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Portare Arte “dove di Arte non si era mai parlato prima”. Ecco Stramurales

AUTORE:
Daniela Iannuzzi
PUBBLICATO IL:
23 Maggio 2021
5 Reali Siti // Cultura //

Stornara, 23 maggio 2021. Nascere quasi per caso ed arrivare poi a far parlare di sé su testate nazionali, come Repubblica ed ANSA.it. È quanto accade a Stramurales, il festival della Street Art, che giunge quest’anno alla sua quarta edizione.

Partito, nel 2018, con l’intento di portare Arte “dove di Arte non si era mai parlato prima”, nel comune di Stornara che conta appena 5700 abitanti, Stramurales ha dato vita ad un’esplosione di colori, immagini di vita, creatività, in diversi punti della cittadina, come in una sorta di museo a cielo aperto. Su facciate ed edifici vari, sono stati infatti realizzati i murales proposti dagli street artist, nel corso delle varie edizioni.

Ad oggi, risultano essere realizzati 52 murales, ma l’obiettivo è toccare la soglia dei 70 per quest’anno e “poi continuare a colorare ogni centimetro di muro che ci permetteranno di dipingere!”.

Tra gli artisti che hanno già collaborato: Stinkfish, Colectivo Licuado, Dale Grimshaw, Zabou, Braga last1, gods_in_love, CHEKOS ART, Kris Rizek, Bifido, Moby Dick, No Chance, TheGaetan, Devil Art Design, Aurora, Alessandra Santo Stefano (Double A), Zip, Alaniz, Leticia Mandragora, Bastardilla, Toni Espinar, Nicola Ciarallo, Antonio Giuliani, Mary LaTronica, Martina Pesce, Cosimo Tiso e Dimitris Taxis.

“All’inizio, nel 2018, abbiamo tanto combattuto. Avevamo anche l’Amministrazione comunale contro. La gente del posto guardava alla Street Art come se consistesse in un semplice imbrattare i muri” racconta a Statoquotidiano Lino Lombardi, fotografo e persona semplicissima, come lui stesso si definisce, tra gli ideatori di Stramurales, componente dell’Associazione Stornara Life, nata con il festival.

“Ci siamo ritrovati inizialmente ad organizzare questo evento con l’idea di montare dei pannelli espositivi realizzati da artisti di Street Art. Poi proprio loro hanno chiesto di poter lavorare direttamente su muri e ci si è aperto uno scenario nuovo”.

Uno scenario nel quale si sono definiti una serie di contatti e idee prima impensabili, in un clima, intorno al Festival e agli street artist, di familiarità e collaborazione “fino a creare una vera e propria sinergia, soprattutto con gli artisti della prima edizione di Stramurales, che ci hanno dato indicazioni ed anche direttive su come operare”. Il 2019 ha consacrato poi l’evento con l’arrivo di artisti anche dalle Americhe, e, più precisamente, dalla Colombia.

Nel 2020, nonostante le difficoltà legate all’emergenza pandemica, il festival ha continuato il suo percorso con un’altra novità: una sinergia ampia tra Stornara Life e l’amministrazione comunale, in particolare con l’Assessore alla cultura, Brigida Andreano, ed il sindaco, Rocco Calamita, ai fini dell’organizzazione dell’evento. Quest’anno la manifestazione avrà ufficialmente inizio il primo Agosto prossimo con lo “STRAMURALES Baby”, momento dedicato agli artisti in erba.

L’8 agosto, l‘associazione Stornara Life e l’Amministrazione comunale presenteranno il festival ai media. In quella stessa giornata avrà luogo anche il cosiddetto “Strafocates”, pranzo all’aperto fra artisti, organizzatori e addetti ai lavori.

Tema della manifestazione, “probabilmente sarà Revolution”, anticipano gli organizzatori. Anche se “ancora tutto è in fase di definizione nella macchina organizzativa” che porterà ancora a Stornara vari artisti “che accogliamo sempre con piacere”.

…E quando le facciate su cui dipingere saranno finite o non basteranno più? “Abbiamo in cantiere varie iniziative: rendere Stornara una città d’Arte, realizzare una residenza per gli artisti, aprire un museo” evidenzia Lino Lombardi “Le collaborazioni e le menti ci sono, per esempio quella con Francesca Sabba dell’Accademia di Foggia.

Per quello che riguarda i murales, questi sono soggetti a deterioramento, solitamente hanno un ciclo di vita che dura circa 7-8 anni. Due murales già oggi stanno quasi scomparendo, come quello di Bifido e di Stinkfish. Andrebbero dunque rimpiazzati con dei nuovi. Lo dico a malincuore perché ognuno di essi è prezioso per noi. Ma, in realtà, gli artisti stessi ci dicono che è giusto che sia così”.

Daniela Iannuzzi

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