Sono ufficialmente iniziati gli esami orali della Maturità 2026, la prima sessione a svolgersi con le novità introdotte dalla riforma che ha modificato in maniera significativa la struttura dell’esame di Stato. Tra i cambiamenti più rilevanti figurano la riduzione delle materie oggetto del colloquio, una maggiore attenzione alla crescita personale dello studente e il divieto di ricorrere alla cosiddetta “scena muta”.
La nuova impostazione punta a valutare non soltanto le conoscenze disciplinari, ma anche il percorso formativo, le competenze trasversali e il livello di maturità raggiunto dagli studenti durante il quinquennio scolastico.
Stop alla “scena muta”
Tra le misure che hanno suscitato maggiore dibattito c’è il divieto di presentarsi all’orale senza sostenere effettivamente il colloquio. In passato alcuni studenti, avendo già raggiunto il punteggio minimo necessario per il diploma grazie ai crediti scolastici, alle prove scritte e ai Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), sceglievano di non rispondere alle domande della commissione.
Con la nuova normativa, invece, il colloquio orale diventa un passaggio obbligatorio e sostanziale del percorso d’esame, riaffermando il valore conclusivo della prova.
Le prime impressioni degli studenti
Davanti agli istituti romani, tra sorrisi, abbracci e bouquet di fiori, le emozioni restano quelle di sempre. Al termine del colloquio, molti maturandi hanno espresso sollievo e soddisfazione per aver concluso il percorso scolastico.
«Mi sento libera, finalmente è finita», racconta Manila, studentessa del liceo classico Tasso. La giovane evidenzia però una particolarità del nuovo orale: «Mi aspettavo più domande sulle materie che avevamo studiato, ma il tempo a disposizione era limitato».
Una percezione condivisa anche da Alessandro, studente del liceo scientifico Righi: «Secondo me si sono concentrati maggiormente sull’aspetto personale e sul percorso individuale, dedicando meno spazio agli argomenti disciplinari».
Opinioni divise sulla riforma
Il nuovo divieto della “scena muta” continua a dividere gli studenti. Molti ritengono che dovrebbe essere lasciata maggiore libertà di scelta ai candidati, mentre altri considerano il colloquio orale un momento importante e simbolico del percorso scolastico.
«Ognuno dovrebbe essere libero di decidere», osserva uno dei maturandi intervistati. Al tempo stesso, aggiunge, «si tratta di un’esperienza unica che vale la pena affrontare fino in fondo».
Un esame che cambia, ma le emozioni restano
Se la riforma ha modificato modalità e criteri di valutazione, non ha cambiato il significato che la Maturità continua ad avere per migliaia di giovani italiani. L’uscita da scuola dopo l’ultimo colloquio resta un momento carico di emozioni, simbolo della conclusione di un ciclo di studi e dell’inizio di una nuova fase della vita.
Tra tensione, attesa e festeggiamenti, la Maturità 2026 segna così l’esordio di un nuovo modello d’esame che continuerà a far discutere studenti, famiglie e mondo della scuola anche nei prossimi mesi.
Lo riporta Leggo.it



