Mario Schena. Gaetano Auteri si presenta in sala stampa alla vigilia del debutto in campionato con la difficile trasferta di Crotone. Auteri alla prima domanda chiarisce subito che la rosa non è ancora completa e che diversi pezzi sono arrivati in ritardo, ma non avere l’organico completo non deve costituire un alibi.
«Questi siamo, con questi bisogna cominciare. Bisogna tirare fuori il meglio di quello che possiamo fare. Non abbiamo avuto tanto tempo, siamo partiti praticamente ad agosto e il gruppo è in continuo incremento giorno dopo giorno dobbiamo fare di necessità virtù. Concentriamoci sul campionato, che è la cosa più importante».
Auteri conferma che nei prossimi giorni arriveranno altri innesti comunicando che la società ha già individuato i giocatori che ci possono far alzare ulteriormente il livello, soprattutto in difesa e in attacco, dove serve esperienza». Sugli ultimi due arrivi gli attaccanti Petito e Luciani che essendo in buone condizioni sono già a disposizione».
Sugli indisponibili: «Non sarà della gara Colibaly, fermato per precauzione dopo un piccolo fastidio muscolare, mentre Haoudi e Di Pasquale stanno meglio e hanno ripreso il lavoro con il gruppo». Sulla difficoltà della gara di Crotone: «È un bel test. Anche loro, come noi, stanno facendo un percorso nuovo. Partiremo alla pari. La nostra mentalità sarà quella di confrontarci con gli argomenti del gioco. Se privilegi l’aspetto del gioco ti può andare male qualche risultato, ma se acquisisci meriti in campo sei destinato a crescere». Quanto a dove potrà arrivare il Foggia: «Non ho ancora la coscienza di dire che siamo tra le primissime e giocheremo per vincere il campionato. Siamo un divenire. Abbiamo un buon gruppo, competitivo. Non sbaglieremo mai l’atteggiamento, questo ve lo posso garantire. Partita dopo partita daremo sempre il massimo».
Il tecnico ha poi sottolineato quanto sia stato colpito dalla tifoseria presente in massa all’allenamento a porte aperte sottolineando che: «Era la prima volta nella mia carriera che vedevo così tanta gente. I tifosi, la stampa e la società devono lavorare tutti insieme: «È un anno zero, l’ambiente lo ha capito, ma dentro di noi dobbiamo sempre avere il fuoco vivo di andare a cercare la vittoria. Se costruiamo un progetto tutti insieme, il Foggia può ritornare alle tradizioni a cui può ambire».


