Cultura

Ricordando Mazzei, l’amarezza di S.Russo: “Tomba Medusa? Sotterriamo tutto” (vd)


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Saverio Russo (a destra) con don Michele De Paolis (pf, St)

Foggia – L’HANNO INTITOLATA a Marina Mazzei, la nuova residenza studentesca foggiana. Lei, una vita per l’archeologia, deceduta il 1° agosto 2004 a seguito di una malattia che l’ha consumata senza possibilità di reazione. Foggiana di nascita, romana di formazione, ha ricoperto incarichi di fondante rilevanza: Direttrice della Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, Direttrice Archeologo Coordinatore, Direttrice del Museo Nazionale di Manfredonia, referente della Sprintendenza nei rapporti con il Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. Nella sua carriera ha scavato a Mattinata, Siponto, Lucera. Il suo nome, però, è inevitabilmente legato alla vicenda di Arpi. Fu lei a rinvenire l’Ipogeo della Medusa. Fu lei a scavare, a lottare contro la burocrazia ed i tombaroli.

Il ricordo di Marina: “Sorriso e rigore etico”. L’Adisu l’ha ricordata con una struttura che ospiterà 99 ragazzi, dunque. L’ha ricordata davanti alle istituzioni, alle autorità. Agli Enti pubblici. L’ha celebrata proprio di fronte al marito, il docente di Storia Moderna della Facoltà di Lettere e Filosofia di Foggia, Saverio Russo. Della Mazzei, Russo ha ricordato il rigore scientifico e quello etico. Ha ricordato il sorriso che ne accompagnava la vita di tutti i giorni. Soprattutto, ha ricordato le imprese culturali. Meriti da medaglia al valore civile. Di fonte al Presidente Vendola, rivolgendosi a lui, ai parlamentari, ad assessori, un sindaco, un Presidente di Provincia, un Rettore, ha nettato l’urgenza di riprendere il lavoro che “Marina non ha potuto finire”.

“Non salirò più scale dei politici”. Il modernista rivanga, in particolare, la triste vicenda arpana. “Non voglio più essere costretto a scrivere a dirigenti, Soprintendenti, assessori; non voglio più salire scale di enti per ricordare che ci sono lavori che Marina non ha potuto finire. La vicenda emblematica e drammatica della Tomba della Medusa è una vicenda su cui non dovrei e non vorrei aggiungere altro, se non che si tratta di un intervento iniziato e lasciato incompiuto, sottoposto a degrado ed appannaggio, oggi, dei vandali”, ammonisce Russo con un tocco di Rabbia e due di sconforto. Basti ricordare, ad esempio, che nel 1984, dopo aver saccheggiato la “Tomba dei cavalieri, alcuni malavitosi, con un’escavatrice, demolirono il grande vestibolo, ornato da quattro colonne, portarono via il frontone con il rilievo della testa di Medusa e i capitelli, anch’essi decorati con figure. In quel caso, il carico fu scoperto (sulla strada di Napoli) e restituito.

“Sotterriamo tutto”. Russo rimpiange le ataviche lentezze burocratiche e la poca lungimiranza di funzionari che, nel tempo, “perdono la memoria” sullo stato dell’arte. E allora, è “più saggio sotterrare tutto, almeno così preserveremo questa tomba per le future generazioni”. Ammette di dirlo “con amarezza”. E con amarezza tira anche in ballo un altro vecchio progetto: quello che voleva fare di Arpi un parco Archeologico. “Nei cassetti della Soprintendenza – ricorda l’accademico – giace ancora il piano fattibilità del parco”. Dicendolo, si rivolge espressamente al presidente Vendola. Che annuisce senza troppa convinzione.

p.f.
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Ricordando Mazzei, l’amarezza di S.Russo: “Tomba Medusa? Sotterriamo tutto” (vd) ultima modifica: 2012-01-23T21:25:16+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Carmine Buonarota

    …anch’io come il Dott.Saverio Russo sono amareggiato di fronte a tanta indifferenza. Dobbiamo capire che il nostro patrimonio archeologico è da tutelare e valorizzare. Bisogna restituire prestigio culturale alla città di Foggia ormai violentata e deturpata dalla pubblica inefficenza.

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