Il governo prova ancora a frenare il caro carburanti, ma il conto della crisi energetica rischia di diventare sempre più pesante per famiglie e imprese. Con il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri arriva infatti la quarta proroga consecutiva del taglio delle accise su benzina e diesel: lo sconto resterà in vigore fino al 6 giugno, ma con una novità che farà discutere milioni di automobilisti.
Da oggi la benzina costerà circa 6 centesimi in meno al litro grazie alla conferma dello sconto pieno sulle accise, mentre per il diesel il bonus viene dimezzato: si passa da 20 a 10 centesimi. Tradotto alla pompa significa che il gasolio torna lentamente a salire proprio mentre trasportatori e imprese denunciano costi ormai fuori controllo.
Il governo Meloni ha deciso di intervenire per evitare un nuovo shock sui prezzi e soprattutto per scongiurare lo sciopero nazionale dei Tir previsto dal 25 al 29 maggio. Dopo il vertice di Palazzo Chigi con Giorgetti, Salvini e Urso, sono stati messi sul tavolo altri 200 milioni di euro di aiuti al settore dell’autotrasporto, che si aggiungono ai 100 milioni già stanziati nei mesi scorsi. La protesta è stata sospesa, ma il clima resta tesissimo.
Dietro il caro benzina c’è soprattutto la crisi internazionale esplosa attorno allo Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo da cui transita una fetta enorme del petrolio mondiale. La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti ha fatto impennare il prezzo del greggio e gli analisti avvertono che il peggio potrebbe non essere ancora passato.
Secondo le stime degli esperti, anche se Hormuz dovesse riaprire nelle prossime settimane, il petrolio potrebbe restare vicino ai 90 dollari al barile fino alla fine dell’anno. Nello scenario peggiore si potrebbe arrivare addirittura a 120 dollari in estate e oltre 150 dollari in autunno. Uno scenario che rischia di travolgere non solo il costo dei carburanti ma anche bollette, alimentari e trasporti.
L’allarme riguarda infatti tutta l’economia: dal Golfo Persico passano fertilizzanti, gas, carburanti per aerei e materie prime agricole. Se i prezzi continueranno a crescere, l’inflazione potrebbe tornare a correre in tutta Europa proprio mentre la Bce teme nuovi aumenti dei tassi.
Per questo il taglio delle accise viene ormai visto come un semplice tampone. Palazzo Chigi spera che la tensione internazionale si riduca entro giugno, ma nessuno al momento esclude una quinta proroga. Per milioni di italiani, intanto, ogni pieno continua a trasformarsi in una stangata.
Lo riporta open.it.




L’ennesima presa per il culo del governo meloni.