La vicenda di una studentessa di Cerignola accende il dibattito sull’inclusione scolastica. Dopo aver frequentato per cinque anni l’istituto tecnico agrario “Pavoncelli”, indirizzo Enogastronomia-Sala/Bar, Chiara si sarebbe vista consegnare un attestato di frequenza al posto del diploma di maturità, una decisione che ha suscitato la reazione del Movimento Europeo Diversamente Abili (Meda).
A rendere pubblica la vicenda sono stati il segretario nazionale del Meda Massimo Nigro e l’avvocata Miriam Ventura, dirigente del movimento, che hanno espresso forte preoccupazione per una scelta definita “inspiegabile” e potenzialmente penalizzante per il futuro della giovane.
Secondo quanto riferito dal Meda, Chiara avrebbe affrontato il percorso scolastico con impegno, costanza e partecipazione alle attività laboratoriali, nonostante anche le difficoltà legate al continuo avvicendamento degli insegnanti di sostegno.
La consegna del solo attestato, secondo il movimento, potrebbe avere importanti conseguenze sulle possibilità di inserimento lavorativo della ragazza, limitando l’accesso al collocamento mirato previsto per le categorie protette.
Massimo Nigro ha dichiarato: “Siamo davanti alla pura follia, ci troviamo di fronte all’ennesimo rimpallo di responsabilità burocratiche a danno di chi ha profuso impegno per cinque lunghi anni. Chiara ha frequentato la scuola come tutti gli altri studenti, ha dimostrato volontà e capacità nelle attività pratiche e merita il suo diploma. Valutazioni o non valutazioni, la dignità del percorso di questa ragazza non si tocca”.
Il Movimento Europeo Diversamente Abili ha annunciato la richiesta di un incontro con il dirigente scolastico dell’istituto, alla presenza del Garante regionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, per approfondire i criteri adottati nella valutazione del percorso scolastico della studentessa.
Parallelamente, il Meda ha rivolto un appello alle aziende e alle attività di ristorazione di Foggia e provincia, chiedendo di sostenere concretamente il principio dell’inclusione attraverso opportunità lavorative che permettano a Chiara di valorizzare le proprie competenze pratiche.
“Questa vicenda non finisce qui. Saremo al fianco di Chiara e di tutte le famiglie che ogni giorno affrontano le barriere della burocrazia”, conclude il movimento.
Lo riporta foggiatoday.it.



