Capitanata
A cura di Daniela Iannuzzi

Stornarella, azioni di contrasto contro inquinamento ambientale


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Stornarella – Inquinamento ambientale e grossi disagi ai cittadini. Questo è il problema che deriverebbe, nel periodo tra agosto e settembre, dall’accensione, a volte sconsiderata, dei residui vegetali in agricoltura.

In particolare quando parti delle pacciamature o dei tubicini per l’irrigazione non vengono separati dalle piante ed i fumi di combustione raggiungono i centri abitati.

È intervenuto sulla questione nei giorni scorsi, con un post sulla pagina Facebook del comune di Stornarella, il sindaco Massimo Colia che ha invitato i sindaci di Cerignola, Carapelle, Orta Nova, Stornara, a riunirsi in un incontro al fine di definire azioni congiunte concordate che possano dare risultati concreti.

Negli anni, pare, ognuno dei sindaci, nelle rispettive comunità, per fronteggiare il problema, avrebbe messo in campo delle azioni a vari livelli che non hanno però dato frutti.

Quali quelle messe in campo dal Comune di Stornarella?

“Con ORDINANZA SINDACALE n.8 del 12/06/2019” ci racconta Massimo Colia “avente ad oggetto

‘Dichiarazione dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi anno 2019 – Manutenzione delle aree incolte e/o abbandonate del centro abitato e bruciatura delle stoppie sull’intero territorio comunale’ abbiamo dato seguito alle disposizioni regionali in materia di protezione civile che disciplinano la materia”.

In particolare, secondo il sindaco di Stornarella, sarebbero state presentate da altri denunce verso ignoti; specificamente nel comune di Stornarella, invece, nel 2015 sarebbe stato chiesto l’intervento della Polizia Provinciale che all’epoca aveva competenze nel campo dei controlli in materia ambientale.

Nonostante le misure messe in atto, però, il problema sembra non essere stato risolto.

Quali le difficoltà maggiormente riscontrate?

Innnanzitutto, secondo Colia, per evitare di fare confusione come sta accadendo sui social in questi giorni, andrebbe fatta chiarezza

su vari aspetti della questione che è più articolata di quel che sembra.

Bisognerebbe intanto distinguere.

L’accensione delle stoppie è consentita a chi coltiva cereali o foraggio, solo dopo aver presentato comunicazione al sindaco almeno due giorni prima dell’accensione, secondo quanto previsto dalla L.R.38/2016, e attenendosi ovviamente a tutta una serie di prescrizioni.

Altra cosa sarebbe la bruciatura di residui di materiale vegetale derivante dall’attività agricola e forestale che è vietata dal 1°giugno al 30 settembre.

Quest’ultima pratica è consentita

dal 1 ottobre al 31 maggio, purché anche in questo caso si osservino tutta una serie di indicazioni atte a scongiurare situazioni di pericolo e a salvaguardare la pubblica incolumità.

“Queste puntualizzazioni” spiega Colia “perché spesso riceviamo richieste d’intervento alla vista di fumo a prescindere. Devo dire che per le stoppie il problema si è ridotto molto dopo che qualche anno fa la forestale ha fatto una serie di verbali a chi non aveva adempiuto all’obbligo di fare la precesa. Le cose si complicano quando ci sono accensioni di residui vegetali senza separare la pacciamatura o parti dei tubicini in plastica per l’irrigazione”.

Nei punti in cui si appicca il fuoco, anche a distanza, non sarebbe difficile, secondo il sindaco di Stornarella, individuare il luogo dove avverrebbe l’illecito, ma in tante occasioni, “in particolare di notte in estate, contestualmente alla segnalazione di chi diceva di dover stare a porte chiuse perché l’aria era irrespirabile, abbiamo girato per diverso tempo per le periferie del paese cercando di prendere a riferimento i fuochi o la provenienza dei fumi, ma è stato praticamente impossibile capire da che direzione provenissero”.

Questo perché, in tali casi si percepivano gli odori, ma non c’era nulla di visibile.

Va inoltre evidenziato che la propagazione degli odori e dei fumi può arrivare a distanza di chilometri.

“Per questo” dice Colia “abbiamo chiesto all’ARPA” ossia l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale “di effettuare una campagna di monitoraggio della qualità dell’aria che nel 2016 è durata da agosto ad ottobre e fortunatamente ha accertato che non vi erano pericoli per la salute pubblica”.

Per verificare gli illeciti ci vorrebbero dei controlli da organizzarsi non come singolo comune, data la mancanza di personale e di risorse economiche.

“Amministriamo piccoli comuni dove si riesce a far fronte a malapena all’attività ordinaria” le parole lapidarie del sindaco di Stornarella “figuriamoci se possiamo disporre di personale di notte”.

Daniela Iannuzzi

Stornarella, azioni di contrasto contro inquinamento ambientale ultima modifica: 2019-08-23T10:51:40+00:00 da Daniela Iannuzzi



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