Una donna di 103 anni residente a Torremaggiore è stata sottoposta con successo a un delicato intervento chirurgico per una frattura del femore sinistro presso il Presidio Ospedaliero “Teresa Masselli Mascia” di San Severo. L’operazione è stata eseguita dall’équipe della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia senza complicazioni e la paziente, dopo un regolare decorso post operatorio, è stata trasferita per un percorso di riabilitazione intensiva.
Il caso presentava una particolare complessità clinica: la paziente era arrivata al Pronto Soccorso con una frattura basicervicale del femore sinistro associata a una frattura dell’olecrano sinistro. Vista l’età avanzata e la fragilità della donna, è stato attivato un percorso multidisciplinare per valutare attentamente le condizioni generali e individuare la strategia terapeutica più adeguata.
L’intervento ha previsto la riduzione della frattura e la sintesi con chiodo endomidollare Elos, una tecnica utilizzata nel trattamento delle fratture pertrocanteriche del femore. La procedura, effettuata in anestesia spinale, è stata eseguita da Armando Arminio, vice primario dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia del “Masselli Mascia”, e da Elisa Soriano, specialista in Anestesia e Rianimazione con competenze in anestesia locoregionale.
Fondamentale anche il contributo dell’équipe infermieristica composta da Emanuele De Luca, Concetta Cardillo e Carlo Pistillo, insieme agli operatori socio-sanitari e a tutti i professionisti coinvolti nell’assistenza della paziente, dalla fase dell’emergenza fino al periodo successivo all’intervento e alla dimissione.
Il direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia, Giuseppe Ricciardi, ha sottolineato l’importanza di valutare ogni caso senza considerare l’età come un ostacolo: “Per il medico ortopedico l’età anagrafica non può e non deve rappresentare un limite. Ogni decisione clinica deve essere fondata su un’attenta valutazione delle condizioni complessive del paziente, delle sue potenzialità di recupero e del rapporto tra benefici e rischi dell’intervento”.
Ricciardi ha poi aggiunto: “È fondamentale garantire un trattamento appropriato e tempestivo, perché intervenire significa offrire concrete possibilità di recuperare autonomia, ridurre il dolore, prevenire le complicanze dell’allettamento e preservare la migliore qualità di vita possibile”.
Anche Armando Arminio, primo operatore dell’équipe ortopedica, ha evidenziato il valore del lavoro di squadra: “La presa in carico di una paziente ultracentenaria con un quadro traumatico così complesso rappresenta un esempio concreto della capacità organizzativa e assistenziale”.
“Risultati come questo sono il frutto di un lavoro di squadra che coinvolge professionalità diverse, unite da un obiettivo comune: garantire ai cittadini cure sicure, tempestive e di elevata qualità”, ha aggiunto Arminio, sottolineando come l’integrazione tra competenze specialistiche e percorsi assistenziali efficienti permetta di affrontare anche le situazioni cliniche più delicate.
Con questo intervento, ASL Foggia conferma il ruolo della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia del Presidio “Teresa Masselli Mascia” come punto di riferimento per la cura delle patologie ortopediche e traumatiche, con particolare attenzione ai pazienti anziani e fragili.
Il modello organizzativo adottato si basa su integrazione multidisciplinare, innovazione clinica e centralità della persona assistita, elementi ritenuti fondamentali per garantire risposte efficaci ai bisogni di salute del territorio.



