. E’ grazie a lui, continua il titolare di Lungomare Nazario Sauro che “la monnezza non è più il testimonial del degrado di Napoli”. Il plauso, Vendola lo estende anche a Mongelli. “Ha avuto un’ottima idea. Se ha risolto i problemi a Napoli non vedo perché non possa farlo anche a Foggia”.

Rossi: “Con calma”. Lui, però, che il Presidente ha definito come “uomo della legalità”, corteggiato e coccolato, ci va cauto. A taccuini e telecamere confessa di conoscere la difficoltà della situazione ma, nel contempo, di essere fiducioso. “Ho notato che la situazione è difficile, ma non è irrisolvibile”. Poche parole. Prima, serve prendere confidenza con la città e familiarità con carte e procedimenti. Poi si potranno tirare le somme. In tutti i casi, si parte dalla differenziata.

Raffaele Piemontese. “La nomina di un manager di così grande e importante esperienza nel settore della gestione dei rifiuti può essere un’opportunità anche per la curatela fallimentare di Amica SpA, con cui è altrettanto opportuno stabilire un clima di serena collaborazione nell’interesse della città e dei lavoratori”. E’ il commento espresso, in una nota, da Raffaele Piemontese, presidente del Consiglio comunale, alla notizia dell’accordo di collaborazione tra l’Amministrazione comunale e Raphael Rossi. “Gli eccellenti risultati ottenuti a Torino e a Napoli non lasciano spazi a dubbi sulla competenza e la passione, anche civica, con cui affronta sfide difficili come quella che gli è stata proposta dal sindaco e dal presidente della Regione Puglia – continua Piemontese – La sua presenza al nostro fianco, inoltre, testimonia la maturità politica con cui è stato finalmente affrontato uno dei nodi più intricati di questa esperienza amministrativa. Nessuno si attende miracoli da Raphael Rossi, ma tanto i cittadini che i lavoratori di Amica SpA possono contare sull’apporto di una professionalità di altissimo livello, capace di affrontare e risolvere ben altre emergenze in ancor più difficili contesti. Con la sua immediata disponibilità – conclude il presidente del Consiglio comunale – ha rilanciato la sfida nel nostro campo, imponendo tanto all’Amministrazione comunale che all’azienda atteggiamenti e comportamenti all’altezza della situazione vissuta”

La nota del Che GUevara, Prc Foggia. “Diamo il benvenuto a Foggia Raphael Rossi ed esprimiamo la nostra soddisfazione al sindaco Gianni Mongelli per aver accolto la nostra richiesta di farsi assistere per la gestione del periodo difficile che, dopo la dichiarazione di fallimento, sta attraversando l’azienda AMICA. E’ un primo grande passo per la soluzione dei problemi della nostra città, per la prima volta, dopo oltre quindici anni, si occuperà dell’azienda una persona capace e che ha dimostrato di saper resistere, e denunciare, alla corruzione. Ora l’azione dell’amministrazione comunale potrà affrontare con più serenità il periodo che ci separa dalla sentenza d’appello dando la certezza, alla città e ai dipendenti, che comunque vada ci sarà sempre un’azienda comunale per la raccolta e il trattamento dei rifiuti. Siamo fiduciosi perché il sindaco ha dato mandato pieno a Raphael Rossi affinché, anche a Foggia, si possa avviare la raccolta differenziata e che questa sia estesa a tutta la città entro la fine del suo mandato, come più volte promesso.
Confidiamo nel senso di responsabilità dei lavoratori affinché non si instauri un clima di ostilità preconcetta nei confronti del nuovo incaricato sicuri che sarà fatto tutto il possibile per garantire i lavoratori ai quali chiediamo di farsi parte attiva nel far emergere le responsabilità di chi ha malgovernato AMICA in questi anni. Chiediamo ai partiti che sostengo il sindaco Gianni Mongelli di farsi anche loro parte attiva affinché non si abbiano colpi di coda della partitocrazia che ha condizionato la gestione di AMICA durante le amministrazioni Agostinacchio e Ciliberti, perché ad AMICA non sono mancati né i mezzi né i finanziamenti, mancavano le idee su come ben gestire l’azienda. Invitando i nostri concittadini a denunciare il malaffare che permeato la politica, chiediamo loro di sostenere l’amministrazione comunale in questa nuova fase, di rinnovamento e rilancio, che comincia oggi e che proseguirà con la nomina della nuova Giunta Comunale in cui chiediamo siano incluse, come promesso, le migliori risorse che la nostra città ha”


Il curriculum. Nato nel 1974, doppia nazionalità, italiana e francese. Inizia il suo percorso professionale dopo la laurea scegliendo di lavorare all’inizio degli anni 2000 per sviluppare le raccolte differenziate collaborando con Achabgroup e con Sintesi, due società venete che nel loro territorio avevano già supportato tecnicamente e comunicativamente i comuni nelle raccolte differenziate porta a porta, quelle che garantiscono i risultati migliori. Per questo motivo nel 2002 è tra i tecnici che collaborano all’avvio dei primi comuni in Provincia di Torino che attiveranno le raccolte differenziate PaP (Porta a porta), con risultati eccellenti. I primi comuni in cui viene attivata la raccolta porta a porta sono Rosta (65% di RD) e Volpiano (59% di RD) ma poi anche Pianezza, San Mauro torinese, Ciriè, il Consorzio CO.VA.R.14 (Torino sud: per i comuni di Trofarello, Orbassano, Vinovo, Rivalta, Villastellone) e moltissimi altri tra cui la città di Asti.

La crescita continua delle attività rende possibile lo spin off di una nuova società; AchabPiemonte che conta una decina di dipendenti e collaboratori. Raphael Rossi ne è direttore. Nel 2004 le forze della sinistra e gli ambientalisti concordano con l’amministrazione della Città di Torino di inserire nel programma elettorale l’estensione a tutta la città del sistema di raccolta porta a porta. Si trattava di una sfida assolutamente inedita, che molti, nella stessa azienda dei rifiuti di Torino, dicevano impossibile da realizzare.

La prospettiva di attivare la raccolta differenziata PaP sulla città incontra fiere resistenze da più parti, anche nell’Amiat di Torino, dove i progetti in questa direzione hanno dato fino a quel momento risultati modesti. Nella scelta dei consiglieri di amministrazione dell’Amiat (Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino), la sinistra e Rifondazione Comunista propongono al sindaco Chiamparino il nome di Raphael Rossi che oltre ad essere orientato a sinistra, è anche un tecnico nella materia. Raphael Rossi viene nominato nel CDA Amiat e si adopera da subito ad avviare le raccolte PaP sulla città. Poco tempo dopo, per non incorrere nemmeno in modo ipotetico in conflitti di interesse si dimette dal suo incarico precedente e viene chiamato a lavorare per la Scuola Agraria del Parco di Monza, un ente di ricerca in materia di compostaggio e raccolte differenziate. In veste di tecnico di tale ente lavora alla progettazione del sistema di raccolta PaP su molte città tra cui Bari e molte province tra cui Varese, Roma etc.
Nel 2006 fonda con alcuni colleghi una società di ingegneria la ESPER – Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti, con la quale viene chiamato alla contribuire all’avvio del PaP di grandi città come Roma, Trento, Bari e poi, nell’epicentro dell’emergenza rifiuti anche a Napoli.

Nel 2007 viene rinominato nel Cda Amiat e ne diviene vicepresidente proseguendo gli sforzi di estensione delle raccolte differenziate porta a porta che stanno producendo risultati inediti per una grande città italiana, quando nel 2010 scade il suo secondo mandato, l’Amiat ha coperto 410.000 abitati con servizi di raccolta PaP arrivando su questa parte di città al 60%di RD. Nel suo campo, la gestione integrata dei rifiuti e in particolare le raccolte differenziate PaP ha tenuto numerosissime docenze e seminari di studio per enti universitari, di ricerca e formazione cosi come ha pubblicato numerosi articoli tecnici e saggi di approfondimento. Il 16 giugno 2011, riceve l’incarico dal nuovo sindaco di Napoli Luigi De Magistris per guidare l’azienda della città che si occupa della raccolta rifiuti, l’Asia Napoli Spa. (www.asianapoli.it). Ne diventa Presidente e amministratore.

Alla fine di giugno 2011 si dimette dal proprio ruolo in Esper, la società che aveva costituito sei anni prima e cede le proprie quote societarie ai colleghi rimasti.

p.ferrante@statoquotidiano.it
riproduzione riservata


VIDEO-PRESENTAZIONE/INTERVISTA


Foggia, momento verità. Raphael Rossi gestirà emergenza rifiuti (VIDEO) ultima modifica: 2012-01-23T16:56:30+00:00 da Redazione



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Commenti


  • OMA

    C’è un refuso giornalistico la tangente gli è stata proposta a Torino non a Napoli.
    Prego correggere immediatamente


  • Redazione

    Refuso corretto… Mi scuso personalmente per aver scritto, per giunta, una cosa ampiamente risaputa portando un piccolo grande errore.
    P.F.


  • avv. Eugenio Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Scivolare sugli “escrementi” del cavallo, presenti sul manto stradale, non costituisce fonte di responsabilità per la Pubblica Amministrazione, proprietaria della strada!

    L’ente proprietario della strada, soggetta all’uso in generale della collettività, risponde ai sensi dell’art. 2043 del codice civile ( responsabilità extra contrattuale) , e non dell’art. 2051 c.c. ( responsabilità da cose in custodia), dei danni causati dal manto stradale anche nella circostanza di fatto relativa alla “scivolata a terra” di un ciclomotore, caduto al suolo a causa della presenza di escrementi di cavallo su una strada del centro della città.

    Lo ha deciso il Tribunale di Bari , affermando che “…nel caso di caduta da ciclomotore, a causa di fondo stradale reso scivoloso per la presenza di escrementi di cavallo, il Comune, tenuto alla custodia delle strade, non può essere ritenuto responsabile, posto che il volume e la visibilità degli escrementi, sarebbero stati evitabili se il conducente del ciclomotore avesse usato la necessaria prudenza, in considerazione anche del luogo centrale nel quale l’incidente è avvenuto.”

    L’originale sentenza ha riguardato una fattispecie ,ormai, in via di estinzione, soprattutto nei piccoli e medi “centri abitati” , nei quali la presenza dei tradizionali “calessi”, “carrozze” e “carretti” ,trainati da cavalli, è andata sempre più “diradandosi” , sino a scomparire del tutto in alcune città come Foggia. Laddove permane tale “convivenza” con il sempre più caotico traffico urbano, è possibile che si verifichino “fattispecie” come quella oggetto di valutazione e giudizio da parte del Tribunale barese.

    Il Tribunale di Bari era stato investito della controversia giuridica ,insorta con il Comune, da un giovane “scooterista” , che chiedeva la condanna della P.A. barese al risarcimento dei danni, biologici e patrimoniali sofferti a seguito del sinistro stradale occorsogli, pressocchè in pieno centro, “scivolando a terra” con il proprio ciclomotore, a causa della presenza di una notevole quantità di sterco di cavallo per alcuni metri del manto stradale comunale.
    Il Comune di Bari, convenuto in giudizio, si era difeso sostenendo l’inapplicabilità dell’art. 2051 del codice civile e l’insussistenza dei presupposti di invisibilità ed imprevedibilità della situazione di pericolo richiesti ai fini dell’applicazione dell’art. 2043 c.c.

    Ed il Tribunale di Bari ha respinto il ricorso del “giovane centauro” affermando , in sentenza , che “..il comune non è responsabile, nemmeno a titolo di colpa, dei danni subiti dal conducente di un ciclomotore, scivolato su una strada urbana, a causa della presenza di escrementi di cavallo, in quanto si trattava di ostacolo visibile (perché voluminoso, in rilievo e di colore presumibilmente diverso rispetto alla pavimentazione) ed evitabile se la vittima avesse usato la normale prudenza alla guida (perché non occupava l’intera carreggiata ed era ubicato in una zona centrale frequentata ,altresì, da pedoni.)

    Il magistrato barese ha ,poi, evidenziato che “… non sussiste una situazione di pericolo occulto e, pertanto, deve escludersi la responsabilità della p.a. , ai sensi dell’ art. 2043 del codice civile, nel caso di sinistro occorso a conducente di ciclomotore che, percorrendo una strada pubblica aperta all’uso generale della collettività, sia scivolato a causa di una notevole quantità di sterco di cavallo, qualora il pericolo fosse perfettamente visibile e quindi evitabile data la buona visibilità della strada e la voluminosità degli escrementi. E’ , infatti, giurisprudenza prevalente e condivisibile che la responsabilità della P.A. , proprietaria di una strada pubblica, per danni subiti dall’utente della strada, trova fondamento nella norma primaria del “neminem laedere” ,ex art. 2043 c.c., in applicazione della quale essa è tenuta a far sì che il bene demaniale non presenti per l’utente una situazione di pericolo occulto, cioè non visibile e non prevedibile, che dia luogo al c.d. trabocchetto o insidia. L’applicazione dell’art. 2051 c.c., invocata dall’attrice in via alternativa all’art. 2043 c.c., è esclusa dalla giurisprudenza nelle ipotesi in cui sul bene di proprietà pubblica venga esercitato un uso generale e diretto da parte dei terzi e l’estensione dello stesso renda impossibile l’esercizio del controllo totale e continuo dello stesso da parte della P.A.” ( vedasi in analoga fattispecie sentenza del Tribunale Roma, sez. II, 15 febbraio 2005)

    In altri termini, il principio di autoresponsabilità (in base al quale l’utente non è meritevole di tutela risarcitoria nei casi in cui la situazione di “pericolo” era visibile ed evitabile) è incompatibile con la struttura normativa dell’art. 2051 c.c., che, come è noto, esonera il custode da responsabilità solo nel caso di fortuito e non, invece, nel caso in cui la “insidia” sia visibile ed evitabile. Al contrario, in presenza di una situazione di c.d. insidia o trabocchetto, invece, la responsabilità della p.a. si deve presumere fino a prova contraria, che deve essere offerta dalla P.A., di un continuo ed efficace controllo che valga ad impedire l’insorgere di situazioni di pericolo per l’utente.
    Foggia, 23 gennaio 2012 Avv. Eugenio Gargiulo

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