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CAMPO RICCARDI LA MARCA Manfredonia, da Paolo Campo a Domenico La Marca: quale amministrazione è stata davvero la più lungimirante?

E' evidente che qualsiasi giudizio storico sull’attuale amministrazione sarebbe oggi prematuro

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
23 Maggio 2026
Manfredonia // Politica //

Ventisei anni di politica amministrativa raccontano molto più dei nomi dei sindaci che si sono succeduti a Palazzo San Domenico. Raccontano l’evoluzione di una città che ha provato più volte a reinventarsi, oscillando tra grandi ambizioni, crisi profonde, commissariamenti e tentativi di ricostruzione politica e istituzionale.

Dal primo mandato di Paolo Campo, iniziato nel 2000, fino all’attuale amministrazione guidata da Domenico La Marca, Manfredonia ha vissuto almeno quattro stagioni completamente differenti. E se oggi si prova a capire quale esperienza amministrativa sia stata la più “lungimirante”, bisogna necessariamente andare oltre il semplice consenso elettorale o il numero delle opere pubbliche realizzate. La vera domanda è un’altra: quale classe dirigente ha avuto una visione complessiva della città e del suo futuro? Il tutto ricordando che siamo soltanto al secondo anno di Amministrazione per l’attuale sindaco La Marca.

Molti osservatori politici, anche trasversalmente agli schieramenti, individuano proprio nell’era di Paolo Campo il momento più strutturato della Manfredonia contemporanea. Non tanto perché tutti i progetti siano stati completati o perché i problemi della città siano stati risolti, ma perché in quegli anni esisteva un’idea precisa di cosa Manfredonia avrebbe dovuto diventare.

Tra il 2000 e il 2010 la città vive infatti una fase caratterizzata da forte programmazione urbanistica e istituzionale. Si parla di waterfront, di rilancio del porto, di turismo, di cultura, di rigenerazione urbana. Per la prima volta dopo la lunga stagione industriale, Manfredonia prova concretamente a immaginarsi come città turistica e culturale, non più soltanto legata al petrolchimico o alle grandi fabbriche del passato.

Campo riesce inoltre a costruire un rapporto politico molto forte con la Regione Puglia, elemento decisivo in una stagione in cui la capacità di intercettare fondi e finanziamenti pubblici rappresentava un vantaggio enorme per i Comuni. In quegli anni Manfredonia appare centrale nei tavoli regionali, inserita dentro una rete politica che consentiva di programmare interventi a lungo termine.

Naturalmente non tutto funziona. Molti progetti restano incompiuti, altri si fermano nelle lungaggini burocratiche, mentre la grande riconversione economica della città non produce gli effetti sperati sul piano occupazionale. Eppure quella resta probabilmente l’ultima fase in cui Manfredonia prova davvero a pensarsi in una prospettiva di trasformazione complessiva.

Con Angelo Riccardi cambia il clima politico e amministrativo. Dal 2010 al 2019 la città entra in una stagione più concentrata sulla gestione quotidiana delle difficoltà economiche e sociali, frutto – va detto – degli errori dell’ultima fase del precedente mandato amministrativo. Sono gli anni della crisi, della disoccupazione crescente, delle tensioni occupazionali e di una macchina amministrativa che progressivamente perde slancio.

Riccardi mantiene continuità rispetto al centrosinistra che lo aveva preceduto, ma il suo modello amministrativo appare orientato alla gestione dell’equilibrio politico e sociale della città. In questo periodo si rafforzano gli eventi culturali e identitari.

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Il punto di rottura arriva nel 2019 con lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. È il momento più drammatico della storia politica recente di Manfredonia. Il commissariamento non rappresenta soltanto una sospensione della politica, ma una vera crisi di fiducia tra cittadini e istituzioni. Per la città è uno shock profondo, che segna la fine definitiva di una lunga stagione amministrativa.

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L’elezione di Gianni Rotice nel 2021 nasce proprio dentro questo clima. Rotice interpreta la voglia di cambiamento e di discontinuità rispetto al passato. Il suo mandato, però, si sviluppa in una fase estremamente difficile, caratterizzata da forti tensioni politiche, maggioranze instabili e continui conflitti istituzionali. L’obiettivo principale diventa ricostruire credibilità amministrativa dopo il commissariamento, ma l’esperienza si conclude senza riuscire a consolidare una vera visione strategica di lungo periodo.

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Oggi la guida della città è affidata a Domenico La Marca, eletto nel 2024 in un contesto ancora segnato dalla necessità di ristabilire equilibrio politico e stabilità amministrativa. La nuova amministrazione si muove con prudenza, puntando soprattutto sul riequilibrio dei conti, sull’utilizzo delle risorse del PNRR, sulla manutenzione urbana e sulla riduzione della conflittualità politica.

Lo stesso La Marca, nei suoi primi interventi pubblici, ha parlato della necessità di costruire “una visione dei prossimi cinque anni” fondata su continuità amministrativa e coesione sociale. Ma è evidente che qualsiasi giudizio storico sull’attuale amministrazione sarebbe oggi prematuro. Due anni di governo non bastano per misurare davvero la portata di un’esperienza politica.

16 commenti su "Manfredonia, da Paolo Campo a Domenico La Marca: quale amministrazione è stata davvero la più lungimirante?"

  1. Che Manfredonia sia una citta’ turistica e di cultura e’ una CAXXATA.
    Turistica, forse riferita al rientro dei nostri figli costretti ad andarsene per mancanza di lavoro, e ritornare durante l’estate per i genitori.
    Di cultura ce ne ben poca, tranne quella del piatto a tavola.
    Manfredonia e’ ritornata ad essere la stessa degli anni ’70, prima che si insediasse l’Enichem, che anche con i suoi danni, ha portato un po’ di lavoro e benessere cittadino.

  2. proprio tu parli che hai fallito in tutto …..dal contratto d’area alla pista ciclabile e alla distribuzione del gas.

  3. Paolo campo il miglior sindaco di tutti i tempi !!!! Riccardi e Rotice i peggiori !!!! La marca inesistente!!!!

  4. Tutti scadenti e di gente mediocre. Ci hanno lascato solo debiti, disoccupazione, scioglimento per mafia e un cumulo di macerie. Si devono vergognare.

  5. Manfredonia, violentata, stuprata, uccisa …offesa..sfregiata, oltraggiata umiliata…😢😡

  6. Tenendo conto che La Marca deve ancora finire il mandato e che a questo sondaggio ci aggiungerei anche il periodo di Gaetano Prencipe mbe Paolo Campo è stato il migliore

  7. Caro Paolo l unica cultura in questo paese è l’arte della truffa del ricatto prepotenza e dell’abusivismo edilizio .
    Questa è la grande cultura di una amministrazione lungimirante.
    Basta vedere gli abusi autorizzati all’ex birreria , basta vedere i comparti (povere famiglie). Basta vedere il fallimento del contratto d aria , basta vedere.
    Poi c’è la cultura quella giusta e dolorosa di dire ai propri figli di andar via da questa città senza anima e senza pane .
    Infatti oggi nostri figli sono considerati turisti

  8. RICCARDI senza dubbio il più grande politicamente, di lui si ricordano tante opere pubbliche e il più bel periodo del Manfredonia calcio, che solo lui poteva regalarci. Il resto incompetenza e aria fritta, compreso l’articolo e commenti. Buona giornata.

  9. Il miglior è quello dei 15 Mila euro di vitalizio maturati all’atto del raggiungimento dell’età anagrafica….

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