Manfredonia

Bordo a Matteoli: “AP attiva per interessi”. Spinte per Bari, tappe della vicenda


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Il deputato del Pd, Michele Bordo

Il deputato del Pd, Michele Bordo

Manfredonia – COSI’ il sindaco Riccardi (Angelo), durante la campagna elettorale, così il deputato Bordo (Michele) nelle ultime ventiquattro ore. Obiettivo primario: la “soppressione totale dell’Autorità portuale di Manfredonia”. Questo per “favorire la costituzione dell’Ap del Levante” (pazza idea già del sindaco Campo), costituendo infatti l’Ap di Bari un “asset strategico per lo sviluppo del traffico di merci e della mobilità di persone verso l’area dei Balcani e il bacino Mediterraneo“.

RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA, LE RICHIESTE DI BORDO – “Soppressione dell’Autorità Portuale di Manfredonia’: questa dunque la richiesta avanzate dal deputato del PD, Michele Bordo, e rivolta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, con l’interrogazione depositata ieri in Parlamento, per “sollecitare l’intervento decisivo del Governo a fronte della pretestuosa e dannosa opposizione al decreto di liquidazione posta in essere dal Commissario e dal Commissario Aggiunto i quali percepiscono lauti compensi per guidare un Ente mai istituito”. L’atto ispettivo di Bordo intende “ricostruire il lungo e articolato percorso normativo che ha portato dapprima all’istituzione e, dopo meno di 4 anni, al decreto di messa in liquidazione per insufficienza dei volumi di traffico minimi previsti dalla legge istitutiva delle Autorità portuali”. Relazione su traffici merci e rendiconto finanziario Autorità Portuale di Manfredonia – sezione autonomie locali Corte dei Conti. “Un requisito che mancava già all’atto della sua istituzione – commenta Bordo – voluta dai parlamentari della destra esclusivamente per ragioni politiche e non certo per motivazioni di carattere economico”. Tant’è vero che il Commissario ed il Commissario aggiunto, la cui nomina e stata frutto esclusivamente della mediazione interna alla destra, sono “attivi e autorevoli esponenti locali del PdL”. Peraltro, il 4 marzo scorso, il TAR Sicilia – Sezione Prima ha respinto i ricorsi avverso la liquidazione e la soppressione dell’Autorità portuale di Trapani, anche questa decretata per la insufficienza dei volumi minimi di traffico, affermando che ‘sia ragionevole interpretare la norma nel senso che, per giustificare la permanenza dell’Autorità Portuale, è necessario che la media dei traffici del triennio non sia inferiore al limite ivi indicato’ e tale requisito è valutato quale ‘condizione indefettibile per il mantenimento dell’Autorità Portuale’. L’intervento del Governo è chiesto dal deputato del PD anche per garantire l’attuazione del “ben più fondato e strategico progetto di costituzione dell’Autorità portuale del Levante”, da realizzare attuando l’estensione della circoscrizione territoriale dell’Autorità portuale di Bari ai porti di Barletta, Manfredonia e Monopoli, come previsto dal decreto dello stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (n.187 del 19.11.2007). “E’ stata questa la scelta degli Enti locali e non la si può mettere in discussione per interessi politici di parte. Anche da questa innovativa soluzione dipende il rilancio del porto Alti fondali di Manfredonia – conclude Michele Bordo – infrastruttura decisiva per lo sviluppo dell’intero sistema produttivo provinciale”.

RIFORMA SISTEMA PORTUALE, IL 16 APRILE APPROVAZIONE DDL MATTEOLI – E’ stato approvato, lo scorso 16 aprile, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, nell’ultima seduta del Consiglio dei Ministri, uno schema di disegno di legge per la riforma del sistema portuale che, “considerato il significativo cambiamento della realtà di settore negli ultimi anni, assume che la vigente normativa in materia (legge n.84 del 1994 Legge 84/1994) non sia in grado di soddisfare le esigenze delle nuove sfide poste dall’economia globale”. Difatti, spiega il Governo, “il baricentro della produzione si è spostato verso i Paesi orientali: Cina, India e Giappone contribuiscono oggi in gran parte alla crescita del prodotto mondiale con traffici che in mare hanno l’unica via concretamente ed economicamente percorribile per far giungere le merci sui mercati”. Il disegno di legge, previsto da Matteoli, intende riformulare “la classificazione dei porti”, prevedendone i piani regolatori e “innovando la normativa in materia di Autorità portuali e marittime”, così intervendo sulla disciplina del lavoro temporaneo e sulla concessione di banchine ed aree, riconversione e riqualificazione di aree portuali. “Il disegno di legge verrà trasmesso alla Conferenza Stato Regioni per il parere”.

MATTEOLI: VERSO UNA MODERNIZZAZIONE DELL’ATTIVITA’ PORTUALE – Cinque i pilastri del ddl, come spiegato dal ministro Matteoli:la ridefinizione del ruolo delle Autorità portuali e del processo della loro governance e la previsione di funzioni tipicamente manageriali dei loro presidenti. “Grande attenzione” viene riservata inoltre al rapporto tra porto e territorio, tra porto e reti di accesso e quindi alle problematiche legate all’ultimo miglio. “Attenzione anche rispetto ai provvedimenti di semplificazione e razionalizzazione dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori generali dei porti, per il rilascio delle concessioni ai privati e di sdemanializzazione e per facilitare il dragaggio dei fondali”, dice Matteoli. Il disegno di legge prevede, inoltre, norme per stabilizzare il lavoro portuale e un riferimento certo, attraverso un Fondo per le infrastrutture già in vigore, per il rilancio degli investimenti nel comparto. Auspico – conclude Matteoli – che la Conferenza Stato-Regioni lo esamini rapidamente e che il Parlamento lo discuta altrettanto celermente”. Nel ddl è stata inserita una norma, concordata con il ministro del Turismo Michela Brambilla, che favorisce la realizzazione di nuovi pontili per la nautica da diporto (come di recente avvenuto a Manfredonia), che consentirà l’aumento del numero dei posti barca, a beneficio delle attività turistiche connesse.

ARTICOLO 6 TESTO – L’AP DI TRAPANI- Si legge nel testo del provvedimento approvato all’articolo 6 che regola le Autorità Portuali: “I porti di Ancona, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Civitavecchia, Genova, La Spezia, Livorno, Manfredonia, Marina di Carrara, Messina, Gioia Tauro, Napoli, Palermo, Ravenna, Savona, Taranto, Trapani, Trieste, Venezia, Salerno, Augusta, Olbia-Golfo Aranci e Piombino sono amministrati dalla autorità portuale, che svolge i seguenti compiti in conformità agli obiettivi di cui all’articolo 1…”. Il Ddl, in prima istanza di iniziativa parlamentare, è stato poi richiamato dal Ministero ed ulteriormente modificato con l’obiettivo di modernizzare l’attività, il ruolo e l’efficienza dei porti. Ora l’iter procedurale prevede il ritorno in aula, tanto al Senato, quanto alla Camera.

I PRINCIPALI PUNTI DEL DDL – Il ddl dispone la ridefinizione del ruolo delle Autorita’ portuali e del processo della loro governance e la previsione di funzioni manageriali dei loro presidenti; definisce il rapporto tra porto e territorio e tra porto e reti di accesso. Ed ancora la semplificazione e razionalizzazione dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori generali dei porti, del concessioni ai privati e di sdemanializzazione e di dragaggio dei fondali.

SODDISFAZIONE UCINA – “Si tratta di un provvedimento che invocavamo da tempo – ha dichiarato Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina-Confindustria Nautica – e che in parte affronta la vera e propria emergenza ormeggi, divenuta un vincolo allo sviluppo del turismo nautico e di tutta l’industria del settore”.

DDL MATTEOLI, PROTESTE DA GENOVA: UNO SCHIAFFIO PER I COMUNI – “Un provvedimento inaccettabile, uno schiaffo pesante e inopportuno nei confronti dei Comuni”. Così il Sindaco di Genova e delegato alle Città portuali dell’Anci, Marta Vincenzi in merito all’approvazione del disegno di legge che riforma l’ordinamento dei porti italiani. “Chiederemo – continua – che la questione sia messa all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Nazionale Anci e organizzeremo un incontro delle città portuali, dando mandato al presidente Chiamparino di portare il tema al confronto con il Governo”. “Con la legge si delinea una sorta di commissariamento dei porti da parte del Governo – continua il sindaco Vincenzi – con i Comuni completamente esautorati da ogni decisione. Di fronte all’esigenza di un sostanziale riordino delle autorità portuali, della politica dei porti e della logistica integrata, si preferisce privare i porti stessi di ogni autonomia finanziaria. E’ una banalizzazione del problema, è il riaffermarsi di un centralismo burocratico che stride fortemente con i precetti del tanto decantato federalismo”. «Noi produciamo 2 miliardi all’anno in gettiti fiscali e riteniamo che sia assolutamente giusto rivendicare una quota, seppur minima, di queste risorse da reinvestire per far crescere ulteriormente la nostra portualità» ha spiegato Merlo.

DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE, LE PROTESTE DI RICCARDI – “Perché il sito internet dell’Autorità portuale non pubblica i riscontri dell’attività dell’ente e dei due commissari?”: questa la domanda rivolta da candidato sindaco del centrosinistra di Manfredonia, Angelo Riccardi, durante la precedente campagna elettorale, diretta in primis a ‘sconfessionare’ le dichiarazioni del suo antagonista elettorale (Stefano Pecorella). Già al tempo, Riccardi denunciò “la questione del porto di Manfredonia precipitata ai suoi minimi storici”.

IL FATTO – Le accuse di Riccardi partirono dalle critiche rivoltegli dal centrodestra di Manfredonia per mezzo di un volantino, sulla questione porto-Autorità portuale di Manfredonia. Nodo cruciale della questione posta da Riccardi fu la gestione del porto. “Sono cinque anni, ormai, che si porta avanti una soluzione”, disse il candidato del centrosinistra, “che va contro ogni realismo accertato, mentre viene boicottata la soluzione ‘Autorità portuale del Levante’, che garantirebbe efficienza, traffici, lavoro, occupazione. Per rendersene conto basterebbe confrontare i dati del porto di Manfredonia, tenuti top secret dai Commissari, con quelli relativi al porto di Barletta: mentre i primi sono in regresso, i secondi sono in aumento, sostenuti da investimenti fatti direttamente dall’Autorità portuale del Levante. “I dati sono pubblici, si possono riscontrare nei vari siti internet. Quello dell’Autorità portuale di Manfredonia, invece, è completamente vuoto: sono cinque anni che annuncia ‘presto on line’ ”. A supporto di quella tesi, del tutto infondata, secondo cui l’adesione all’Autorità portuale del Levante significherebbe ‘regalare’ il porto di Manfredonia a Bari, Riccardi porta ancora l’esempio del vicino porto di Barletta. “Barletta mantiene la propria autonomia gestionale collegata con quella di Bari, ma anche di Monopoli, attraverso il Comitato territoriale che ha sede a Barletta. Ne fanno parte: il sindaco, la Capitaneria di porto, il Genio civile Opere Marittime, la Camera di Commercio, la dogana, gli industriali, gli agenti marittimi, gli spedizionieri, gli imprenditori, i lavoratori portuali.È questo organismo locale che vaglia le proposte gestionali e ne decide l’esecuzione”. “Per gli scettici, aggiunse Riccardi, “consiglio di andare sul posto o contattare il presidente della Compagnia portuale, Domenico Rinaldi, che attesta come il porto di Barletta, da quando fa parte dell’Autorità portuale del Levante, è risorto in tutti i sensi. A Manfredonia non esiste alcun organismo di gestione partecipata, ma solo i due commissari”.

DICHIARAZIONI DI RICCARDI, FALCONE PRESENTO’ QUERELA – L’avvocato Gaetano Falcone, Commissario dell’Autorità Portuale di Manfredonia, non mancò di contestare quanto dichiarato dal candidato sindaco del centrosinistra Angelo Riccardi nel corso dell’incontro tenutosi il 10 febbraio, nella sede locale della Cooperativa Servizi Portuali “Cardinal Orsini” (viale Kennedy). In particolar modo, a causa di quanto dichiarato dal candidato Riccardi (in seguito pubblicato dall’Ufficio Stampa dello stesso candidato sui diversi canali comunicativi e mediatici a disposizione, poi ripresi dalle altre testate, fra le quali quella scrivente, in considerazione del comunicato ufficiale), Falcone comunica di “aver presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia dando mandato all’Avv. Michele Curtotti, formale querela nei confronti di Angelo Riccardi”. (cosa disse in sintesi Riccardi: “La Corte dei Conti, sezione di controllo sugli Enti, esprime un duro giudizio sull’Autorità Portuale di Manfredonia, la cui “gestione commissariale risponde al solo scopo di consentire ai due Commissari il godimento dei relativi compensi”.

L’AUTORITA’ PORTUALE DI MANFREDONIA – “L’Autorità Portuale di Manfredonia è stata istituita senza alcuna verifica dei requisiti richiesti dal comma 8 dell’art. 6 L. 84/94″, con la legge 350/2003 (finanziaria 2004) che ha modificato il comma 1 dell’art. 6 L 84794, inserendo il porto di Manfredonia nell’elenco dei porti sedi di Autorità portuale” disse Riccardi. La procedura indicata avrebbe eluso “nei fatti il necessario coinvolgimento del Ministero dei Trasporti e della Regione Puglia la quale, con la riforma del titolo V della Costituzione, è chiamata a svolgere un ruolo significativo in materia di portualità”, anche al fine di assicurare l’integrazione tra gestione del sistema portuale e assetto territoriale generale. In particolare, infatti, il nuovo dettato dell’art. 117 della Costituzione include i ‘porti e le grandi reti di trasporto e di navigazione’ tra le materie di legislazione concorrente dello Stato e delle regioni. Istituita l’Autorità Portuale di Manfredonia, il Ministro dei Trasporti, “dopo quasi due anni di inoperosità”, con D.M. 5.8.2005 avrebbe nominato “un Commissario con il compito di verificare le potenzialità economiche e le prospettive di sviluppo delle attività portuali, ai fini delle determinazioni da assumere alla luce della vigente normativa in materia. Nei due anni successivi il Ministero lascia in carica il Commissario al quale, con D.M. 6.9.2005, viene affiancato un Commissario Aggiunto, fino a quando l’Autorità marittima di Manfredonia, con nota dell’8.2.2007 n. 2600 riportante i dati di traffico relativi al triennio 2004 – 2006, ha certificato la mancanza dei requisiti. Preso atto di tale relazione il Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dei Trasporti, con Decreto del 12.10.2007, ha disposto la messa in liquidazione e la successiva soppressione dell’Autorità Portuale di Manfredonia. Il Ministero dei Trasporti conseguentemente, con Decreto del 22.10.2007, ha nominato il Commissario liquidatore, indicando in tre mesi il termine per completare le procedure di liquidazione”.

Bordo a Matteoli: “AP attiva per interessi”. Spinte per Bari, tappe della vicenda ultima modifica: 2010-04-23T15:48:07+00:00 da Giuseppe de Filippo



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