Momenti di forte tensione durante il processo per l’omicidio del capotreno 34enne Alessandro Ambrosio, per il quale è imputato Marin Jelenic. L’uomo è stato allontanato dall’aula e riportato in carcere dopo aver iniziato a colpire con calci e pugni la gabbia di vetro nella quale si trovava e aver rivolto insulti alla propria avvocata.
Durante l’udienza, Jelenic ha inoltre sostenuto che «è un processo politico, condotto in modo indegno e mafioso e che l’Italia è un Paese mafioso».
L’episodio si è verificato mentre era in corso la testimonianza di Domenico Berardi, l’esperto nominato dalla Corte per effettuare la perizia psichiatrica sull’imputato. Jelenic ha iniziato a dare in escandescenze, rendendo necessario il suo allontanamento dall’aula.
Il presidente della Corte d’Assise, Pasquale Liccardo, ha quindi disposto che Jelenic venisse portato via. Successivamente, la sua legale, Marialuisa Marcucci, ha chiesto di essere dispensata dall’incarico difensivo.
Il presidente Liccardo ha tuttavia spiegato all’avvocata che, sebbene il comportamento dell’imputato fosse stato offensivo, non rappresentava un motivo «per poter essere esonerata». La richiesta della difesa è stata comunque messa a verbale.
Nel corso della stessa udienza è stata illustrata la perizia psichiatrica eseguita da Berardi. Secondo quanto emerso dalla valutazione, Jelenic era capace di intendere e di volere al momento dei fatti ed è attualmente in grado di stare in giudizio.
Lo riporta leggo.it.



