Il consigliere provinciale Pasquale Ciruolo ha sollevato una pesante accusa nei confronti del Presidente della Provincia di Foggia, denunciando un comportamento che, a suo avviso, travalica i limiti istituzionali e minaccia la trasparenza dell’ente.
“È con profondo senso di responsabilità che denuncio un fatto di estrema gravità istituzionale – ha dichiarato Ciruolo – Il Presidente ha proceduto in modo irrituale e improprio a convocare direttamente gli idonei di un concorso pubblico, attraverso una comunicazione ufficiale a sua firma, violando l’art. 107 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), che stabilisce con chiarezza la distinzione tra funzione politica e gestione amministrativa”.
Ciruolo sottolinea come il comportamento del Presidente comprometta la legittimità degli atti amministrativi e oscuri la trasparenza del procedimento. “Ancora più preoccupante – continua – è la presenza non giustificata, constatata di persona, all’interno degli uffici della Provincia di soggetti privi di qualunque incarico ufficiale, tra cui assessori comunali dello stesso Comune del Presidente e un consigliere comunale direttamente interessato alle assunzioni”.
Il consigliere denuncia un “intreccio politico-amministrativo che trasforma un ente pubblico in una macchina di potere personale e in un comitato elettorale in vista delle prossime regionali”. Secondo Ciruolo, tutto ciò avviene nonostante il Presidente non goda più della maggioranza in Consiglio Provinciale, ma continui ad esercitare il potere in modo solitario, compromettendo la funzionalità dell’ente e svuotando la democrazia rappresentativa.
“Riteniamo urgente e doveroso fare chiarezza – conclude Ciruolo – La Provincia non può essere ostaggio di dinamiche personali o gestioni improprie. La legalità, la trasparenza e il rispetto delle regole devono tornare ad essere l’unico orizzonte della gestione pubblica. La Provincia di Foggia non merita questa vergogna”.



