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FRANCA - MICHELE Foggia, ergastolo per l’omicidio di Franca Marasco. Il nipote Michele Ciani: “Primo spiraglio verso verità e giustizia”

Quello di ieri non rappresenta soltanto un passaggio giudiziario legato a una vicenda che da tre anni coinvolge dolorosamente la nostra famiglia. Rappresenta anche un momento che riguarda tutta la città di Foggia

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
23 Maggio 2026
Cronaca // Focus e Inchieste //

Come anticipato, la Corte d’Assise di Foggia ha condannato all’ergastolo, con 14 mesi di isolamento diurno, Redouane Mossli, 45enne di origini marocchine, accusato dell’omicidio di Franca Marasco, la tabaccaia 72enne uccisa a coltellate il 28 agosto 2023 nella sua attività in via Marchese de Rosa.

La sentenza, arrivata alla vigilia del 23 maggio, Giornata della Legalità, è stata accolta con rispetto e attenzione dalla famiglia della vittima. A commentarla a StatoQuotidiano.it è Michele Ciani, nipote di Franca Marasco, che parla di “un primo passo verso la ricostruzione della giustizia” per la storia della zia.

“Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza e tutti gli elementi che emergeranno nei prossimi giorni”, ha dichiarato Ciani. “Quello di ieri non rappresenta soltanto un passaggio giudiziario legato a una vicenda che da tre anni coinvolge dolorosamente la nostra famiglia. Rappresenta anche un momento che riguarda tutta la città di Foggia”.

Secondo il nipote della vittima, la tragedia di Franca Marasco ha segnato profondamente l’intera comunità foggiana. “Quello che è successo a mia zia è capitato a lei, ma la città ha percepito che poteva capitare a chiunque. Foggia ha bisogno di ritrovare fiducia nella giustizia e di rialzare la testa”.

Ciani ha poi ringraziato l’Arma dei Carabinieri, definendola “un riferimento quotidiano” per la famiglia sin dal 28 agosto 2023, e ha espresso gratitudine alla stampa locale e nazionale, con un ringraziamento particolare a Stato Quotidiano, per l’attenzione dedicata alla vicenda.

“Foggia ha bisogno di non dimenticare”, ha concluso. “Noi come famiglia abbiamo bisogno di sentire ancora l’attenzione e l’affetto dei cittadini foggiani. Continuiamo a credere nella giustizia e nella verità”.

IL DISCORSO INTEGRALE

La sentenza arrivata ieri, proprio nel giorno che precede la Giornata della Legalità del 23 maggio, rappresenta per noi senza dubbio un primo passo verso quella che è la ricostruzione della giustizia per tutta la storia di zia Franca. È un segnale, un momento che accogliamo con rispetto e attenzione e, ovviamente, attendiamo ancora di leggere quelle che saranno le motivazioni della sentenza e tutti gli elementi che emergeranno nei prossimi giorni, con i tempi che la giustizia richiede.

Quello di ieri, però, ci tengo a sottolinearlo, per me — e sono sicuro anche per tutta la città — non rappresenta soltanto un passaggio giudiziario legato a una vicenda che ormai da tre anni coinvolge dolorosamente la nostra famiglia. È una storia che ci ha toccati profondamente e che lascia un segno indelebile.

Secondo me rappresenta anche un momento che riguarda tutta la città di Foggia, una città che in questi anni è rimasta vicina alla storia di zia Franca giorno dopo giorno e che oggi, forse, in questa sentenza può cominciare a intravedere un primo spiraglio verso la verità e una nuova serenità collettiva.

Quello che è successo a mia zia è capitato a lei, ma per la prima volta abbiamo visto una città percepire che ciò che era accaduto a zia Franca poteva capitare a chiunque. Foggia ha bisogno di ritrovare fiducia nella giustizia e ha bisogno di rialzare la testa.

Forse questa sentenza e la giornata di ieri rappresentano davvero un primo passo e lasciano intravedere uno spiraglio importante per il futuro. La giustizia, anche quando arriva dopo tanto tempo — e sappiamo bene quanto siano lunghi questi percorsi — può ancora rappresentare un segno di speranza e di fiducia per un’intera comunità cittadina.

Questi tre anni li abbiamo vissuti con enorme sofferenza, giorno dopo giorno, udienza dopo udienza. Ma la verità non appartiene soltanto alle aule di tribunale: è anche il bisogno profondo di una città e di una comunità che vogliono ritrovare dignità e coraggio.

Voglio approfittare di questo spazio anche per ringraziare l’Arma dei Carabinieri. Non l’avevo mai fatto pubblicamente, ma devo dire che fino a oggi ci sono stati vicinissimi e sono stati, da quel terribile 28 agosto, un punto di riferimento quotidiano per la mia famiglia. Grazie davvero a ognuno di loro, perché se oggi siamo riusciti ad arrivare a quella che riteniamo una prima parte di verità sulla storia di zia Franca, è sicuramente anche merito del loro impegno, profuso fin dai primi istanti dopo quel drammatico evento.

L’altra cosa che volevo dire è un ringraziamento a tutta la stampa cittadina e nazionale, e in particolare a Stato Quotidiano, che ha seguito con grande attenzione, evento dopo evento, tutta questa tragica vicenda. Stato Quotidiano ha sempre dedicato spazio e sensibilità a questa storia, ma devo riconoscere che tutta la stampa locale e nazionale è rimasta costantemente attenta alla vicenda di zia Franca.

Noi, come famiglia, abbiamo bisogno dell’attenzione di chi comunica e racconta questa storia all’opinione pubblica. Foggia ha bisogno di non dimenticare. E anche noi abbiamo bisogno di sentire la vicinanza e l’affetto dei cittadini foggiani, che in questi anni non ci hanno mai lasciati soli.

Sono stati momenti durissimi per tutti, ma continuiamo a credere nella giustizia e nella verità.

© StatoQuotidiano - Riproduzione riservata

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